Autonomia differenziata, Zaia: «La strada è segnata»

Il presidente del Veneto Luca Zaia oggi ha parlato dell’autonomia differenziata in Consiglio regionale: «La legge sull’autonomia apre un grande processo non solo giuridico e istituzionale ma anche culturale».

«La legge sull’autonomia apre un grande processo non solo giuridico e istituzionale ma anche culturale. Questo ci dice che va costruita giorno per giorno. Nessuno pensi che fatti i primi passaggi si è fatto tutto». Queste le parole del presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, all’uscita da Palazzo Ferro Fini dove questa mattina si è recato alla seduta del Consiglio Regionale, presieduto da Roberto Ciambetti, per parlare di autonomia differenziata.

«Per questo – ha detto ancora Zaia – sono venuto in Consiglio Regionale, i cui componenti ringrazio, per presentare quello che mi piace chiamare il punto nave del Veneto lungo il percorso della riforma. Il confronto è il sale della democrazia e di fronte a un progetto di così vasta portata, destinato ad avviare una grande operazione di decentramento amministrativo per il nostro Paese, ho trovato non solo corretto ma anche necessario ascoltare tutte le osservazioni e i contributi dei consiglieri della minoranza e della maggioranza».

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A margine dei lavori consiliari, il Governatore ha sottolineato: «Il tavolo delle trattative sulle funzioni attribuibili si è aperto a livello nazionale. È stato possibile grazie ad una legge dello Stato e si procederà con il discutere delle prime 9 materie e delle funzioni che comprendono. Tra alcuni mesi avremo a disposizione un insieme di altre 14 materie. Vedremo di portare il lavoro insieme alle altre Regioni interessate, con le quali c’è una comunanza di visione. La strada è segnata e si va avanti».

Luca Zaia in Consiglio regionale
Luca Zaia in Consiglio regionale

Lorenzoni (Portavoce opposizione): «Zaia delude sul futuro del procedimento»

Arturo Lorenzoni, portavoce dell’opposizione in Consiglio regionale del Veneto, critica il presidente Zaia: «Oggi il presidente Zaia, si è fatto vedere in Consiglio regionale del Veneto, dopo mesi, evidentemente consapevole di non poter gestire autocraticamente il processo di trattativa sull’Autonomia avviato a Roma. Sempre lesto ad informare la stampa e i social, mai si era preoccupato di confrontarsi con il Consiglio, l’istituzione che è titolata alla funzione legislativa regionale, che egli vive invece come un orpello farraginoso e inutile. Il confronto non è proprio nelle corde di Zaia, lo sappiamo da sempre, ma il cortocircuito creato a Roma sta infastidendo pure i suoi».

«Oggi il presidente Zaia ci presenta la sua lezione sulla magnificenza dei risultati che sta conseguendo, abile a imbellettare una trattativa lontana anni luce dalle aspettative dei veneti che lo hanno osannato quando si è fatto interprete dei loro afflati secessionisti prima, indipendentisti e autonomisti poi e che ora devono accontentarsi di vedere il Veneto a trattare alcune ‘funzioni’ nell’ambito delle 9 materie non LEP previste dalla nostra Costituzione Italiana. Perché di funzioni si parla e non di ‘materie’» ha aggiunto Lorenzoni.

Arturo Lorenzoni
Arturo Lorenzoni

«La montagna partorirà il topolino, ma il presidente potrà sfoggiare la medaglia di fronte al 57,2% degli elettori che nel 2017 votarono al suo referendum consultivo. Tanto rumore per molto poco ai miei occhi» ha aggiunto Lorenzoni.

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Camani (Pd): «Da Zaia propaganda spiccia e parole vuote»

«Dal presidente Zaia ci aspettavamo un intervento di ben altro tenore, non una retorica celebrazione di un percorso raccontato come eroica battaglia personale. Avremmo voluto sapere come l’autonomia può concretamente essere utile al Veneto e soprattutto ai cittadini veneti. Nulla di tutto ciò è stato detto, a testimonianza della debolezza di questa proposta, utilizzata come una bandiera per continuare la campagna elettorale permanente». A dirlo, in occasione del dibattito in Consiglio regionale sul percorso istituzionale relativo all’autonomia differenziata, la capogruppo del Partito Democratico, Vanessa Camani.

«La legge Calderoli è un provvedimento fortemente divisivo, che ha spaccato l’opinione pubblica, il Parlamento e la stessa maggioranza di governo, innescando un conflitto inedito tra i presidenti di Regione, cosa mai vista nella storia istituzionale del Paese. Una legge che ha sollevato perplessità persino da parte della Cei, alla quale Zaia ha replicato in modo imbarazzante, dicendo che i vescovi non hanno capito e che sarebbe stato lui a spiegargli tutto».

