Zone 30 in città, polemiche a palazzo Barbieri

È ancora caos a Palazzo Barbieri per l'istituzione delle nuove zone 30 in alcuni quartieri della città. Dopo le lamentele arrivate da diversi cittadini ignari, che si sono visti multati perchè circolavano a 50 km/h, ora a farsi sentire sono le voci dell'opposizione veronese, che accusano il sindaco Sboarina di voler "fare cassa" sulla pelle…

È ancora caos a Palazzo Barbieri per l’istituzione delle nuove zone 30 in alcuni quartieri della città. Dopo le lamentele arrivate da diversi cittadini ignari, che si sono visti multati perchè circolavano a 50 km/h, ora a farsi sentire sono le voci dell’opposizione veronese, che accusano il sindaco Sboarina di voler “fare cassa” sulla pelle dei cittadini veronesi. Per il momento, come aveva fatto sapere ieri il comune, sono solo sei le multe emesse in 21 giorni.

Ieri, durante la conferenza stampa del sindaco, era stato evidenziato che il rischio per Verona, e per le città di analoghe dimensioni, è la congestione del traffico, con conseguenti ingorghi, come dimostrano i dati sui flussi che già oggi (con scuole ferme, attività ancora chiuse e assenza di turismo) hanno raggiunto livelli superiori a quelli registrati prima del lockdown.

L’amministrazione ha spiegato che le ‘Zone 30’ garantiscono maggiore sicurezza a tutti gli utenti della strada, abbassando notevolmente l’incidentalità e la mortalità su strada. L’obiettivo, ridurre la velocità delle auto e accrescere la sicurezza di pedoni, biciclette e monopattini, per sostenere una mobilità alternativa all’auto privata. Un modello di viabilità attuato in molte città italiane e straniere, sul quale, ieri si sono espressi il sindaco Federico Sboarina e l’assessore alla Mobilità e Traffico Luca Zanotto, insieme al presidente Fiab Verona Corrado Marastoni.

Tommaso Ferrari
Tommaso Ferrari

A dare il via alla polemica, Tommaso Ferrari, consigliere comunale di Traguardi: «Non vogliamo allinearci a chi dice che la zona 30 sia uno strumento per fare cassa sia perché finora le multe sono state poche (per fortuna!), sia perché fa sorridere se pensiamo che per dieci anni le amministrazioni Tosi hanno colpevolmente trascurato la mobilità ciclo-pedonale mentre tutto il mondo investiva in quella direzione, rivelandosi incapaci di promuovere alcun rinnovamento viabilistico né di preparare la città ai cambiamenti cui ora stiamo andando incontro. Le zone 30 funzionano, e io sono favorevole a introdurle, ma senza un piano del traffico, senza piste ciclabili, senza infrastrutture di supporto non servono a nulla. Serve un progetto organico, non un titolo di giornale! Dunque, niente passi indietro sulla Zona 30, ma l’Amministrazione provveda subito ad informare adeguatamente i cittadini e a dotare la città di nuovi percorsi ciclabili».

Massimo Giorgetti
Massimo Giorgetti

Contrario alle nuove zone 30 è, invece, il Vicepresidente del Consiglio regionale ed esponente di FdI, Massimo Giorgetti: «Misure difficilmente comprensibili quelle adottate in questi giorni dall’amministrazione di Verona. Durante il lockdown , quando gli esercizi commerciali erano chiusi e la gente non poteva uscire, ZTL aperta e parcheggi liberi! Oggi che aziende, negozi, bar e attività ricettive a fatica e con grandi difficoltà organizzative, provano a ripartire e che i cittadini, dopo mesi di privazioni, con ordine stanno riprendendosi scampoli di libertà, viene istituita la zona 30 in un’area spropositatamente vasta e sono ripristinate spese ai park e chiusure del centro. – continua Giorgetti – Sicuramente la Verona dopo Covid va ripensata, ma in maniera organica: provvedimenti spot e divieti in questo momento aumentano le difficoltà, non le risolvono. Pensare di risolvere i problemi del trasporto pubblico con i monopattini, senza una seria riflessione sul sistema pubblico, filobus compreso, alla luce delle nuove normative di sicurezza, è inutile. In questo momento lasciamo muovere e lavorare liberamente i veronesi, con regole ferree e attenzione, ma con recuperata serenità e confrontiamoci in maniera strategica sul futuro, altro non serve» conclude Giorgetti.

Michele Croce
Michele Croce

Parla di «patrimoniale sulla pelle dei veronesi» Michele Croce, leader di Prima Verona: «La nuova Zona 30 introdotta in città non ha alcun senso. Non diminuirà la circolazione dei veicoli, semmai la rallenterà, non diminuirà l’inquinamento, anzi lo aumenterà, non agevolerà l’uso di bici e monopattini, perché i cittadini non si inventano ciclisti o monopattinisti con un’ordinanza dall’oggi al domani. Danneggerà le attività economiche della città e favorirà ancora di più i centri commerciali esterni. Essendo un limite praticamente impossibile da rispettare in molte zone, non resta che pensare che sia stata attuata per fare cassa sulla pelle dei cittadini (molte sanzioni sono già state irrogate), proprio come il limite dei 70 sul rettilineo in tangenziale con l’autovelox annesso. Saremmo allora in presenza di una patrimoniale occulta sulla pelle dei veronesi. Invitiamo il Sindaco a revocare immediatamente questo provvedimento, non senza aver chiesto scusa ai veronesi già provati in questo difficile periodo storico».

Flavio Tosi

A chiudere il cerchio è Flavio Tosi che, oltre a criticare l’istituzione delle zone 30, sostiene che il sindaco sia rimasto politicamente isolato: «Ormai siamo davanti a un’Armata Brancaleone, la maggioranza Sboarina è una babele dove ognuno va per conto suo e ogni giorno si dissocia dal suo Sindaco. Ieri il leghista Velardi contro la militarizzazione della movida, oggi Maschio di Fratelli d’Italia contro la Zona 30. Del resto le scelte di Sboarina sono talmente sconsiderate e sconclusionate che perfino chi lo sostiene ormai ne prende pubblicamente le distanze. – dice Tosi – Prima la Lega, adesso Fdi, cioè i due principali partiti di maggioranza, attaccano Sboarina, un Sindaco ormai politicamente consumato, alla canna del gas. Maschio parla di decisione assurda e fuori dalla realtà, e di danno enorme. Lo avevamo preannunciato. La Zona 30 è la solita decisione di fare cassa sulla pelle dei veronesi e segue l’altrettanto assurda scelta dell’anno scorso del velox e dell’abbassamento ai 70 km/h in un rettilineo della tangenziale nord. Sboarina pensa solo a spennare i veronesi con scelte anti-sociali e contro la logica. Forse non pago dei 15 milioni annui che avrebbe preso ai veronesi con il velox in tangenziale nord, ora Sboarina deve incassare altri soldi. Verona è vittima di un Sindaco ormai in confusione, che ha perso totalmente la lucidità e che pensa solamente a mettere tasse occulte sui cittadini».

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