Casa e immigrazione: la politica veronese ribolle

Le tensioni intorno al problema abitativo a Verona, come in altre città, e gli scontri sul tema immigrazione sono visibili da tempo. Qui però nelle ultime settimane si sono incontrate con le rivendicazioni di "Verità e giustizia per Moussa Diarra". E i toni del dibattito rimangono accesi.

C’è il tema della casa e della difficoltà di alcune fasce della popolazione di avere accesso alla più basilare delle necessità. C’è il tema delle migrazioni, un fenomeno globale e senza tempo, che cento anni fa vedeva l’Italia come luogo di emigrazione per eccellenza, mentre negli ultimi decenni è diventata la meta di tante immigrazioni.

E poi c’è il caso di cronaca dirompente, quello di Moussa Diarra, 26enne maliano rimasto ucciso in stazione a Verona Porta Nuova il 20 ottobre, che sabato scorso ha portato in strada alcune migliaia di persone – attivisti, associazioni e organizzazioni di immigrati africani – per chiedere «Verità e giustizia per Moussa Diarra».

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Un caso che si lega ai temi più ampi citati perché, oltre alla sua provenienza, anche Diarra aveva difficoltà a trovare una dimora stabile e per un periodo si era appoggiato al “Ghibellin Fuggiasco“, il tanto discusso rifugio precario per immigrati che non riescono ad accedere a un’abitazione (spesso pur avendo uno stipendio), organizzato con il supporto del Laboratorio autogestito Paratodos.

Il rifugio, che si trovava in corso Venezia, ha chiuso e Paratodos con altre associazioni ha già attuato una – altrettanto discussaoccupazione temporanea dell’edificio Iciss di Quinzano, in via Villa.

Ora Assemblea 17 Dicembre, che raduna una serie di associazioni veronesi, annuncia il ritorno in quella sede per il prossimo sabato 2 novembre. «Questo sabato torniamo a Quinzano, per Moussa, per noi, per tutti e tutte. Torniamo per continuare il sogno di ridare presto vita a questo luogo meraviglioso e abbandonato al degrado in cui versa l’enorme stabile di Via Villa 12» fanno sapere con una nota.

La mattinata sarà dedicata alle pulizie dello stabile, al momento in abbandono, e proseguirà con un pranzo alle 13, per poi aprire un’assemblea pubblica alle 15, dedicata a discutere «sul come continuare il recupero dello spazio, i prossimi passi e idee per farlo rinascere».

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Sempre da Assemblea 17 Dicembre arriva la richiesta di fare chiarezza sulla morte di Moussa Diarra. «Condanniamo fermamente la narrazione mediatica che ha ritratto Moussa come un “mostro”, dipingendolo come lo stereotipo dello straniero pericoloso e instabile. Questa narrazione discriminatoria è inaccettabile in uno stato democratico. Esigiamo un’inchiesta seria, trasparente e indipendente che risponda alle tante domande ancora inevase».

Corteo "Verità e giustizia per Moussa Diarra" (26-10-2024)
Corteo “Verità e giustizia per Moussa Diarra” (26-10-2024)

Questa la visione delle associazioni a sostegno della campagna per Moussa Diarra: «Moussa, ospite della casa occupata del Ghibellin Fuggiasco, era uno dei tanti giovani che, pur con contratti regolari, si trovano di fronte a barriere insormontabili nel mercato immobiliare veronese a causa del razzismo strutturale. Soffriva di malessere psicologico, alimentato dalle ingiustizie di un sistema che lo ha abbandonato, tra condizioni precarie e ostacoli per ottenere documenti regolari. La sua vita è stata distrutta da un sistema che stigmatizza e marginalizza, spingendo le persone alla disperazione».

