Caso stazione, prosegue lo scontro politico

Prosegue lo scontro politico in merito al grave episodio avvenuto ieri in stazione a Verona. I consiglieri di opposizione chiedono le dimissioni all’assessora Zivelonghi.

Non si ferma la girandola politica attorno al grave episodio di cronaca nera avvenuto ieri mattina in Stazione Porta Nuova, dove il 26enne maliano Moussa Diarra ha perso la vita, ucciso da un agente della Polizia Ferroviaria, in risposta all’aggressione con un coltello.

Questa mattina si sono trovati in stazione gli esponenti dei gruppi di opposizione, Lega, Fratelli d’Italia, Verona Domani, Tosiani e Forza Italia, che hanno chiesto le dimissioni dell’assessora Zivelonghi. Presentata anche una mozione, che sarà presentata durante il prossimo consiglio comunale.

Gli attacchi del centrodestra, locale e nazionale, sono stati bollati come «strumentalizzazioni» da parte dell’Amministrazione e degli esponenti di maggioranza.

Fra le righe, è quello che si può leggere anche nella nota diffusa nel pomeriggio dal Procuratore della Repubblica Raffaele Tito, secondo cui la vicenda non sarebbe da ricondurre a «indice di pericolosità» della stazione, ma al «forte disagio sociale e/o psichico nel quale egli era caduto».

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Traguardi: «Ferma condanna alle ignobili reazioni»

Il movimento civico Traguardi annuncia la propria partecipazione al presidio di questa sera in stazione per ricordare Moussa Diarra, per esprimere «lo sgomento che proviamo di fronte alla perdita di una vita umana e per manifestare la nostra ferma condanna alle ignobili reazioni che la morte di un giovane di 26 anni ha suscitato nella destra nazionale e locale, a partire dal vicepremier Matteo Salvini fino ad arrivare ai nostri colleghi consiglieri comunali. Moussa era, innanzitutto, un ragazzo poco più che ventenne che in Italia avrebbe voluto e dovuto trovare una nuova casa e nuove opportunità di vita. La sua morte è una sconfitta per tutti, su questo non possono esserci dubbi o esitazioni».

Partito Democratico: «Ennesimo sciacallaggio della destra»

Le consigliere regionali del Partito Democratico Vanessa Camani e Anna Maria Bigon aggiungono: «Sui fatti di Verona serve responsabilità ed equilibrio da parte della politica. Da un lato non si può minimizzare la pericolosità della vittima, che prima di trovare la morte si è reso autore di atti di estrema gravità che in ogni caso non giustificano il tragico epilogo. Ma, al tempo stesso risulta vergognoso l’ennesimo sciacallaggio della destra su questa vicenda».

E aggiungono: «Non è accettabile, come fa Salvini e qualche suo esponente in Veneto, mostrare compiacimento per la morte di un ragazzo. Incuranti persino delle conseguenze umane e psicologiche dell’agente coinvolto in questa triste ed atroce vicenda. Questa non è politica, ma appunto basso e indegno sciacallaggio».

Alberto Bozza (Forza Italia): «Insicurezza e degrado»

«Mesi fa abbiamo denunciato proprio dalla stazione di Porta Nuova lo stato di insicurezza e degrado in cui versava la nostra città dopo aver raccolto innumerevoli segnalazioni e aver appreso di numerosi episodi di violenza accaduti in città. Oggi (ieri, NdR) una persona è stata protagonista di ripetuti episodi di violenza in poche ore con conseguenze che potevano probabilmente essere peggiori di quanto accaduto. È stata poi fermata ed è morta. La mia solidarietà alla Polizia Municipale e alla Polfer per le aggressioni subite. Attendiamo di avere informazioni maggiori dalle autorità competenti per ogni ulteriore riflessione Resta il fatto che la sicurezza a Verona è un problema grave e rinnovo al sindaco Tommasi un appello: ora basta nascondersi, confrontiamoci sulla sicurezza»

Giuseppe Rea (Verona 5 Stelle): «Avevamo fatto abbastanza per evitarlo?»

«La morte di Moussa ci pone davanti ad un fatto gravissimo. In attesa dei chiarimenti che arriveranno dalle forze dell’ordine, forse ci si dimentica quello che sta avvenendo in molte parti d’Italia. A volte queste persone armate di coltello trovano un normale cittadino che passa per strada, che magari viene ucciso a coltellate. Questa volta la persona armata di coltello ha trovato la polizia. Una morte fa sempre riflettere sul senso della vita e ci pone l’eterna domanda: “Avevamo fatto abbastanza per evitarlo?”. Nel rispetto del lavoro delle forze dell’ordine che lavorano ogni giorno in una delle aree più difficili di Verona, siamo vicini alla famiglia dell’uomo deceduto».

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