Bigon (Pd): «Under 35 in fuga dal Veneto, manca piano regionale»
Redazione
«L’analisi elaborata da Fondazione Nordest sulla fuga dal Veneto degli under 35 fa emergere in modo inequivocabile la necessità di mettere in campo una serie di misure per arrestare questa pesante emorragia demografica che dura da anni. Un’azione che la Regione non ha svolto, visto che manca un piano regionale e che gli investimenti strutturali per trattenere i nostri giovani si limitano a bandi a pioggia e temporanei, scollegati da una visione strategica».
Il commento al report del think tank delle Confindustrie del Triveneto, che ha quantificato in 55mila il numero dei giovani che dal 2011 hanno lasciato il Veneto, è della consigliera regionale del Pd Anna Maria Bigon.
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«La Regione – osserva l’esponente Dem – ha sostenuto poco la contrattazione di qualità, e non ha incentivato abbastanza le imprese che offrono lavoro stabile, ben retribuito e qualificato. Manca inoltre una regia forte tra università, imprese e istituzioni per creare ecosistemi locali dell’innovazione che trattengano i laureati e li colleghino al territorio. E manca pure la capacità di creare le condizioni per far tornare chi è emigrato: incentivi, percorsi di rientro e valorizzazione delle competenze acquisite all’estero».
«Serve un piano regionale in grado di erogare incentivi per le imprese che assumono giovani under 35 con contratti a tempo indeterminato e fondi per le start-up giovanili – sostiene la vicepresidente della commissione sociosanitaria – E, parallelamente, contributi maggiori per i giovani veneti all’estero che vogliono rientrare, compresi gli incentivi per gli alloggi, ormai a livelli economicamente insostenibili. In Veneto stiamo perdendo intere generazioni e se non invertiamo la rotta, il futuro demografico, economico e sociale della nostra regione sarà a rischio».
«Non basta lamentarsi della fuga dei giovani, bisogna creare le condizioni per restare, per tornare, per costruire», conclude Anna Maria Bigon.
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