Caso stazione, scontro di visioni

L’episodio di domenica mattina a Verona, con la morte del 26enne Moussa Diarra in stazione, fa emergere in modo sempre più netto una spaccatura nella società e nella politica sui temi della sicurezza, dell’accoglienza e delle migrazioni.

Dall’episodio violento, allo scontro politico. In queste tre giornate, dalla mattina di domenica, il caso della stazione di Verona Porta Nuova, con la morte del 26enne maliano Moussa Diarra, è arrivato anche alle cronache e ai dibattiti nazionali.

Hanno fatto scalpore le parole del Ministro Salvini, che poco dopo l’accaduto sui social ha scritto: «Con tutto il rispetto, non ci mancherà. Grazie ai poliziotti per aver fatto il loro dovere».

Intorno a queste posizioni, e a quelle della politica locale, si è acceso lo scontro secondo gli schieramenti noti. L’Amministrazione Tommasi ieri sera ha voluto partecipare alla manifestazione in stazione per ricordare il giovane Moussa Diarra, mentre le forze di centrodestra al mattino si erano radunate nello stesso punto per chiedere le dimissioni dell’assessora Stefania Zivelonghi.

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Quest’ultima ieri ha replicato bollando come strumentalizzazioni questi interventi. Il consigliere regionale di Forza Italia Alberto Bozza torna sul tema: «L’amministrazione comunale continua a non capire, o finge di non capire. Non è bastato un fatto tragico come quello di domenica, si continua pervicacemente a negare che esista un problema sicurezza in stazione e in città. L’amministrazione di sinistra vive fuori dalla realtà, anziché affrontare di petto la situazione con serie politiche e corposi investimenti sulla sicurezza, accusa le opposizioni di speculare. Non ci siamo proprio».

Alberto Bozza
Alberto Bozza

La vede diversamente il Partito Democratico, con i segretari locali Franco Bonfante e Alessia Rotta, i quali, rifacendosi alle prime valutazioni della Procura della Repubblica di Verona, sottolineano: «La tragica vicenda non ha nulla a che vedere con le organizzazioni a delinquere sgominate di recente dalle forze di polizia nell’area di Porta Nuova o a Veronetta, e non è nemmeno strettamente indicativa del riacutizzarsi del fenomeno criminale in città», ribadendo la posizione espressa dall’assessora Zivelonghi.

«Questo dovrebbe essere sufficiente a placare l’ignobile canèa sollevata dalla destra a livello locale e nazionale, che oltre a fomentare l’odio etnico e razziale, ha calpestato il cadavere di un giovane malato e strumentalizzato l’intervento dell’agente». E ancora, dicono i dem, «Vengono al pettine, scaricandosi su popolazione, enti locali e forze di polizia, i tagli al sociale operati dal governo Meloni e il de-finanziamento dei servizi di salute mentale condotto dalla Regione Veneto, che impediscono di intervenire sull’enorme crescita del disagio psichico e sociale; la fallimentare politica dell’immigrazione di questo governo, che frustra i tentativi di integrazione; le mancate politiche della Sicurezza del Governo che, malgrado gli annunci, in due anni e mezzo non ha prodotto risultati tangibili in termini di rafforzamento degli organici delle forze di polizia di competenza statale sul nostro territorio».

Concludono Rotta e Bonfante: «Non da ultimo, si evidenzia l’inadeguatezza di una parte della classe dirigente del centrodestra: Salvini arriva al punto di additare al pubblico ludibrio il cadavere di un giovane caduto in disgrazia per tentare di uscire dal cono d’ombra in cui gli elettori lo hanno relegato. Un’azione indegna di un ministro della Repubblica».

Alessia Rotta
Alessia Rotta (Partito Democratico)

Il caso Buffolo

Borchia della Lega, Polato, Maschio e Padovani di Fratelli d’Italia e Tosi di Forza Italia hanno accusato nelle scorse ore l’assessore Jacopo Buffolo di «gettare benzina sul fuoco» e «attaccare lo Stato» per la frase pubblicata sulle storie Instagram: «Ad un bisogno di aiuto e cura si è risposto a colpi di pistola».

«Buffolo – ha aggiunto Bozza – è lo stesso che partecipa ad una occupazione di un immobile a Quinzano assieme ai Paratodos. Dimentica di rappresentare l’istituzione cittadina con provocante arroganza».

Jacopo Buffolo + storia instagram
Jacopo Buffolo e storia Instagram su morte Moussa Diarra

Il Procuratore

Uno scontro verbale continuo che il Procuratore di Verona, Raffaele Tito, aveva tentato di spazzare via con le sue parole di ieri: «L’episodio non pare collegato ad attività criminose poste in essere dal giovane 26 enne poi purtroppo deceduto, ma, anche dalla dinamica che è fin da subito emersa, appare invece essere il frutto di un forte disagio sociale e/o psichico nel quale egli era caduto e che sembrava incontenibile».

Per quanto riguarda la posizione dell’agente della Polizia Ferroviaria che ha sparato, ora indagato come atto dovuto, «Questo Ufficio ritiene, sotto il profilo strettamente penale, che l’episodio si inserisca certamente in un contesto di legittima difesa posta in essere dall’appartenente alla polizia di Stato, tuttavia le indagini sono adesso orientate a valutare se vi sia stata o meno una condotta colposa» aveva aggiunto il Procuratore.

Procuratore della Repubblica di Verona Raffaele Tito
Procuratore della Repubblica di Verona Raffaele Tito

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Altre manifestazioni

Per giovedì 24 ottobre dalle 19 davanti alla stazione è annunciata un’altra manifestazione da parte di Luca Castellini di Forza Nuova e Vito Comencini di Popolo Veneto (ex deputato della Lega) «per rimarcare la posizione di lotta all’invasione migratoria di cui la nostra città, il nostro Veneto e la nostra Patria sono vittime».

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