Casa e cortile di Giulietta: lungo dibattito, poi il via libera del consiglio comunale
Redazione
Con l’approvazione della delibera 117/2025 da parte del Consiglio Comunale (22 voti favorevoli, 7 contrari), il Comune di Verona avvia il nuovo modello di valorizzazione per il complesso monumentale della Casa di Giulietta, il Cortile e il Teatro Nuovo.
Il nuovo assetto nasce da circa tre anni di lavoro, coinvolgendo il Comune di Verona, la Fondazione Atlantide, la Società del Teatro Nuovo e i comproprietari degli immobili. La Casa resta di proprietà del Comune e i Musei Civici continuano a occuparsi della supervisione culturale e della biglietteria. Il progetto è stato autorizzato dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio e sperimentato tra il 2022 e il 2025.
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Il percorso include un allestimento multimediale che racconta la storia del luogo e il mito di Romeo e Giulietta, attraverso linguaggi teatrali, cinematografici e narrativi. L’accesso sarà contingentato per fasce orarie, con capienza massima definita e sistemi di contapersone e monitoraggio in tempo reale. Il presidio del sito è affidato a personale qualificato, con hostess, addetti al controllo e operatori della sicurezza.
La gestione quotidiana dei servizi è in capo alla Fondazione Atlantide, mentre la Società del Teatro Nuovo sostiene gli investimenti. Il modello economico prevede costi fissi annui pari a circa 995 mila euro, asseverati tecnicamente. I ricavi generati coprono i costi, con un margine stimato per il Comune superiore ai 400 mila euro. Le risorse riconosciute ai privati sono per la maggior parte rimborsi spese; eventuali utili saranno reinvestiti in attività teatrali e culturali.
A tutela dell’interesse pubblico, l’accordo include un Comitato di monitoraggio con durata di 12 anni, clausole di revisione, rinegoziazione, recesso e controllo economico-finanziario continuo.
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Il dibattito
«Ringraziamo le assessore Ugolini e Zivelonghi, i professionisti e gli uffici coinvolti per il lavoro svolto in questi anni. La scelta che oggi affrontiamo – è intervenuto il Sindaco, Damiano Tommasi – nasce dalla necessità di risolvere una situazione di criticità per la città ed è coerente con un percorso già intrapreso in altre occasioni. Siamo consapevoli che le decisioni strategiche richiedono tempo, continuità amministrativa e il contributo di più mandati. Questa è una di quelle scelte. Nel dibattito è emerso che la critica non riguarda tanto la soluzione proposta, quanto il fatto che il privato ne tragga beneficio. Riteniamo invece che un accordo pubblico-privato debba essere equilibrato e che il legittimo profitto del privato sia una condizione necessaria per rendere possibili soluzioni concrete. Non esistono oggi alternative reali: questa è la prima proposta su cui siamo chiamati a esprimerci. La paura di decidere e di assumersi la responsabilità delle soluzioni ha spesso prodotto immobilismo. Oggi, invece, scegliamo di passare dalle parole ai fatti. Siamo convinti che questa soluzione migliorerà la sicurezza e arricchirà l’esperienza culturale della città, trasformando una semplice visita in un’esperienza più completa e qualificata».
«L’obiettivo è stato di superare una logica emergenziale, – ha dichiarato l’assessora alla Cultura e al turismo, Marta Ugolini – legata alla pressione turistica, per adottare una visione strategica e di lungo periodo, fondata su tutela del patrimonio, qualità dell’esperienza di visita e sicurezza. Il progetto nasce da circa tre anni di lavoro, in un team che ha coinvolto competenze giuridiche, culturali, gestionali e tecniche, e si fonda su una collaborazione strutturata tra Comune di Verona, Società del Teatro Nuovo e Fondazione Atlantide nonchè su un equo riconoscimento ai comproprietari degli immobili. Una partnership pubblico-privata, avallata da un precedente accordo con la Sopritendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio. Una partnership che mantiene salda la regia pubblica: la Casa di Giulietta resta di proprietà comunale, la supervisione culturale e la gestione della biglietteria continuano a essere in capo al Comune, attraverso i Musei Civici e i canali già in uso. Dal punto di vista operativo, il cuore dell’iniziativa è la realizzazione di un percorso esperienziale che collega il Teatro Nuovo al Cortile di Giulietta. Si tratta della soluzione migliore che concretamente si può implementare in tempi rapidi, dato che con le Olimpiadi e la visibilità mondiale per la città, sono attesi tantissimi visitatori nei mesi e anni a venire. 15 anni sono passati alla ricerca della soluzione che massimizzasse gli introiti: ma ogni giorno che passiamo a discutere o magari immersi in controversie è un giorno che perdiamo, come introito economico e soprattutto come opportunità per alzare il livello del turismo culturale a Verona».
