CCNL Sanità Privata e RSA: Cisl Fp denuncia uno stallo nelle trattative
In data 16 e 28 ottobre, anche Cisl Fp ha partecipato all’incontro presso il Ministero della Salute per affrontare le problematiche legate al rinnovo del CCNL Sanità Privata Aris Aiop e al Contratto Unico delle RSA Aris Aiop.
«L’accordo era di rivederci entro quindici giorni dall’ultimo incontro in un tavolo più ampio nel quale oltre le organizzazioni sindacali e il Ministero fossero presenti sia le associazioni datoriali che la Conferenza delle Regioni. Purtroppo è ampiamente trascorso il tempo per una convocazione da circa un mese senza ricevere alcun segno di riscontro. Riteniamo utile ricordare che i due comparti interessano oltre 200mila lavoratrici e lavoratori in tutto il territorio nazionale, operanti nel sistema sanitario, sociosanitario e socioassistenziale, che si occupano delle acuzie e delle fragilità delle cittadine e dei cittadini».
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«Nella provincia di Verona – come afferma Giovanni Zanini Segretario Generale della Cisl Fp Verona – molte sono le strutture coinvolte nel mancato rinnovo contrattuale: Ospedale di Negrar, Casa di cura di Peschiera, Villa Santa Giuliana, Casa di cura Santa Chiara, Casa di cura Villa Garda, Clinica San Francesco, Città di Verona, Centro Riabilitativo Veronese solo per citare alcune tra le maggiori strutture locali. I dipendenti delle RSA hanno salari fermi da più di 12 anni, mentre per la sanità privata sono già 6 gli anni di mancato rinnovo dopo quello arrivato con 14 anni di blocco contrattuale con il rinnovo del Ccnl 2016/18».
Zanini aggiunge: «Nonostante il grande sciopero del 23 settembre u.s., che ha visto nelle tantissime manifestazioni regionali la partecipazione di migliaia di lavoratrici e dei lavoratori e la solidarietà delle cittadine e dei cittadini, che sono fruitori di questi essenziali servizi erogati all’interno del servizio pubblico nazionale, nessun passo avanti. A tutti i livelli regionali sono state sollecitate le associazioni datoriali e le istituzioni per affrontare la grave situazione di questi professionisti, lo Stato di agitazione del personale è ancora attivo, in considerazione della situazione della mancata ripresa delle trattative alle quali le associazioni datoriali non hanno dato nessun segnale di positiva riapertura».
«Le lavoratrici e i lavoratori ci chiedono di intensificare e promuovere nuove iniziative di mobilitazione su tutto il territorio nazionale. Essere stati convocati due volte nel mese di ottobre aveva rappresentato uno spiraglio di luce per queste lavoratrici e lavoratori, ma questo rischia di spegnersi a causa della mancata convocazione annunciata nelle prime settimane di novembre, ma mai avvenuta. Per questo, riteniamo questa questione come prioritaria e urgente, ribadendo ancora una volta la necessità di aprire un tavolo di confronto per definire e stabilire regole più rigide riguardo gli accreditamenti regionali, coinvolgere le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative e obbligare i datori di lavoro a rinnovare i CCNL alla data di scadenza prevista, rispettando il principio che a uno stesso lavoro debbano corrispondere lo stesso salario e gli stessi diritti», conclude.
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