Zaia: «Veneto sicuramente sarà zona arancione»

Il Governatore della Regione Veneto Luca Zaia ha dichiarato che sicuramente, nella nuova ordinanza ministeriale, il Veneto sarà ricollocato di nuovo in zona arancione. «Non finiamo in arancione per l'Rt, perché siamo sotto l'1, ma per il tasso di ospedalizzazione».

Il bollettino

2.809 in area non critica, -60, 349, -2, in intensiva. La punta massima delle intensive la abbiamo avuta il 31 dicembre con 401 persone in rianimazione. Siamo circondati da regioni che continuano a crescere in numeri, col rischio che qualcuna entri in zona rossa. La Germania è in lockdown dal 16 di dicembre, la Grand Bretagna idem e sembra che continui fino a marzo. Molte cose non sono ancora note, è fondamentale essere prudenti. Dobbiamo arrivare a una deadline, che sicuramente è quella delle vaccinazioni: se avessimo potuto vaccinare prima oggi non avremo questo bilancio di ricoveri e morti.

Riclassificazione nelle tre fasce

«Finiamo sicuramente in arancione per il tasso di ospedalizzazione, anche se l’Rt è 0.95, sotto l’1. Vedremo oggi nell’ordinanza del Ministro cosa ne esce. Sono preoccupato che i cittadini pensano che l’emergenza sia finita, dobbiamo essere consapevoli che ne avremo ancora per molto».

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Vaccino Astrazeneca

«Puntiamo sui grandi numeri di dosi che Astrazeneca fornirà, sempre che riceva il via libera europeo il 29 gennaio. Utilizzeremo palazzetti, punti fieristici e tutti i centri logisticamente utili a svolgere la campagna di massa. Per inizio estate avremo concluso il primo giro di boa con i veneti, sicuramente con tutti quelli che rientrano nelle fasce di medio-alto rischio».

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Crisi di Governo

«Il Presidente del Consiglio deve andare velocemente in Parlamento e chiarire questa situazione, non può esimersi dal farlo, e dimostrare che ha i numeri per continuare. Altrimenti si andrà al voto».

Scuole

«Se tutto andrà bene e i dati ce lo consentiranno, le scuole superiori riprenderanno le lezioni in presenza dal 1 febbraio. Ho sempre detto che chiudere le aule sia stata una sconfitta, ma abbiamo dato priorità al tema sanitario. Non accetto le critiche sui trasporti: non le abbiamo tenute chiuse per quello, perché il piano era già pronto da tempo».