A Roma si decide il futuro politico del Veneto
di Alessandro Bonfante
Il candidato del centrodestra per le prossime elezioni regionali in Veneto, previste in autunno, si decide questa sera a Roma. O quantomeno si farà un passo avanti, dopo il vertice andato a vuoto lo scorso 16 luglio.
Il dossier sul tavolo è quello delle candidature alle Regionali d’autunno, oltre che in Veneto, anche i prossimi appuntamenti in Toscana, Puglia, Campania, Marche e Valle d’Aosta.
Il Veneto rappresenta il nodo politico più delicato: il presidente uscente Luca Zaia non può candidarsi per un altro mandato, diventando così un “jolly ingombrante” che la coalizione deve gestire, mentre sceglie il candidato a essere suo successore. La scorsa settimana, il leader della Lega Matteo Salvini lo ha incontrato a Venezia, e si ipotizza per lui un possibile incarico ministeriale.
Il centrosinistra ha già scelto il candidato unitario, Giovanni Manildo, del Partito Democratico, ex sindaco di Treviso. Si è alzata quindi nelle ultime settimane la pressione sulla controparte per avviare la campagna elettorale con un nome definito.
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La Lega, nel complesso, non ha intenzione di cedere la guida della Regione. Forte del suo radicamento territoriale e del capitale di consenso accumulato negli anni di governo, ha rivendicato più volte il diritto di presentare il candidato unitario del centrodestra.
Questa sera il vertice sarà fra Giorgia Meloni per Fratelli d’Italia, Matteo Salvini per la Lega, Antonio Tajani per Forza Italia e Maurizio Lupi per Noi Moderati.
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I nomi che circolano sono tanti: per la Lega innanzitutto il segretario regionale Alberto Stefani, molto vicino a Salvini. Ci sono poi il sindaco di Treviso Mario Conte e il Sottosegretario di Stato al Ministero delle imprese e del made in Italy Massimo Bitonci.
Per Fratelli d’Italia circolano i nomi dei senatori Luca De Carlo e Raffaele Speranzon, il primo anche coordinatore regionale del partito.
Forza Italia ha già messo sul piatto il nome di Flavio Tosi, ex sindaco di Verona, ma sembra essere il partito con meno possibilità di esprimere il candidato finale.
Infine c’è la possibilità che il candidato non sia un politico interno ai partiti, ma magari un imprenditore o manager gradito all’area di centrodestra. In questo senso c’è per esempio la figura di Matteo Zoppas, attuale presidente dell’Ice, Istituto commercio estero.
Resta inoltre aperto il calendario del voto: si valuta un possibile election day tra ottobre e novembre.
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