A4 alla CAV? De Berti incontra Salvini, ma Forza Italia solleva dubbi
di Alessandro Bonfante
Negli scorsi giorni la vicepresidente del Veneto e assessora alle Infrastrutture Elisa De Berti ha incontrato Matteo Salvini nella sede del Ministero delle Infrastrutture. Presente anche la dirigente (veronese) del MIT Elisabetta Pellegrini.
«È stata l’occasione per fare il punto della situazione con particolare riferimento a dossier come autostrade, Olimpiadi, collegamento con l’aeroporto di Verona, variante alla Romea. L’incontro è stato concreto e cordiale e conferma la grande attenzione di Salvini per gli enti locali» dice la nota ufficiale del Ministero.
Non è certo un segreto quale sia, da tempo, il grande obiettivo di De Berti e della Regione Veneto: portare l’autostrada A4 Brescia-Verona-Vicenza-Padova in seno alla CAV, Concessioni autostradali venete.
Cav è di proprietà al 50% fra Regione Veneto e Anas. Gestisce il Passante di Mestre, il tratto di A4 Padova-Mestre e il raccordo con l’aeroporto Marco Polo.
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Il disegno della Regione è di acquisire con CAV anche la concessione per la Brescia-Padova, quando scadrà a fine 2026. La concessione è ad oggi in mano ad A4 Holding, che gestisce anche la A31 Valdastico ed è di proprietà di Abertis, società italo-spagnola di cui fa parte anche la famiglia Benetton attraverso Mundys.
Il ministro Matteo Salvini, su questo obiettivo della Regione Veneto, si è mostrato a favore. Il piano si sposa bene con il tema dell’autonomia regionale: la particolarità di CAV è il vincolo l’investimento complessivo degli utili in nuove infrastrutture per il Veneto, di concerto con la Regione e il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Non è prevista, infatti, alcuna redistribuzione dei dividendi fra i soci (Anas e Regione Veneto).
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Il consigliere regionale di Forza Italia Alberto Bozza, però, solleva dubbi sull’operazione: «Già oggi i privati investono parte degli utili per i territori che attraversano l’autostrada. Attenzione che darla in concessione a Cav non diventi un escamotage per coprire i debiti che genera la Pedemontana».
Bozza sostiene che «A4 in questi anni abbia realizzato opere infrastrutturali importantissime per i Comuni contermini all’autostrada. Sappiamo che la Brescia-Padova genera utili, è in salute, a differenza della Pedemontana, infrastruttura importante in sé, ma sulla quale la Giunta Zaia qualcosa deve aver sbagliato nell’impostazione contrattuale con la concessionaria Sis».
Pertanto, dice Bozza, «può anche essere affascinante il tema di un grande polo regionale delle autostrade, però questo non deve andare a discapito del Veneto occidentale, quindi dei territori delle province di Verona, Vicenza e Padova oggi beneficiate dall’attuale gestione di A4».
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Anche il consigliere regionale del gruppo Misto Stefano Valdegamberi interviene sul tema: «Il ritorno sotto il controllo pubblico, in questo caso della Regione Veneto, dell’autostrada Serenissima rappresenta un fatto sicuramente positivo per il nostro territorio».
«Attenti però a non ripetere gli errori del passato! La Società di Gestione Serenissima era già stata sotto controllo pubblico nel passato, poi finita nelle mani dei privati. Anni fa sollevai forti critiche ad una cattiva gestione che aveva depauperato un patrimonio pubblico erodendo il capitale sociale e obbligando i soci pubblici a cedere le quote al privato, per incapacità a fare l’aumento di capitale con le loro risorse» avverte Valdegamberi.
E conclude: «Si faccia tesoro dagli errori del passato per non ripeterli e soprattutto ottimizzare la gestione per ridurre e non aumentare i pedaggi. Vi assicuro che è possibile. Basta volerlo. Ma qui sta il problema».
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