Accuse su Sala Delaini e Giorno della Memoria: Bisinella chiede le dimissioni di Buffolo

Redazione

| 25/01/2026
La capogruppo di Fare con Tosi Patrizia Bisinella accusa l’assessore Jacopo Buffolo di aver usato uno spazio comunale per un’iniziativa politica sul referendum di marzo e di non aver partecipato alla seduta sul Giorno della Memoria per «motivi politici». Buffolo respinge le accuse e parla di ricostruzioni false.

È scontro politico a Palazzo Barbieri dopo la richiesta di dimissioni dell’assessore Jacopo Buffolo avanzata dalla capogruppo di Fare con Tosi, Patrizia Bisinella. Al centro della polemica l’utilizzo della Sala Delaini del Comune di Verona e l’assenza dell’assessore alla seduta del Consiglio comunale dedicata al Giorno della Memoria. Alle accuse segue la replica diretta di Buffolo, affidata a un comunicato sui social.

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«Siamo di fronte a un fatto gravissimo, che configura una violazione consapevole della legge e un comportamento incompatibile con il ruolo di amministratore pubblico», afferma Bisinella, che chiede «le dimissioni immediate dell’assessore Jacopo Buffolo». Secondo la capogruppo, «l’assessore Buffolo ha utilizzato la Sala Delaini, spazio istituzionale del Comune di Verona, per convocare una conferenza stampa di presentazione del Comitato per il NO al referendum di marzo, piegando strutture pubbliche a un’iniziativa politica di parte». Un comportamento che, a suo giudizio, rappresenta «una palese e intollerabile violazione della normativa in materia di comunicazione istituzionale in periodo referendario».

Patrizia Bisinella
Patrizia Bisinella

Bisinella richiama la circolare del Ministero dell’Interno e sottolinea che «qui non siamo di fronte a un’interpretazione discutibile della norma, ma a una violazione diretta e consapevole della stessa». A questo aggiunge un’accusa sul metodo: «Nella richiesta di concessione della sala, l’assessore Buffolo non avrebbe indicato l’oggetto reale dell’iniziativa, omettendo informazioni essenziali e inducendo deliberatamente in errore gli uffici comunali». Un comportamento che, secondo la capogruppo, «non è una svista, ma un atto doloso che mina il rapporto di correttezza e lealtà tra amministratori e struttura comunale».

Bisinella contesta inoltre l’assenza di Buffolo alla seduta del Consiglio comunale dedicata al Giorno della Memoria. «Nonostante la delega alla Memoria storica e ai diritti umani, l’assessore Buffolo ha scelto di non partecipare alla seduta aperta del Consiglio comunale dedicata al Giorno della Memoria e di disertare le iniziative ufficiali sulla Shoah, giustificando l’assenza con le proprie posizioni politiche sul conflitto israelo-palestinese». Su questo punto Bisinella aggiunge: «La Shoah non è terreno di militanza ideologica né materia opinabile. È un fondamento della memoria civile europea e universale». E conclude: «Questi fatti delineano un quadro di reiterata inadeguatezza istituzionale. Per questo riteniamo che l’assessore Buffolo non abbia più l’autorevolezza né la credibilità per ricoprire il proprio incarico».

Jacopo Buffolo, assessore del Comune di Verona
Jacopo Buffolo, assessore alle Politiche Giovanili del Comune di Verona

Alla richiesta di dimissioni replica direttamente Buffolo attraverso i suoi canali social: «Capisco la dialettica politica, anche serrata. Capisco meno la disinvoltura con cui, per alimentarla, si mettono in circolo affermazioni non corrispondenti al vero. Ancora meno capisco la temerarietà con cui si arriva a chiedere dimissioni». L’assessore smentisce le motivazioni attribuitegli sull’assenza al Giorno della Memoria: «È falso. La mia assenza è un dato reale, ma la motivazione è semplice: infatti nel pomeriggio di giovedì ero a Roma ad intervenire ad un convegno sui giovani con altri amministratori e realtà associative». E precisa: «Questo mi ha reso impossibile rientrare in tempo per poter essere presente in aula».

Sul caso Sala Delaini, Buffolo afferma: «Conosco bene la normativa e infatti non mi risulta che ci siano state mie interviste o interventi in quell’occasione o che l’Ufficio Stampa comunale sia stato coinvolto per favorire una posizione piuttosto che un’altra». E aggiunge: «La normativa richiamata non vieta la concessione di spazi a comitati di cittadini: vieta attività di comunicazione istituzionale non impersonale e non indispensabile. E questo non è avvenuto».

Infine, Buffolo richiama il contesto referendario: «È pendente al TAR il ricorso come richiesto da oltre 500.000 firme che potrebbe far slittare la data del Referendum».

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