Cerimonie olimpiche in Arena, Zivelonghi: «Verona è protagonista di un evento planetario»
Le Olimpiadi Milano Cortina 2026 sono ormai nel vivo e Verona si prepara a vivere due giornate storiche: la cerimonia di chiusura dei Giochi olimpici in Arena il 22 febbraio e l’apertura delle Paralimpiadi il 6 marzo.
Nella nuova puntata di “D Giovedì”, il format del giovedì sera di Radio Adige Tv, “Un quarto d’ora con…” ospita negli studi di Verona Network l’assessora ai Grandi eventi e alla Sicurezza Stefania Zivelonghi.
Dalla gestione della “zona gialla” ai pass per residenti e lavoratori, dal coordinamento con questura e prefettura fino al coinvolgimento dei volontari, l’assessora fa il punto su un’organizzazione definita «planetaria». E lancia un messaggio ai veronesi: vivere queste giornate con orgoglio e consapevolezza, perché «di tale intensità non è mai stato ospitato un evento simile in città».
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Guarda l’intervista con Stefania Zivelonghi
Nella nuova puntata di “D Giovedì”, “Un quarto d’ora con… Stefania Zivelonghi”, assessora ai Grandi eventi e alla Sicurezza del Comune di Verona, negli studi di Verona Network.
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Una sintesi dell’intervista
Assessora, partiamo da una considerazione generale: grande organizzazione, cantieri, lavori, macchina comunale impegnata. Ne valeva la pena?
«La risposta la riserviamo al 7 marzo, ma di sicuro le aspettative sono alte. Per adesso senz’altro sì».
Parliamo delle cosiddette “cerimonie olimpiche”: chiusura delle Olimpiadi il 22 febbraio in Arena e apertura delle Paralimpiadi il 6 marzo. Qual è il ruolo della città?
«L’organizzazione delle cerimonie è tutta in capo a Fondazione Milano Cortina. Però l’amministrazione e tutte le istituzioni cittadine sono chiamate a far sì che questo grande evento – in realtà sappiamo essere due – possa svolgersi nel miglior modo possibile e innestarsi nella vita di una città che ha una sua vitalità.
Lo sforzo principale è far convivere le attività preparatorie con la vita quotidiana di Verona, che è complessa e varia, e supportare cittadini e operatori durante un evento davvero planetario».
La sintesi per la sicurezza è la cosiddetta “zona gialla”. Che cos’è esattamente?
«Il cuore è la cosiddetta venue, cioè la zona che coincide con Piazza Bra, l’Arena, la Gran Guardia e il primo tratto di Corso Porta Nuova: la zona rossa direttamente interessata dalle cerimonie.
Intorno è stata individuata, in sede di comitato in prefettura, un’area di cintura, di prefiltraggio a frequentazione limitata: la “zona gialla”. Serve a costituire un cuscinetto tra la zona rossa e la parte libera della città.
In questa area c’è il completo divieto di transito di veicoli, comprese le biciclette, e l’accesso pedonale è riservato solo a categorie specifiche, previa esibizione di pass».
Chi può richiedere il pass?
«Possono richiederlo coloro che risiedono nell’area – residenti, domiciliati o ospiti di strutture ricettive – e chi vi lavora, cioè attività commerciali o professionali con sede nella zona gialla.
Sono esclusi, ad esempio, i manutentori ordinari o chi deve eseguire lavori temporanei presso attività interne all’area.
Le finestre di richiesta sono state differenziate per categorie: per il 22 febbraio c’è stato un primo stop l’8 febbraio, mentre per le strutture ricettive il termine slitta al 19 febbraio. Per chi arriva tardi, valuteremo caso per caso insieme alla questura».
Com’è stata gestita la comunicazione ai cittadini?
«È stata fatta un’ampia campagna comunicativa: sito del Comune con FAQ costantemente aggiornate, canali social, stampa e anche volantinaggio in loco, proprio per raggiungere tutti.
Va anche differenziata la situazione tra il 22 febbraio, che è domenica, e il 6 marzo, che è un giorno lavorativo: in quest’ultimo caso ci siamo attivati con categorie commerciali e professionali, pensiamo a banche o notai».
Il coordinamento durante le giornate sarà affidato al Centro operativo comunale. Come funzionerà?
«Ci saranno varie centrali operative: quella della questura, dei vigili del fuoco e il COC, il Centro operativo comunale, che risponde al piano di protezione civile.
Nel COC sarà presente un rappresentante per ciascun ente coinvolto e per ogni società partecipata, per garantire un coordinamento tempestivo e in tempo reale.
E sarà attivo non solo nei giorni delle cerimonie, ma anche in quelli precedenti».
Sul piano della sicurezza, considerando anche il contesto internazionale, c’è preoccupazione?
«È un evento planetario e di tale intensità non è mai stato ospitato a Verona.
I protocolli prevedono un sistema di allerta elevato, anche per la presenza di rappresentanti di vari Stati. Il presidente Mattarella sarà presente all’apertura delle Paralimpiadi il 6 marzo.
L’attenzione è alta da parte di questura e prefettura».
Accanto alla sicurezza, ci sarà anche l’aspetto della festa. Che ruolo avranno i volontari?
«È forse uno degli aspetti più belli. Ci sono i volontari di Fondazione Milano Cortina, ma anche circa 200 volontari di città, per lo più giovani, già visti all’opera il 18 gennaio durante il passaggio della fiamma olimpica.
Avranno un ruolo di supporto al pubblico, nell’avvicinamento ai siti e nelle informazioni. È un coinvolgimento che lascerà un ricordo importante a loro e alla città».
Casa Verona all’Arsenale sarà uno dei luoghi simbolo?
«Sì, la palazzina 20 dell’Arsenale, fortemente voluta dal sindaco Damiano Tommasi, è stata pensata come luogo di incontro collettivo.
In questo periodo è dedicata alle Olimpiadi e allo sport: sarà aperta per seguire insieme le gare e resterà poi a disposizione della cittadinanza per un uso condiviso».
Verona è pronta per grandi eventi di questa portata?
«Verona è fortemente attrattiva, lo vediamo con il turismo e con la fiera.
Con i numeri ci siamo, ma le infrastrutture forse non sono quelle che la città meriterebbe. Penso al tema della città metropolitana e alla necessità di avere risorse parametrate non solo ai residenti, ma anche alle presenze effettive sul territorio.
La città è pronta, ma qualche risorsa in più sarebbe un beneficio per tutti».
Un messaggio finale ai cittadini?
«Acquisire consapevolezza e orgoglio di essere protagonisti di un evento planetario come mai c’è stato prima nella nostra città. Entrare nel mood delle cerimonie. E magari, in quei giorni, se non si ha il pass, evitare di avvicinarsi troppo all’area. Ma soprattutto vivere tutto questo con orgoglio».
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