Bisinella contro Buffolo: «Non è una stata una svista, è un metodo»
Redazione
«La risposta dell’assessore Buffolo non chiarisce nulla, anzi peggiora ulteriormente una vicenda già molto grave, perché conferma un modo di agire che espone il Comune di Verona a una violazione evidente della legge». Così Patrizia Bisinella, capogruppo di Fare con Tosi a Palazzo Barbieri, replica alle dichiarazioni rilasciate dall’assessore Jacopo Buffolo.
Bisinella aveva accusato nei giorni scorsi l’assessore di aver usato la Sala Delaini del Comune di Verona per un‘iniziativa politica referendaria, violando le norme sulla comunicazione istituzionale, e di aver disertato il Consiglio sul Giorno della Memoria. Buffolo, con una serie di storie sui suoi canali social ufficiali, ha respinto tutte le accuse, spiegando che l’assenza era dovuta a un impegno istituzionale a Roma. Sulla sala comunale, ha infine sostenuto di aver rispettato la legge e che non ci sia stata comunicazione istituzionale di parte.
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«Buffolo – prosegue Bisinella – sostiene che la richiesta di utilizzo della sala comunale fosse riferita a un generico comitato di cittadini. Peccato che quella richiesta fosse priva di oggetto e che, subito dopo, siano partite convocazioni e comunicazioni alla stampa di presentazione di quel comitato per il no al referendum. Questo significa una cosa molto semplice: gli uffici sono stati messi nella condizione di non sapere per cosa veniva chiesta la sala e il Comune è stato usato come strumento per un’iniziativa politica di parte».
«La normativa – aggiunge – non viene violata solo quando si parla ufficialmente dietro a un microfono con la fascia tricolore, ma quando si piegano spazi e strutture pubbliche a fini politici durante un periodo in cui questo è espressamente vietato. La tesi di Buffolo porta a una conseguenza inaccettabile: da oggi chiunque potrebbe prenotare una sala comunale senza indicarne l’uso reale e poi farci quello che vuole, anche andando contro i dettami precisi di una circolare ministeriale. È davvero questo il precedente che vogliamo creare?».
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«Buffolo afferma inoltre di non essere intervenuto e di non aver rilasciato dichiarazioni. Peccato che fosse presente a quella che di fatto è stata una conferenza stampa. Negarlo o tentare di sminuire non aiuta, anzi rende tutto più opaco. Sarebbe meglio un po’ di sincerità, invece di tentare di cavarsela con distinguo formali che non reggono».
«Sul piano istituzionale e simbolico, la situazione è altrettanto preoccupante. Non solo l’Assessore Buffolo non ha partecipato alla seduta aperta del Consiglio comunale per il Giorno della Memoria, ma anche all’incontro istituzionale di oggi sulla Shoah non risultava presente. Al suo posto è stata comunicata la presenza del Presidente del Consiglio comunale Stefano Vallani. Due assenze consecutive su un tema come questo, da parte di chi ha la delega alla Memoria storica, non possono essere liquidate come un dettaglio. Viene spontaneo chiedersi cosa sarebbe successo se un esponente del centrodestra avesse fatto la stessa scelta. Le polemiche sarebbero state immediate e feroci».
«Forse Buffolo dovrebbe almeno interrogarsi sull’opportunità di mantenere una delega che evidentemente considera secondaria rispetto alle proprie posizioni ideologiche – incalza la consigliera -. In Consiglio comunale annuncerò i provvedimenti formali che intendo adottare per segnalare quanto sta accadendo alle autorità competenti. Al sindaco Tommasi rivolgo un invito politico molto chiaro: faccia il sindaco e si liberi di un assessore che oggi rappresenta solo se stesso e che, con il suo comportamento, sta creando problemi seri al Comune e alla sua stessa maggioranza», conclude Patrizia Bisinella.
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