Atleti russi alle Paralimpiadi, scontro aperto tra Forza Italia e Valdegamberi
di Alessandro Bonfante
Si accende la polemica politica a seguito della posizione assunta dal Governo italiano sulle prossime Paralimpiadi di Milano Cortina 2026. Al centro della disputa, l’autorizzazione del Comitato Paralimpico Internazionale di ammettere bandiere e inni russi e bielorussi. La posizione espressa dai ministri Tajani e Abodi ha aperto uno scontro tra il Gruppo consiliare regionale di Forza Italia e il consigliere Stefano Valdegamberi.
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La nota dei ministri
La tensione nasce dalla dichiarazione congiunta dei ministri Antonio Tajani (Esteri) e Andrea Abodi (Sport), i quali hanno espresso, a nome dell’esecutivo, «l’assoluta contrarietà rispetto alla decisione del Comitato Paralimpico Internazionale di ammettere a partecipare alle Paralimpiadi di Milano Cortina 2026 sei atleti russi e quattro atleti bielorussi con l’esibizione dei propri emblemi nazionali, inno compreso».
Secondo i ministri, la scelta va riconsiderata poiché «la perdurante violazione della tregua e degli ideali olimpici e paralimpici da parte della Russia, appoggiata dalla Bielorussia, è incompatibile con la partecipazione dei loro atleti ai Giochi, se non come atleti individuali neutrali». Il Governo ha inoltre ribadito la propria «piena solidarietà e il proprio incondizionato sostegno all’Ucraina».
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La reazione dell’Ambasciata russa
La posizione italiana è stata immediatamente contestata dall’Ambasciata russa in Italia, che ha definito la dichiarazione dei ministri «inaccettabile» e «offensiva». In una nota diffusa via Telegram, la rappresentanza diplomatica ha espresso «particolare sconcerto per il fatto che, questa volta, gli attacchi vengano rivolti ad atleti russi e bielorussi portatori di disabilità», affermando che ciò sia inappropriato da parte del Paese ospitante.
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La posizione di Valdegamberi
In questo clima di tensione, il consigliere regionale Stefano Valdegamberi è intervenuto con un attacco diretto alla linea del Ministero degli Esteri. Secondo Valdegamberi, le parole di Tajani «rappresentano un grave scivolone politico e culturale». Il consigliere ha espresso disappunto per una posizione che «rischia di trasformare lo sport in un terreno di scontro ideologico, snaturandone la funzione più alta: unire i popoli, non dividerli».
Valdegamberi ha poi rincarato la dose in merito alle possibili restrizioni: «Trovo vergognoso ipotizzare restrizioni sui visti per accompagnatori di atleti con disabilità. Qui non si parla di strategie internazionali, ma di persone fragili che hanno bisogno di supporto per poter competere». Sull’uso dei simboli nazionali, ha aggiunto: «Le bandiere non sono strumenti di propaganda, ma espressione dell’identità di un popolo. Oscurarle o vietarle equivale a trasformare una manifestazione sportiva in un messaggio politico». Il consigliere ha concluso con una critica personale al titolare della Farnesina: «Mi vergogno di lei, signor Ministro. Mi vergogno di una politica che usa lo sport per mandare segnali ideologici e dimentica che dietro ogni atleta c’è una persona».
La replica di Forza Italia
Le posizioni di Valdegamberi hanno scatenato la dura reazione del gruppo regionale di Forza Italia. Il capogruppo Alberto Bozza, con i consiglieri Jacopo Maltauro e Mirko Patron, ha definito l’intervento del consigliere un «attacco violento e fuori luogo al Vicepremier e Ministro degli Esteri Antonio Tajani».
«Valdegamberi, con demagogia da due soldi, confonde appositamente le acque e i piani, quello politico internazionale e quello sportivo», dichiarano gli esponenti azzurri, precisando che l’obiettivo è «evitare, attraverso inni e bandiere, che i Giochi diventino palco e megafono di Paesi che da quattro anni massacrano il popolo ucraino». Gli azzurri hanno infine bollato l’intervento del consigliere come un «attacco volgare e sconclusionato», concludendo: «Valdegamberi parla di vergogna riferendosi a Tajani, ma qui l’unico che si deve vergognare è proprio Valdegamberi. La Lega prenda le distanze dal suo consigliere regionale».
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