Buon lavoro, Presidente! Alberto Stefani alla guida del Veneto
di Alessandro Bonfante
Dopo 15 anni di Luca Zaia, il nuovo presidente della Regione del Veneto sarà Alberto Stefani. Manca l’ufficialità, ma le proiezioni hanno ormai dato la direzione in modo piuttosto chiaro. Rispetto ai 15 anni di Zaia a guidare la coalizione sembra che sarà lo stesso partito, la Lega. Per il resto, però, ci sarà un cambiamento nel governo della regione.
Dopo un quinquennio di predominio leghista, ora il Carroccio – al netto dei risultati definitivi fra le liste – dovrà spartire il governo con Fratelli d’Italia e Forza Italia. E questo cambia in parte le carte in tavola.
L’affermazione della Lega con un netto vantaggio sui Meloniani potrebbe mettere in discussione equilibri che sembravano consolidati alla vigilia.
Non che la coalizione di centrodestra non sia compatta, anzi. Negli ultimi anni, soprattutto da quando alla guida del Paese c’è Giorgia Meloni, le fisiologiche dissonanze interne sono sempre state superate con discrezione e agilità. E questo, c’è da scommetterci, succederà anche in Veneto.
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Alla guida ci sarà di nuovo la Lega il partito di maggioranza relativa, seppure non più con un predominio quasi totale, come è stato negli anni di Zaia. La sua terza giunta aveva addirittura sette assessori su otto della Lega. L’unica eccezione è stata la delega a Lavoro e Istruzione, affidata a Fratelli d’Italia (prima con Elena Donazzan, poi con Valeria Mantovan). Forza Italia non aveva assessori e negli ultimi anni aveva addirittura un piede fuori dalla maggioranza. Ora, però, la situazione cambia.
La nuova giunta – presidente a parte – sarà a trazione Fratelli d’Italia? Almeno cinque assessori, dicevano le voci nelle scorse settimane (sarebbe la contropartita chiesta dai meloniani in cambio della presidenza alla Lega). Quindi almeno uno a Forza Italia e due o tre alla Lega. Quasi sicuramente gli assessori saranno più degli otto uscenti (nove con il presidente). D’altro canto in passato sono sempre stati di più.
Con gli ottimi risultati della Lega di oggi però gli equilibri non saranno facili da trovare, bisognerà vedere anche i dati concreti e finali del voto, ma è probabile che i vertici dei partiti abbiano già una traccia assodata per costruire la giunta. Da pesare non solo le percentuali dei partiti, ma anche la provenienza geografica: almeno uno per provincia, come era fino a oggi.
Anche l’opposizione avrà qualche strumento in più, rispetto ai minimi termini di 9 consiglieri eletti su 49 nell’ultima tornata. E questo è certamente un elemento positivo, per un dialogo democratico più proficuo.
Buon lavoro, quindi, al nuovo Presidente e ai nuovi o confermati consiglieri che rappresenteranno i veneti nei prossimi cinque anni.
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Chi è Alberto Stefani
Classe 1992, Alberto Stefani ha compiuto 33 anni lo scorso 16 novembre, in piena campagna elettorale. È cresciuto a Borgoricco, in provincia di Padova. È laureato in Giurisprudenza all’Università di Padova con una tesi in diritto canonico e storia del diritto.
È considerato uno dei principali volti della nuova generazione leghista in Veneto e nel centrodestra nazionale, spesso descritto come “enfant prodige” della Lega.
Si avvicina giovanissimo alla politica nelle giovanili della Lega, a cui si iscrive da adolescente. Nel 2014 viene eletto consigliere comunale a Borgoricco, comune di cui è diventato sindaco fra 2019 e 2024.
Già nel 2018 è stato eletto deputato alla Camera per la Lega nel collegio Veneto 2, venendo poi rieletto alle politiche del 2022.
Il 23 dicembre 2020 è stato nominato commissario regionale della Lega in Veneto e, il 24 giugno 2023, eletto segretario della Liga Veneta dal congresso regionale con il 64% dei voti. Dal 2024 è anche vicesegretario federale della Lega.
A queste elezioni regionali è stato scelto come candidato della coalizione di centrodestra composta da Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia, Noi Moderati, UDC e Liga Veneta Repubblica. La sua candidatura rappresenta la continuità con l’amministrazione uscente.
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