Bozza a Daily: «In Veneto negli ultimi anni qualcosa si è inceppato»
di Alessandro Bonfante
Un quarto d’ora con… Alberto Bozza
Si sta scaldando la politica locale in vista delle elezioni in Veneto, previste per l’autunno 2025. “Un quarto d’ora con…” accende i riflettori su Alberto Bozza, avvocato, già assessore allo Sport a Verona e oggi punto di riferimento di Forza Italia in Consiglio regionale. Riconfermato da poco alla guida del partito scaligero, Bozza rivendica il “Veneto tax free” promesso nel 2020 e bacchetta Luca Zaia per l’aumento dell’Irap sulle PMI, mentre difende l’autonomia «a piccoli passi».
Fra bilancio di legislatura, criticità della sanità e ruolo di Verona nelle scelte regionali, l’esponente azzurro traccia la rotta di un centrodestra che, orfano di Silvio Berlusconi, punta ora sulla leadership di Antonio Tajani.
“Un quarto d’ora con…” va in onda ogni martedì alle 21.15 sul canale 19 HBBTV o in streaming su www.radioadige.tv.
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Guarda l’intervista ad Alberto Bozza
Una sintesi dell’intervista
Che bilancio personale traccia di questa prima legislatura in Consiglio regionale?
È stata la mia prima esperienza a Venezia, ma la considero estremamente positiva. Sedendo in Commissione Bilancio, Agricoltura, Attività produttive, Turismo, Sport e Istruzione, ho presentato diversi progetti – dallo sport di base all’agricoltura – lavorando a stretto contatto con categorie e amministratori. Avremmo potuto incidere di più, non essendo in Giunta né alla guida di commissioni, ma sul territorio veronese il lavoro è stato buono.
Forza Italia è diventata un corpo quasi estraneo della maggioranza in Regione…
No. Non c’è un solo provvedimento votato contro. Abbiamo sostenuto la maggioranza tranne che sull’ultima Finanziaria, dove abbiamo scelto di non votare la parte che alzava l’Irap alle piccole e medie imprese: era in contrasto con il programma “Veneto no tasse” presentato ai cittadini.
Dopo la scomparsa di Berlusconi molti davano per spacciato il partito. Come avete invertito la rotta?
La forza del nostro fondatore vive nei valori che ci ha lasciato. Antonio Tajani sta dimostrando equilibrio e concretezza, mentre in Veneto il segretario Flavio Tosi porta pragmatismo e radicamento. I risultati elettorali in crescita ci dicono che la proposta è credibile.
Un voto ai quindici anni di Luca Zaia?
Parliamo di un buon governo: il Veneto ha tenuto. Ma negli ultimi anni qualcosa si è inceppato, soprattutto su sanità e infrastrutture. Il vero problema è che è mancato confronto: essere esclusi da Giunta e presidenze di commissione ci ha costretti a far sentire la nostra voce in aula e sui media.
Autonomia: a che punto siamo e cosa non va?
Siamo stati i primi a depositare una proposta, ma serve realismo: l’autonomia differenziata non sarà mai quella di Trento o Bolzano. Meglio passi graduali e tempi certi, senza promesse irrealistiche.
Perché si è astenuto sui referendum abrogativi dell’8-9 giugno?
Seguire la linea del partito, cioè non votare, è legittimo. Quei quesiti, soprattutto sul lavoro, avrebbero creato più danni che benefici e avrebbero ridotto il valore della cittadinanza italiana. Inoltre, costando 400 milioni è stato uno spreco: il Parlamento è il luogo dove si cambiano le leggi.
Verona è davvero isolata rispetto a Venezia o è un luogo comune?
I numeri parlano: PIL più alto del Veneto, ma meno investimenti su infrastrutture e turismo. Pensiamo all’aeroporto: Treviso è stato potenziato mentre Verona aspetta ancora. La nostra provincia merita di contare di più nella prossima legislatura.
Cosa le chiedono più spesso i cittadini?
Attenzione quotidiana. Per questo vado nei mercati e perfino «a troppe sagre»: là ascolto problemi concreti, raccolgo idee e le porto nelle istituzioni.
Un hobby che non conosciamo?
Ne avrei diversi, ma la passione per la politica assorbe il tempo libero. Finché sarò consigliere, il mio “svago” sarà stare in mezzo alla gente. Il resto aspetterà.
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Un quarto d’ora con…
“Un quarto d’ora con…” è la nuova trasmissione di Verona Network, prodotta dalla redazione di Daily Verona e in onda su Radio Adige TV. Un format snello, diretto e di attualità, pensato per offrire uno spazio di confronto con i rappresentanti veronesi nelle istituzioni: consiglieri regionali, deputati, senatori ed europarlamentari, chiamati a raccontare progetti, priorità e visioni per il futuro del territorio.
A condurre il programma, in onda ogni martedì sera fino al 29 luglio alle 21.15 sul canale 19 HBBTV o in streaming su www.radioadige.tv, è Alessandro Bonfante con il direttore di Daily Verona Matteo Scolari, tra interventi e momenti di analisi, con uno sguardo rivolto anche alle prossime elezioni regionali.
Tutte le interviste di “Un quarto d’ora con…“:
- Stefano Valdegamberi: «Più sanità, meno carri armati. E Verona torni protagonista»
- Alberto Bozza: «In Veneto negli ultimi anni qualcosa si è inceppato»
- Marco Andreoli: «Zaia ha fatto la storia in Veneto, è una risorsa per tutti»
- Aurora Floridia: «Il cambiamento climatico non ha confini. Ma Meloni poco sensibile»
- Flavio Tosi: «Fine della “monarchia” Zaia, ora Verona batta i pugni»
- Enrico Corsi: «La Lega è cambiata, serve una riflessione profonda»
- Anna Maria Bigon: «Liste d’attesa della sanità azzerate in Veneto? Magari…»
- Stefano Casali: «L’autonomia è prevista della Costituzione, non è un’invenzione»
- Tomas Piccinini: «Un presidente veronese farebbe bene al Veneto»
- Alessandra Sponda: «Zaia è il Veneto. Ogni elezione fa storia a sé»
- Paola Boscaini: «Zaia rispondeva, ma poi non concretizzava»
- Elisa De Berti: «In Veneto il salto di qualità sui trasporti è evidente»
- Matteo Gelmetti: «Con Meloni l’Italia ha un altro peso. Verona deve fare squadra»
- Ciro Maschio: «La lezione di Verona ci è bastata: centrodestra unito per il Veneto»
- Paolo Tosato: «Dopo Zaia serve serietà, niente “fenomeni”»
- Marco Padovani: «Sono certo della vittoria del centrodestra in Veneto»
- Daniele Polato: «Io sindaco di Verona? Saprei già cosa fare nei primi 100 giorni»
- Paolo Borchia: «Il Green Deal è una seconda pandemia per le imprese europee»
- Maddalena Morgante: «Meloni un modello soprattutto per noi donne»
- Filippo Rigo: «Zaia ha portato il Veneto alla credibilità internazionale»
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