Carenza di fondi per le borse di studio, Trevisi: «Il diritto allo studio non può restare solo sulla carta»
Redazione
«Le graduatorie definitive delle borse di studio a Verona restituiscono un quadro che desta forte preoccupazione: oltre mille studenti dell’Università di Verona, dell’Accademia di Belle Arti e del Conservatorio risultano idonei per merito e reddito, ma non riceveranno la borsa di studio a causa dell’insufficienza delle risorse disponibili».
Lo dichiara Gianpaolo Trevisi, consigliere regionale, annunciando la presentazione di una interrogazione a risposta scritta alla Giunta regionale sul tema del diritto allo studio.
«L’idoneità senza erogazione del contributo è una distorsione profonda del principio di equità su cui dovrebbe basarsi il diritto allo studio: si riconosce formalmente un diritto, ma lo si nega nei fatti. A subirne le conseguenze sono studenti meritevoli e famiglie che si trovano già in condizioni economiche fragili. In questo modo il diritto allo studio rischia di perdere la sua funzione di strumento di uguaglianza e di mobilità sociale».
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Secondo Trevisi, il dato veronese non può essere considerato un caso isolato: «Se nel solo territorio di Verona oltre mille studenti risultano idonei non beneficiari, è ragionevole ritenere che il fenomeno abbia dimensioni molto più ampie sull’intero territorio regionale. Proprio per questo è necessario che la Regione disponga di un quadro complessivo aggiornato sulla situazione del Veneto».
Trevisi richiama quindi l’attenzione sulle responsabilità politiche della Regione: «Quando più di uno studente su tre, pur avendo tutti i requisiti previsti, resta escluso dal sostegno economico, significa che il sistema di finanziamento non è adeguato. È una condizione che non può essere considerata fisiologica né accettabile».
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Alla carenza di risorse si aggiungono, inoltre, criticità gestionali che incidono concretamente sulla vita degli studenti: «Continuano a emergere segnalazioni di ritardi nei pagamenti e nei rimborsi. Per molti giovani queste risorse sono essenziali per sostenere le spese quotidiane legate allo studio e alla permanenza in città».
«Con l’interrogazione che presenterò in Consiglio regionale – conclude Trevisi – chiedo alla Giunta di chiarire l’entità del fenomeno degli idonei non beneficiari in Veneto e di indicare quali iniziative intenda assumere. Ritengo inoltre necessario aprire in tempi rapidi un confronto con le rappresentanze studentesche, le università e gli enti per il diritto allo studio, per individuare soluzioni efficaci e condivise. Il diritto allo studio non può essere ridotto a un riconoscimento formale: la Regione deve assumere un impegno concreto affinché nessuno studente idoneo resti escluso».
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