Alessandro Mantovani: l’enfant prodige (nostrano) della medicina

Alessandro Mantovani ha poco più di trent’anni, è di Santa Maria in Stelle e, dopo studi scientifici, ha deciso di iscriversi a medicina. Nel 2017 è stato già premiato più volte, anche dalla Società Italiana di Diabetologia, per aver pubblicato uno studio su una rivista statunitense.

 

Nella crescita di una persona ci sono momenti in cui non è chiaro quello che il futuro riserverà. Le vie sembrano tutte aperte, tanto da disorientare i più. Poi capita di rendersi conto, d’improvviso, quale sia la propria strada. Ad Alessandro Mantovani è capitato proprio questo: «È come se una mattina mi fossi svegliato accorgendomi di voler fare il medico, da lì ho cercato di creare tutte le condizioni per diventarlo. Una persona sente “dentro” quello che può fare di interessante e utile per la propria vita».

Originario della Valpantena, Mantovani lavora attualmente per l’Azienda Ospedaliera Integrata di Verona e sta facendo il dottorato di ricerca. Poco più che trentenne, è inserito in un team di rilievo a livello nazionale e continentale nell’ambito degli studi sul diabete. Nel marzo scorso la SID, Società Italiana di Diabetologia, ha scelto un suo studio come miglior lavoro pubblicato su una rivista internazionale nel 2016: il premio “Umberto Di Mario 2017” è stato conferito a lui e al suo gruppo di lavoro per lo studio scientifico uscito su Diabetes Care, la rivista statunitense più importante in ambito diabetologico.


«La gente non percepisce che il diabete è un killer silenzioso – spiega Mantovani – perché quando è lieve non dà sintomi o ne dà pochi. Se trascurato o non controllato, a lungo termine può dare complicanze che possono essere devastanti». Tra i progetti di Alessandro, appassionato di calcio a 5, mountain bike e romanzi fantasy, c’è anche la stesura di un libro, attualmente in sospeso. A spingerne l’inizio è stata la necessità di comunicare alcuni aspetti del ruolo del medico che non vengono più avvertiti: «Oggi la gente pensa di saperne di più del medico perché “googla” e non capisce che non esiste un mestiere nel quale non si sbaglia. Nonostante cerchi di operare al meglio delle proprie capacità, il medico è un uomo con le sue fragilità e le sue difficoltà, che cerca di giorno e di notte di aiutare tutti». Una posizione difficilmente contestabile, da parte di chi non si è montato la testa e si vede col camice anche nel futuro: «Tra dieci anni? Spero di essere semplicemente un bravo medico».

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.