Autonomia differenziata, Calderoli e Zaia firmano le “pre-intese”
Redazione
Questa mattina, 18 novembre 2025, il presidente uscente del Veneto Luca Zaia e il ministro Roberto Calderoli hanno firmato ufficialmente la nuova pre-intesa sull’autonomia del Veneto a Palazzo Balbi, Venezia. L’accordo preliminare riguarda quattro materie strategiche: sanità, protezione civile, professioni e previdenza complementare e integrativa.
La firma rappresenta un rilancio dell’iter avviato dopo il referendum del 2017 e le prime pre-intese del 2018, con l’obiettivo di portare il Veneto verso una gestione più diretta di funzioni attualmente condivise con lo Stato centrale. Tuttavia, si tratta ancora di un accordo preliminare: ulteriori passi sono necessari in Parlamento per l’intesa definitiva, che potrebbe comunque subire ricorsi e modifiche.
Zaia ha definito la giornata «storica», mentre Calderoli ha parlato di «vera collaborazione tra Stato e autonomie».
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Manildo: «L’ennesima farsa a 5 giorni dal voto»
«Otto anni di attesa. Tre anni di governo Meloni. Quindici anni di presidenza Zaia. E proprio oggi, a cinque giorni dal voto, poche ore prima dell’evento di fine campagna di Stefani (questa sera a Padova, ndr), arriva la firma delle “pre-intese” sull’autonomia con il ministro Calderoli. Davvero pensano che i veneti siano così ingenui? Davvero pensano che crediamo alla favoletta della coincidenza? È l’ennesima, indecorosa messa in scena: un teatrino elettorale che insulta l’intelligenza dei cittadini. E rispondere, come fa Calderoli, che “anche altri hanno fatto così” non fa che confermare la natura strumentale di questo gesto».
Così Giovanni Manildo, candidato presidente del Veneto per il centrosinistra, attacca duramente l’annuncio odierno della firma tra governo e Regione Veneto.
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«Dopo la legge Calderoli bocciata dalla Corte Costituzionale – ironizza Manildo – la firma di una semplice pre-intesa è una non-notizia, un pezzo di carta privo di valore giuridico, di contenuti chiari, di effetti concreti. Ma utile a fare una conferenza stampa con sorrisi e passerelle, mentre il Veneto attende da otto anni di sapere che fine ha fatto quella battaglia che ci avevano promesso come decisiva per il futuro della Regione».
«In questi anni – prosegue Manildo – tanti veneti hanno creduto nella possibilità di un’autonomia vera, capace di garantire più responsabilità, più efficienza e più risorse sul territorio. Ma le promesse sono rimaste tali. Nessuna autonomia fiscale, nessuna autonomia gestionale, nessuna reale competenza trasferita. Solo proclami, rinvii e ora l’ennesimo bluff di fine campagna elettorale».
«Sono decenni – conclude Manildo – che promettono l’autonomia, tasse che restano nel territorio, competenze in tanti campi per le Regioni. E che risultati possono mostrare? La firma di una “pre-intesa”. Ho una sola domanda per Stefani e Salvini, che stasera almeno avranno qualcosa da annunciare: da domani, in che modo cambierà la vita di famiglie e imprese venete grazie a questa preziosa firma? O, per l’ennesima volta, siamo solo al marketing politico che è l’unica vera e indiscutibile eccellenza di Luca Zaia?».
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