Carnevale di Verona, fondi solo ai gruppi che sfilano venerdì. Ugolini: «Non è un ricatto»

di Alessandro Bonfante

| 10/02/2026
L’Amministrazione comunale di Verona specifica i criteri per accedere ai contributi dedicati ai gruppi carnevaleschi per il 2026. Fra i requisiti c’è la partecipazione alla sfilata di venerdì.

Se vuoi prendere i fondi per il carnevale, devi partecipare alla sfilata di venerdì 13 febbraio. E presentare una gestione trasparente dei contributi e delle spese. Questo in sintesi il contenuto della delibera di giunta di oggi.

L’Amministrazione comunale di Verona mette in chiaro i criteri di assegnazione dei contributi economici per l’edizione 2026 del Carnevale di Verona. Confermato il sostegno, mai messo in dubbio, a cui si aggiunge l’obiettivo di «garantire una gestione delle risorse pubbliche improntata alla trasparenza, premiando la partecipazione collettiva a quello che è un evento profondamente radicato nella città» come spiegano da Palazzo Barbieri.

La Giunta comunale di Verona, come fatto negli ultimi tre anni, ha approvato i criteri generali di ammissibilità, le tipologie di spese ammesse e non ammesse e le modalità di concessione dei contributi a sostegno delle manifestazioni del Carnevale 2026.

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Anche per quest’anno l’Amministrazione comunale ha stanziato 100mila euro complessivi a sostegno del Carnevale di Verona. Lo stanziamento rappresenta il limite massimo di contributo per le manifestazioni carnevalesche di quest’anno.

La somma è così ripartita:

  • 75mila euro a favore dell’organizzatore della sfilata del Venardi Gnocolar, in programma venerdì 13 febbraio 2026;
  • 25mila euro complessivi destinati ai comitati carnevaleschi rionali di Verona partecipanti alla sfilata e organizzatori di eventi nei rispettivi quartieri.

Per ciascun comitato rionale è previsto un contributo massimo di 5mila euro, determinato sulla base delle spese ammissibili e del disavanzo rendicontato, nel rispetto dei criteri fissati dalla delibera.

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La partecipazione alla sfilata del Venardi Gnocolar costituisce requisito necessario per l’accesso ai contributi comunali. La sfilata dei carri allegorici rappresenta un evento di particolare interesse pubblico, il nucleo centrale del Carnevale cittadino, con un forte valore di comunità e di coinvolgimento territoriale.

«Negli anni passati non si era mai reso necessario esplicitare – chiarisce l’assessora alla cultura Marta Ugolini – un requisito che è sempre stato applicato come prassi: la partecipazione all’evento più rappresentativo e identitario del Carnevale veronese, la sfilata del Venardi Gnocolar da parte dei beneficiari dei contributi comunali. Quest’anno, anche alla luce del contesto attuale, la Giunta ha ritenuto opportuno chiarirlo formalmente nella delibera che definisce criteri, modalità di rendicontazione e ribadisce, come avviene da tre anni, il divieto di doppio finanziamento».

«La partecipazione alla sfilata del Venardi Gnocolar viene quindi indicata in modo esplicito come requisito necessario per accedere al contributo dell’Amministrazione comunale centrale, gestito dall’Assessorato alla Cultura. Si tratta di un atto di coerenza e continuità, non di una novità sostanziale. Questo non incide in alcun modo su eventuali finanziamenti delle Circoscrizioni o su altre forme di sostegno che i comitati possono ricevere. E nemmeno pregiudica la possibilità di ottenere altri finanziamenti su progetti diversi dal Carnevale, nel corso del 2026».

«È molto significativo l’impegno che il Comune di Verona, con diverse Direzioni e Aree, mette a supporto del Venardi Gnocolar. Insieme con gli organizzatori, il Comune di Verona sta lavorando per garantire un Venardi Gnocolar significativo, partecipato e all’altezza della sua storia. Chiedere che chi beneficia dei contributi comunali prenda parte all’evento centrale del Carnevale significa tutelare questo lavoro e le risorse che vi vengono impegnate. Significa impedire che lo sforzo pubblico venga disperso da iniziative che rischiano di indebolire una tradizione condivisa e profondamente radicata nella città. Significa riportare alla normalità, ribadendo l’invito ad una partecipazione ampia alla sfilata del 13 febbraio» conclude Ugolini.

La delibera definisce in modo puntuale le spese ammissibili, che includono, tra le altre: sicurezza e gestione delle emergenze, allestimenti, costumi, promozione e comunicazione, compensi per carri allegorici, bande e gruppi partecipanti, diritti amministrativi e spese organizzative direttamente connesse agli eventi. Viene inoltre stabilito che le spese devono essere tracciabili, pertinenti alla manifestazione e riferite a un arco temporale che va da luglio 2025 a maggio 2026, con una franchigia massima di 150 euro per le spese in contanti di minor importo.

Sono invece escluse dal contributo, tra le altre, le spese per beni durevoli, utenze, manutenzione delle sedi, spese legali (ad eccezione del responsabile della sicurezza), interessi di mora, spese di rappresentanza non pertinenti, omaggi, pubblicità commerciale. Ovviamente viene ribadito il divieto di qualsiasi forma di doppio finanziamento.

Per quanto riguarda le scadenze:

  • entro il 30 giugno 2026 dovranno pervenire le rendicontazioni dei comitati rionali;
  • entro il 31 agosto 2026 dovrà essere presentata la rendicontazione finale del Comitato Benefico Festa de la Renga.

La deliberazione è stata dichiarata immediatamente eseguibile, per consentire la piena e tempestiva organizzazione delle attività collegate al Carnevale di Verona 2026. 

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