Bufera sul vino veneto: le dichiarazioni di Berrino infiammano il dibattito

Redazione

| 02/09/2025
Il medico Franco Berrino critica i vini di Valpolicella e Prosecco per l’uso di pesticidi. Dura replica da Coldiretti e Forza Italia: «Accuse gravi e infondate».

Ha sollevato un’ondata di reazioni la recente intervista del medico Franco Berrino, andata in onda il 28 agosto su Unomattina Estate su Rai 1, durante la quale ha criticato duramente alcune aree vitivinicole del Veneto, in particolare quelle del Prosecco e della Valpolicella.

«Bisogna bere massimo un bicchiere di vino al giorno – ha affermato Berrino – ma scegliamo un vino vero, coltivato senza pesticidi. Ormai la zona del Prosecco, del Valpolicella sono dei posti terribili dove non c’è più un albero, soltanto viti diserbate piene di veleni. Non beviamo quel vino lì». Dichiarazioni che hanno scatenato polemiche e che sono state tagliate dalla registrazione disponibile della trasmissione.

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A intervenire per primo è stato il consigliere regionale Alberto Bozza (Forza Italia), che ha parlato di parole «vergognose e gravi, che creano un danno di immagine ai nostri viticoltori», sottolineando come si tratti dell’ennesimo attacco alla filiera del vino italiano. «Il vino – ha detto – se bevuto in modiche quantità, fa parte della dieta mediterranea. Le parole di Berrino infangano territori che sono eccellenze internazionali. Invito la Regione Veneto a intervenire nelle sedi opportune per difendere Valpolicella e Prosecco».

Alberto Bozza
Alberto Bozza

A fare eco alla protesta, anche il presidente di Coldiretti Verona, Alex Vantini, che ha definito le affermazioni «inaccettabili» e «prive di fondamento»: «Dichiarare che il vino Valpolicella proviene da territori inquinati da pesticidi è grave. I nostri agricoltori investono in tecnologia e sostenibilità per garantire qualità e salubrità. Questo è un attacco ingiusto a un comparto che è pilastro dell’economia veneta e simbolo del Made in Italy».

Alex Vantini
Alex Vantini, presidente di Coldiretti Verona e del Consorzio di Bonifica Veronese

«A forza di attaccare le produzioni italiane finiamo col far spazio a prodotti importati da Paesi dove si usano pesticidi vietati in Europa. Così facendo, aumentiamo realmente il rischio per la salute, altro che proteggerla», aggiunge il Consigliere regionale Stefano Valdegamberi.

Secondo Valdegamberi, si tratta di affermazioni gravi, superficiali e profondamente sbagliate, che danneggiano non solo l’immagine di due tra le più importanti denominazioni italiane, ma anche il lavoro di migliaia di agricoltori che operano nel rispetto di normative tra le più severe al mondo.

«Il settore vitivinicolo veneto è tra i più avanzati in termini di sostenibilità e innovazione. Produrre vino in Italia significa oggi rispettare rigidi protocolli ambientali, investire in qualità e garantire tracciabilità. È inaccettabile che si dipinga il nostro territorio come un problema, quando invece è un modello».

Il consigliere sottolinea che l’effetto di questo atteggiamento non è solo mediatico, ma anche economico e culturale. «Diffondere paure infondate sulle nostre eccellenze favorisce inconsapevolmente gli interessi esteri. È un danno diretto al Made in Italy e una minaccia alla nostra sovranità alimentare. L’agricoltura italiana, soprattutto in regioni come il Veneto, è tra le più attente alla salute e all’ambiente. Chi la attacca senza basi scientifiche, fa il gioco sbagliato».

Stefano Valdegamberi
Stefano Valdegamberi
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