«Questa vicenda nasce subito, all’inizio del nostro mandato. Ci siamo – dichiara l’assessora alla Sicurezza, Stefania Zivelonghi – insediati a luglio 2022 e già a Natale dello stesso anno abbiamo avviato la prima sperimentazione. Questo dà la misura dell’urgenza con cui abbiamo preso in carico la situazione del Cortile di Giulietta e di via Cappello: un’urgenza reale, legata alla sicurezza, alla vivibilità e alla tutela di un luogo simbolo della città. Nel farlo non siamo partiti da zero. Abbiamo studiato tutto il lavoro pregresso, le ipotesi avanzate negli anni, le soluzioni tentate e poi abbandonate, le conflittualità che si erano stratificate. Anche chi ci ha preceduto è parte di questo processo, perché proprio dall’analisi di ciò che non aveva funzionato abbiamo capito quale strada fosse percorribile e quali, invece, non lo fossero. Questo luogo è unico. È una proprietà indivisa, con una configurazione che non ha paragoni in Italia. Non esiste un altro sito con queste caratteristiche, e quindi parlare di “troppo” o “troppo poco” ha poco significato se non si chiarisce con cosa ci si confronta. Qui non c’è un modello da copiare: non esiste fisicamente un caso analogo. Da questa consapevolezza derivano alcune scelte di campo molto nette. Primo: l’obiettivo della sicurezza, che riguarda insieme il Cortile e via Cappello, non uno o l’altro. Secondo: il mantenimento del controllo pubblico. Abbiamo visto ipotesi che prevedevano una sostanziale consegna della gestione al privato, e le abbiamo scartate. Terzo: la sostenibilità economica e la valorizzazione del sito museale. Questi elementi dovevano stare insieme, non essere affrontati separatamente. La sfida era trovare una modalità che tenesse insieme tutto questo, attraverso un metodo di condivisione reale con gli attori coinvolti, a partire dai comproprietari della parte indivisa. Ed è qui che si colloca anche la scelta dell’ingresso dal Teatro Nuovo, in alternativa ai tornelli, tornati di moda nel dibattito pubblico negli ultimi giorni. Vorrei ricordare un dato preciso: dopo la prima sperimentazione, il Consiglio comunale del 19 gennaio 2023 ha espresso un plauso unanime a questa soluzione. Tutti i consiglieri di opposizione hanno apprezzato l’ipotesi dell’ingresso dal teatro. L’unica osservazione arrivò dal consigliere Sboarina, ma l’impianto fu condiviso. A questo si è aggiunta successivamente la nota del questore Massucci, che ha chiarito in modo netto che l’ingresso doveva necessariamente avvenire dal teatro. Questo dovrebbe sgombrare il campo da discussioni su tornelli o soluzioni alternative che, semplicemente, non erano praticabili e restavano ipotesi virtuali».
Nel dibattito seguito alla presentazione della delibera, il consigliere di Battiti, Federico Sboarina, ha ritenuto sproporzionata la ripartizione di indennizzi e utili a favore dei privati e ha riproposto il tema dell’utilizzo dei tornelli citando documenti del passato e contestando le recenti dichiarazioni rilasciate dalle assessore Ugolini e Zivelonghi. “Riprendo – ha detto Sboarina – le parole dell’assessore Ugolini quando definisce questo progetto una startup. Posso anche accettare, o meglio, posso non condividere il percorso, ma posso concedere che si voglia chiamarla startup. Quello che non riesco a capire è perché dovremmo legarci per dodici anni a un milione di euro circa all’anno di costi fissi da retribuire. Ed è chiaro, e su questo sono convinto anch’io, che i ricavi non saranno 2 milioni e 300 mila euro. Saranno molti di più. Bene per noi, certo. Ma molto meglio per chi detiene il 60–65%, che non siamo noi”.La consigliera Bisinella ha definito la scelta dell’amministrazione non condivisibile né nel merito, né nel metodo anche perché toglie valore economico dando ai privati la possibilità di portare il massimo risultato con il minimo sforzo, evidenziando un danno erariale. Il consigliere di Forza Italia, Salvatore Papadia, ha evidenziato l’assenza dell’assessore al bilancio, Michele Bertucco e come mai si è deciso di assegnare il 45% degli utili ai privati. Il consigliere Paolo Rossi di Verona Domani ha criticato la tempistica con la quale è stato sottoposto il documento per l’approvazione non in linea con i tempi del turismo. Zavarise ha posto una serie di perplessità sull’adozione dello strumento dell’art.11 della legge 241 del 1990 senza nessun tipo di evidenza pubblica e quindi nessuna manifestazione d’interesse. La consigliera Barbara Tosi di Verona per Tosi ha lamentato la volontà