Anna Maria Bigon a Daily: «Liste d’attesa della sanità azzerate in Veneto? Magari…»

di Alessandro Bonfante

| 03/07/2025
Dagli studi di Verona Network, “Un quarto d’ora con… Anna Maria Bigon”, consigliera regionale del Veneto per il Partito Democratico. Avvocata, già sindaca di Povegliano Veronese, voce critica sulla sanità veneta.

Un quarto d’ora con… Anna Maria Bigon

A pochi mesi dalle elezioni regionali del Veneto, attese per l’autunno 2025, “Un quarto d’ora con…” accoglie negli studi di Verona Network Anna Maria Bigon, consigliera regionale del Partito Democratico e avvocata con un passato di dieci anni da sindaca a Povegliano Veronese.

L’esponente dem è oggi uno dei (pochi) volti dell’opposizione a Palazzo Ferro-Fini, attiva soprattutto sui temi della sanità pubblica, anche come vicepresidente della Commissione dedicata al tema.

Durante la puntata Bigon rivendica l’impegno per la riforma della medicina territoriale e riflette sul dopo-Zaia. La consigliera rivendica un «bilancio di autentico servizio».

Un quarto d’ora con…” va in onda ogni martedì alle 21.15 sul canale 19 HBBTV o in streaming su www.radioadige.tv.

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Guarda la puntata con Anna Maria Bigon

Una sintesi dell’intervista

Bilancio personale di questa legislatura che sta per chiudersi?
Ho lavorato moltissimo sul territorio. Avevo promesso ai cittadini che avrei portato a Venezia i loro bisogni e, pur stando all’opposizione, credo di averli rappresentati, soprattutto nelle fragilità: dopo dieci anni da sindaca so quanto serva prendersi davvero cura delle persone.

Com’è fare opposizione con una maggioranza tanto ampia?
Sedere in quei banchi resta fondamentale: ogni voto conta, e nelle commissioni l’opposizione può incidere se porta dati veri, senza strumentalizzare. Così qualcosa si ottiene anche quando i numeri non sono dalla tua parte.

Che giudizio dà di quindici anni di Luca Zaia?
Ha una capacità comunicativa invidiabile e sa stare tra la gente, ma dice spesso cose che non corrispondono alla realtà. Su più questioni, dalle grandi opere alla tutela del territorio, i fatti lo smentiscono.

Per esempio?
Le liste d’attesa. Si parla di azzeramento, ma non è vero. In neuropsichiatria infantile, salute mentale o cardiologia si attendono mesi. Sull’oculistica siamo rientrati, ma per una cataratta si era arrivati a tre-quattro anni o a pagare di tasca propria. I soldi stanziati di recente non bastano e molti cittadini restano senza risposta.

Durante la pandemia il Veneto era modello di sanità. Dov’è iniziato il declino? È solo un problema di risorse?
Le risorse dello Stato sono le stesse di sempre e la Regione non investe nulla di proprio. Ma è anche questione di organizzazione: negli ambulatori ci si ritrova soli, quattro pazienti in quattro ore. Se vuoi davvero la sanità pubblica devi crederci e organizzarla meglio.

Autonomia differenziata: rischio o opportunità?
Potrebbe essere un’opportunità, ma è diventata la bandiera elettorale della Lega. Vogliamo un’autonomia che non crei diseguaglianze né tra regioni né tra le stesse ULSS venete, che oggi funzionano a macchia di leopardo.

Il centrosinistra fatica a fare squadra. Che cosa manca?
Dobbiamo saper fare sintesi. Non è solo questione di partiti, ma di componenti interne: quando la dirigenza riesce a unire, si allarga uno spazio che rappresenta davvero i cittadini; quando non ci riesce, esplodono le conflittualità.

Da dove partirebbe per cambiare le cose nel Pd?
Serve onestà come base e apertura verso mondi che abbiamo perso. Dobbiamo essere trasversali e uscire dalla logica dei mono-temi: la Lega vive di autonomia e immigrazione, noi abbiamo un mondo.

Quando incontra i cittadini, quali priorità emergono?
Sanità e ambiente spiccano, ma tra i giovani l’emergenza è la casa e la carenza di servizi. Abbiamo anche 350mila anziani non autosufficienti: il domicilio è il nostro più grande “ospedale” e va sostenuto.

Verona è davvero penalizzata rispetto ad altre zone del Veneto?
Sì: più discariche, meno investimenti sul lago di Garda, collegamento ferrovia-aeroporto ancora fermo, minori risorse per bonificare PFAS. Le disparità si vedono, e non dovrei essere solo io a denunciarle.

Una battaglia che non è ancora riuscita a vincere?
La riforma della medicina territoriale: la mia proposta di legge è passata all’unanimità in commissione ma rischia di non arrivare in aula. Se perdiamo il medico di famiglia perdiamo la sanità pubblica.

Perché i bandi per i medici di base restano deserti?
La professione è poco attrattiva e troppo burocratica: fino al 50% del tempo è burocrazia. Dobbiamo affiancare personale amministrativo e valorizzare il ruolo del medico, altrimenti scapperanno tutti, come già succede negli ospedali.

Come stacca dalla politica?
Mantengo lo studio legale: il lavoro dà libertà di scelta. Alle sei del mattino faccio la mia corsa e poi inizio la giornata; avere un mestiere fuori dalla politica ti aiuta a restare indipendente.

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Un quarto d’ora con…

“Un quarto d’ora con…” è la nuova trasmissione di Verona Network, prodotta dalla redazione di Daily Verona e in onda su Radio Adige TV. Un format snello, diretto e di attualità, pensato per offrire uno spazio di confronto con i rappresentanti veronesi nelle istituzioni: consiglieri regionali, deputati, senatori ed europarlamentari, chiamati a raccontare progetti, priorità e visioni per il futuro del territorio.

A condurre il programma, in onda ogni martedì sera fino al 29 luglio alle 21.15 sul canale 19 HBBTV o in streaming su www.radioadige.tv, è Alessandro Bonfante con il direttore di Daily Verona Matteo Scolari, tra interventi e momenti di analisi, con uno sguardo rivolto anche alle prossime elezioni regionali.

Tutte le interviste di “Un quarto d’ora con…“:

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