Vanessa Camani, consigliera regionale Partito Democratico
Vanessa Camani, consigliera regionale capogruppo del Partito Democratico

Casali (FdI): «Appello a tutti i Veneti: l’Autonomia è la riforma di tutti»

«Lancio un appello a tutti i veneti: l’Autonomia è la riforma di tutti. Sosteniamola indipendentemente dalla casacca politica», queste le parole del consigliere regionale di Fratelli d’Italia Stefano Casali. «Tale riforma – aggiunge – è prevista dalla Carta costituzionale e quindi è legittima e legittimata dalla legge delle leggi, che è appunto la Costituzione. Ora vediamo che ci sono delle forze politiche e non, che con tutti i mezzi stanno cercando di contrastare tale riforma, voluta e impostata nel solco della Costituzione. Va ora il mio appello bipartisan a tutti i cittadini del Veneto per rilanciare ancor più l’intera azione indipendentemente dai partiti di riferimento. L’Autonomia è la riforma di tutti i veneti e degli italiani che nelle loro regioni la richiederanno. Togliamoci quindi la casacca politica e tutti insieme contrastiamo chi, non rispettando la sovranità popolare espressa con il voto referendario, vuole bloccarla», conclude Casali.

Stefano Casali in Consiglio regionale
Stefano Casali in Consiglio regionale

Bozza (FI): «Più che fare in fretta, bisogna fare bene»

l consigliere regionale di Forza Italia Alberto Bozza ha rimarcato: «Noi siamo distanti da chi a sinistra paventa spauracchi e parla di spacca-Italia, un allarmismo strumentale e irresponsabile, come non ci piace chi, al contrario, procede a colpi di spot e fa credere che domani mattina saremo come gli amici trentini o altoatesini».

E aggiunge: «Noi del centrodestra crediamo tutti che l’autonomia sia una grande opportunità, crediamo che sia la leva per una gestione più efficiente delle risorse pubbliche, ma che sia anche uno strumento di coesione sociale e di equilibrio, equità e garanzia per tutto il Paese. Ecco, proprio questo dobbiamo spiegare a chi oggi nello stesso Paese ha qualche perplessità. Se lo spieghiamo otterremo il risultato e spegneremo anche più facilmente le strumentalizzazioni della sinistra, che utilizza l’arma del referendum lei sì per dividere e impaurire il Paese. Questo sta facendo Forza Italia. Più che fare in fretta, bisogna fare bene».

Bozza poi ha citato la “parabola dei talenti” per dare un messaggio costruttivo anche alla stessa Regione Veneto: «Oggi il Veneto ha già forme di autonomia che però non sempre utilizza al meglio, o comunque al massimo delle possibilità. Penso al mercato energetico e dei servizi, al sistema aeroportuale, a quello fieristico. Dovremmo unirci, creare degli asset unici per stare al passo con la globalizzazione e non farci fagocitare».

Alberto Bozza
Alberto Bozza

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Baldin (M5S): «Delusa da Zaia: in Consiglio regionale senza contenuti»

«Chi voleva sapere come cambierà la vita dei veneti dopo l’approvazione dell’Autonomia oggi non può che dichiararsi deluso». Così Erika Baldin, capogruppo del MoVimento 5 Stelle in Consiglio regionale a margine della seduta odierna.

«L’informativa del presidente Zaia è stata priva di contenuti: si è limitato a ripercorrere una cronologia, peraltro parziale. Ma non credo che possa dare lezioni di storia a chi dieci anni fa proponeva il referendum per l’indipendenza del Veneto e oggi si appella alla Costituzione, – aggiunge Baldin – che rilancia il referendum abrogativo: nel 2017, due milioni di veneti si sono espressi sulla promessa delle 23 materie e dei nove decimi del gettito fiscale. Oggi molte cose sono cambiate ed è giusto consultare tutto il popolo italiano».

Erika Baldin
Erika Baldin

Ostanel (VcV): «Centralismo regionale»

Elena Ostanel, consigliera regionale (Il Veneto che Vogliamo): «Questo è un centralismo regionale che sposta la burocrazia da Roma a Venezia senza maggiori risorse lasciando ancora una volta soli cittadini e Comuni, generando sistemi regionali a diverse velocità. E intanto la Regione è vittima del Governo perché subisce silentemente i tagli, come sul fondo affitti, scaricando la patata bollente ai Comuni, che restano sempre più a corto di risorse. Oggi Zaia non ha risposto alla mia domanda diretta: come questa Autonomia garantirà più servizi ai cittadini e più investimenti? Non ha potuto farlo perché basta leggere le carte per capire che non sarà possibile».

Elena Ostanel
Elena Ostanel, consigliera regionale

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