dell’amministrazione di risolvere la situazione in breve tempo, senza gli adeguati approfondimenti che richiedono tempo. Il consigliere Rosario Russo di Battiti ha chiesto di rendere semestrale l’aggiornamento sull’andamento dell’accordo.Pietro Giovanni Trincanato di Traguardi è intervenuto ricordando “Per quest’Aula non è una novità: su questo tema, come su altri dossier strategici della città, questa Amministrazione ha affrontato e superato problemi che per decenni erano rimasti irrisolti. Siamo davanti a una fase storica, perché una vertenza ultradecennale legata a uno dei luoghi più simbolici e più complessi di Verona trova finalmente una soluzione. Il cortile e la Casa di Giulietta sono stati a lungo una grande contraddizione: da opportunità culturale e turistica si erano trasformati in un problema per visitatori, residenti e commercianti, a causa di un sovraffollamento insostenibile e di una gestione priva di una visione strutturata. Non si tratta di un problema recente, ma di una questione che affonda le radici almeno nei primi anni Duemila. La scelta che oggi compiamo segna un cambio di paradigma: non più il cortile come “gallina dalle uova d’oro” da spremere, ma come asset strategico della programmazione culturale della città. Un modello che garantisce sicurezza, sostenibilità, aumento del gettito, ma soprattutto mantiene il controllo pubblico sull’indirizzo culturale del sito. L’accordo non è solo conveniente dal punto di vista economico, ma rafforza la qualità dell’offerta culturale e turistica di Verona, coinvolgendo partner privati che hanno per missione statutaria la cultura. È una scelta politica chiara e coraggiosa, che risolve un problema storico e restituisce alla città uno dei suoi luoghi più emblematici con una visione finalmente all’altezza della sua importanza.”Alberto Battaggia di Damiano Tommasi Sindaco, presidente della Commissione Cultura, ha spiegato che “questo accordo risolve un grave problema di sicurezza con l’unica soluzione realmente praticabile e garantisce un punto per noi fondamentale: la proprietà e la gestione pubblica del sito. È una scelta consapevole, anche alla luce di precedenti dolorosi di dismissione del patrimonio culturale cittadino come quello di Palazzo Forti. Dal punto di vista economico l’intesa copre tutti i costi, genera circa 400 mila euro di margini aggiuntivi e trasforma una criticità in una risorsa. Ma soprattutto segna un cambio di paradigma crea le premesse per la riqualificazione museologica del sito confermandone la natura di asset culturale strategico. Un punto di partenza che
questa amministrazione ha saputo costruire con pragmatismo e nel pieno interesse pubblico.”
Alberto Falezza del Partito Democratico ha assegnato un 30 e lode all’operazione. “Un elemento qualificante è l’equilibrio costruito nel rapporto tra pubblico e privati, mai considerati come controparte ostile ma come interlocutori con cui trovare una soluzione condivisa. È un approccio che abbiamo sostenuto fin dalle prime sperimentazioni. Ma il vero valore dell’accordo è il cambio di visione: si supera una fruizione povera e caotica del cortile per avviare un percorso culturale che riporta il mito di Giulietta nel suo contesto naturale, il teatro, attraverso un’esperienza museale più coerente, innovativa e capace di riconciliare anche i veronesi con questo simbolo della città.”
La Lista Damiano Tommasi Sindaco ha espresso “pieno sostegno all’accordo raggiunto dal Comune di Verona per l’accesso al cortile della Casa di Giulietta, brillante frutto di una complessa negoziazione, che ha coinvolto, oltre al Comune, Soprintendenza, Comproprietari, Società Teatro Nuovo, Fondazione Atlantide, Musei civici. Un’intesa, aspettata da anni, che mette finalmente ordine a una situazione complessa e apre una nuova fase per uno dei luoghi di Verona più conosciuti nel mondo.Si trattava di conciliare esigenze, di diversa natura, tutte assai impegnative: le norme di sicurezza, la gestione pubblica del sito, i vincoli della Soprintendenza, la qualità culturale dell’esperienza turistica, i benefici per le casse comunali, i legittimi interessi dei comproprietari.L’accordo affronta e risolve, innanzitutto, un gravissimo problema di sicurezza, con l’ingresso dal Teatro Nuovo. La tutela delle persone viene così garantita, con l’unica soluzione esperibile, diversamente dalle altre soluzioni ventilate – come i tornelli – da sempre normativamente irrealizzabili”.
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