Zona Gialla, Giulio Cavara (Federalberghi): «In città riapriremo nel mese di maggio»

Questa mattina in Gran Guardia la presentazione del Museo del Vino, importante progetto in vista della ripartenza dell'economia e del turismo. Giulio Cavara, presidente di Federalberghi, auspica però un allentamento delle misure restrittive che impediscono la ripartenza al settore turistico.

Questa mattina in Gran Guardia erano presenti diverse autorità del territorio per la presentazione del progetto Museo del Vino: ad aprire l’incontro sono stati gli interventi del sindaco Federico Sboarina, del sottosegretario al Ministero delle Politiche agricole Gian Marco Centinaio e del consigliere regionale Enrico Corsi, ideatore del progetto e promotore della legge regionale, approvata nel 2020, per l’istituzione degli Eco Musei del Vino in Veneto.

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Il vino dunque come motore per la ripartenza dell’economia, ma anche del turismo. Chi però ha vissuto sulla propria pelle la mancanza di visitatori sono stati più di tutti i proprietari delle tante strutture ricettive sul territorio. A questo proposito le dichiarazioni di Giulio Cavara, presidente dell’Associazione Albergatori di Verona e provincia, presente queste mattina in Gran Guardia, che ci ha scattato una fotografia dello stato di salute del comparto dell’accoglienza turistica nel nostro territorio.

«Le strutture sono ancora chiuse nella maggior parte dei casi, stanno prevedendo di aprire nel mese di maggio. C’è stata qualche timida inversione di tendenza nel fine settimana, ma aprire significa mettere in pista tanti costi e bisogna che ci sia un minimo di ritorno. Purtroppo le condizioni di oggi sono ancora molto preoccupanti. L’auspicio è che vengano allentati presto tutti quei vincoli che frenano la possibilità di prenotare una vacanza ai clienti».

Questi vincoli hanno un nome e un cognome: il coprifuoco alle 22, misura ancora in vigore e molto dibattuta, e il passaporto vaccinale che si sta mettendo a punto nei palazzi Europei. «Sono molto cauto nel dare un giudizio positivo per questa prima settimana di zona gialla, – prosegue Cavara – ci sono ancora troppe restrizioni che penalizzano il traffico internazionale e nazionale. L’Europa è in grande ritardo sulla questione del passaporto vaccinale, mentre qui da noi il coprifuoco alle 22 è un ostacolo importante. Tutti elementi che condizionano in negativo il movimento delle persone».

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