Centrodestra contro la posizione dell’Amministrazione

Durante l’ultimo consiglio comunale, il consigliere della Lega Nicolò Zavarise ha chiesto al Sindaco un’opinione sulla partecipazione dell’assessore Jacopo Buffolo alla manifestazione per Moussa Diarra «durante la quale la Polizia di Stato è stata pesantemente insultata. Ritengo che Buffolo abbia messo a repentaglio la credibilità dell’amministrazione, sintetizzando una condotta quanto meno inappropriata per chi ricopre un ruolo pubblico».

Il Sindaco Damiano Tommasi ha risposto: «Purtroppo, come già detto si sono sprecate, e si continuano a sprecare, parole per tentare di connotare la morte di un ragazzo di 26 anni con una posizione rispetto ad un’altra ideologicamente contrapposte come se davanti ad un evento tanto tragico ci si potesse dividere. Personalmente ritengo che l’unica divisione possibile sia essere e rimanere umani o dimenticare di esserlo e strumentalizzare».

Nicolò Zavarise, Jacopo Buffolo e Damiano Tommasi
Nicolò Zavarise, Jacopo Buffolo e Damiano Tommasi

Secondo l’europarlamentare e coordinatore veneto di Forza Italia Flavio Tosi «C’è un clima di violenza e tensione a Verona contro le Forze dell’Ordine. È inaccettabile. Vi ha contribuito l’assessore Buffolo, con quel post ignominioso contro la Polizia e l’agente della Polfer. Buffolo rappresenta il Sindaco Tommasi e il Comune di Verona, è una vergogna che sia ancora al suo posto».

Anche Tosi segnala che «sabato, durante il corteo per Moussa Diarra, è stata insultata pesantemente la Polizia. Quella che avrebbe dovuto essere una manifestazione per commemorare la memoria di Moussa, si è trasformata in un qualcosa di politicizzato contro chi indossa una divisa».

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flavio tosi
Flavio TOSI in the EP in Brussels

Il Pd sostiene il “modello Villa Bartolomea”

Il Partito Democratico della provincia di Verona esprime pieno apprezzamento per la scelta del Sindaco Andrea Tuzza e della Giunta di Villa Bartolomea che, di intesa con la Prefettura di Verona, hanno deciso di aprire un nuovo centro di accoglienza per donne e bambini all’ex asilo di Spinimbecco, occupando un piano dell’attuale centro diurno dell’Ipab.

«Una iniziativa a costo zero per le casse comunali e pienamente sostenibile per la comunità, che in questo momento di forti tensioni sociali che, come abbiamo visto, rischiano di assumere i contorni della questione razziale, si carica di un significato e un valore enormi, denotando il coraggio e la lungimiranza di amministratori che affrontano le sfide poste dal fenomeno migratorio, strutturale e irreversibile, anziché voltarsi dall’altra parte, o peggio, dare adito ad assurde teorie che parlano di scontri di civiltà» dicono gli esponenti del Pd scaligero.

Pd - Franco Bonfante e Andrea Tuzza
Pd – Franco Bonfante e Andrea Tuzza

«Le problematiche si affrontano compatibilmente con i mezzi a disposizione; nasconderle o ignorarle non è mai una soluzione» dichiara il Sindaco Andrea Tuzza, sintetizzando lo spirito dell’iniziativa. «In un momento in cui prevale la chiusura, Villa Bartolomea sceglie l’accoglienza come frutto di un progetto di integrazione sostenibile, adeguato per tipologia e numeri, riaffermando l’importanza di soluzioni condivise e partecipate in luogo di quelle calate dall’alto, che comunque sarebbero arrivate».

Nel caso di Villa Bartolomea il centro, che ospiterà otto donne e bambini, sarà gestito dalla cooperativa sociale “Il Samaritano” e dalla onlus “Impastarcì”, in collaborazione con la Prefettura. Senza costi per l’amministrazione comunale, il progetto prevede formazione linguistica e inserimento lavorativo presso la fabbrica di pasta “Impastarcì”, promuovendo l’autonomia delle ospiti e la riqualificazione di un edificio pubblico in collaborazione con l’Ipab.

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