Caso stazione, Veghini (Cisl Verona): «Sconfitta di tutti»

Il segretario generale di Cisl Verona Giampaolo Veghini si chiede: «Che cosa abbiamo fatto, tutti noi, per evitare tutto questo?».

«La tragedia della morte del giovane maliano ha fatto emergere una comunità scaligera polarizzata, divisa e consumata da vecchie logiche ideologiche nonché da atteggiamenti che in ogni caso pongono un discrimine, una spaccatura» rileva il segretario generale di Cisl Verona Giampaolo Veghini.

«Noi riteniamo invece che serva un profondo silenzio nel rispetto di entrambe le parti: un giovane maliano che nel nostro territorio cercava una vita dignitosa e di un agente di polizia che nell’esercizio del proprio dovere ha dovuto compiere una decisione in un momento emergenziale. Una vita spezzata e un’altra che porterà per sempre un macigno interiore magari fatto di dolore e rimorsi legati a una scelta che probabilmente in quel frangente non ha lasciato scampo».

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Continua Veghini: «Ciò che invece dovremmo chiederci è: che cosa abbiamo fatto, tutti noi, per evitare tutto questo? Che cosa si è messo in campo per fare in modo che chi oggi è ai margini, alla periferia esistenziale della nostra ricca Verona non arrivi a morire di povertà sociale? Lo sappiamo che i posti letto a Verona per chi si trova per strada sono circa 280 con altre 200 persone in “lista d’attesa”? Perché lasciamo ogni giorno le forze dell’ordine a dover gestire situazioni che sono il risultato di un disinteresse verso la povertà, l’ingiustizia sociale e la mancata cura delle persone in difficoltà? Troppo facile addossare colpe, responsabilità, ricercare un capro espiatorio. Tutta la politica, di qualsiasi schieramento si dovrebbe sentire responsabile!».

«La verità è che siamo tutti complici! Una Regione che arriva per ultima a costituire gli Ambiti Territoriali Sociali senza conoscere la reale capacità economica, i Comuni che sciolgono le Unioni per puro particolarismo politico, noi parti sociali ed enti che non sappiamo costruire una rete solida, capace di affrontare con sistematicità e determinazione i limiti di un sistema che non funziona, per cambiarlo radicalmente! Siamo di fronte a una sconfitta di tutti! Stare in silenzio, riflettere tutti insieme poi agire sarebbe l’unica via di uscita» conclude Veghini.

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