Beatrice Verzè: «La casa non è un privilegio, ma un diritto»
Redazione
Speciale Elezioni regionali 2025
A poche settimane dalle elezioni regionali del Veneto, lo “Speciale Elezioni regionali 2025” negli studi di Verona Network fa il punto su. Tra le protagoniste c’è Beatrice Verzè, classe 1996, presidente di Traguardi e capogruppo in Consiglio comunale a Verona, con delega alle Pari Opportunità, oggi candidata nella lista progressista “Le Civiche Venete” a sostegno di Giovanni Manildo.
La rete civica è stata presentata il 13 settembre a Vicenza e riunisce esperienze territoriali da Verona a Bassano, Treviso, Padova e Vicenza, con l’obiettivo dichiarato di portare metodo partecipativo e concretezza sui temi chiave: casa, trasporti, sanità, welfare e opportunità per i giovani. Verzè rivendica un approccio «poco ideologico e molto vicino alle persone», in continuità con il lavoro amministrativo a Verona e con l’ambizione di dare più voce alla città in Regione.
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Una sintesi dell’intervista
Come si è sviluppato il suo impegno fino a oggi?
Il mio impegno nasce al liceo classico, a Verona. Nel 2017, con Traguardi, sono stata eletta consigliera di Circoscrizione a Borgo Roma, il quartiere in cui sono nata e cresciuta. È lì che ho sentito l’esigenza di dare voce a istanze generazionali spesso ignorate e di migliorare il territorio. Oggi, da consigliera comunale con delega alle Pari Opportunità, lavoro per la città.
Perché un movimento civico e non un partito tradizionale?
Traguardi nasce nel 2017, dopo una sconfitta del centrosinistra, con l’idea di portare un metodo nuovo: partecipazione dal basso, visione generazionale, sguardo diverso su temi e scelte. Non siamo in antitesi ai partiti: vogliamo collaborare portando un metodo civico dentro la coalizione progressista.
Dalla circoscrizione al Consiglio comunale, ora la candidatura in Regione. Perché questo passo?
Per noi era importante provare a “esportare” il metodo civico anche a livello regionale. Lo facciamo insieme ad altre liste civiche progressive del Veneto: da Bassano a Padova, Treviso, Vicenza. Abbiamo costruito un progetto che vuole andare oltre le elezioni: “Le Civiche Venete”, per un Veneto più giusto, inclusivo, sostenibile e vicino alle persone.
Perché sostenere Giovanni Manildo?
Non abbiamo avuto esitazioni sulla coalizione. Manildo è concreto, vicino ai territori, conosce l’amministrazione pubblica ed è coerente: può essere una valida alternativa a decenni di governo Zaia. Mi ha colpito la sua attenzione autentica al protagonismo dei giovani: non retorica da campagna elettorale, ma spazio reale dentro il progetto.
Quindici anni di Zaia: qual è il suo bilancio?
I numeri sui trasporti parlano chiaro: il Veneto finanzia poco il trasporto pubblico locale, molto meno di regioni vicine come Emilia-Romagna, Piemonte o Lombardia. La retorica del “modello veneto” ha spesso coperto problemi concreti su mobilità, casa, welfare e sanità. La qualità della vita non è migliorata; per molti giovani è difficile immaginare qui il proprio futuro.
Casa: tema caldissimo, tra affitti, studenti, famiglie, turismo. Cosa può fare la Regione?
La casa non è un privilegio: è un diritto. Oggi lo stiamo negando a una parte ampia della popolazione. Servono misure per calmierare gli affitti, dialogando anche con i proprietari, e politiche sulla qualità dell’offerta. Come in Emilia-Romagna, la Regione può garantire i mutui per gli under 35: altrove sta già dando risultati.
Autonomia differenziata, cosa ne pensate?
È stata spesso una bandiera per nascondere i problemi reali. Anche con un governo nazionale dello stesso colore politico non si è arrivati a nulla di concreto. Sarebbe stato meglio concentrarsi su trasporti e servizi: ogni giorno chi si sposta dalla provincia verso i centri più grandi vive difficoltà senza un adeguato supporto regionale.
A Verona con Tommasi come sta andando?
Abbiamo un’opportunità grande. A Verona, come per le regionali, la coalizione è ampia e unita: tutto il campo progressista lavora insieme. La città si muove dopo anni di immobilismo: cantieri e disagi oggi per una Verona più vivibile, sostenibile, europea domani. Ci sono confronti anche aspri, ma obiettivo, energia ed entusiasmo sono comuni.
Si dice che Verona in Regione sia “dimenticata”. È vero?
Sì, per due motivi. Primo: è mancata un’alternativa cittadina da portare in Regione, e questa è la nostra scommessa. Secondo: come città e provincia ci siamo fatti sentire poco. Dobbiamo prenderci spazio e potere, con un cambio generazionale: non si può progettare il futuro del Veneto senza rendere protagonisti coloro che quel futuro lo vivranno.
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