Zaia:«Verona è al limite, soprattutto nelle intensive»

Il punto stampa di Zaia dalla sede di Marghera. Ieri sera è uscito il testo della nuova ordinanza regionale, in vigore da domani.

Il Governatore ha annunciato che oggi ci saranno «due riunioni con il Governo una sulla nuove restrizione e una sul piano vaccinale».

Il bollettino. 18.740 molecolari, 33.636 rapidi, totale 52.376 tamponi nelle ultime 24 ore. Incidenza dei positivi 8%. Positivi in più rispetto a ieri 4.211, ricoverati 3.298 totali covid, 365 in terapia intensiva, -13, 2.933 in area non critica, -20. Decessi +107.

«Verona è tiratissima, specie per le intensive. Siamo preoccupati per la curva e per quanto tempo durerà. Perché abbiamo detto più volte che questa curva è un sali scendi, non sappiamo come si comporta. Il punto è cercare di appiattire questi picchi il più possibile, sicuramente con i vaccini e poi diminuirà con la bella stagione».

«Per l’ordinanza che entra in vigore da domani fino al 6 gennaio, è stata raggiunta l’intesa anche con il ministro Speranza, che condivide le misure».

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Ieri sera il Governatore è stato ospite alla trasmissione “Dritto e Rovescio”, condotta da Paolo Del Debbio, intervenendo sia sulla situazione Covid del Veneto sia sui vaccini, tema al centro dei vertici in corso questo pomeriggio. Di pari passo con l’avvio della compagna vaccinale, il nodo siringhe, che la Regione ha ordinato per tempo. «Io non metto in discussione se arriveranno le siringhe, o no. Do per scontato che arrivi tutto, però ai miei della sanità ho dato disposizione che comprino tutte le siringhe. Non vorrei avere i vaccini in mano e non avere le siringhe. Noi le abbiamo comprate» ha specificato Zaia. «Noi siamo pronti, abbiamo acquistato i refrigeratori fino a -80, e pensiamo che i 194.000 vaccini dello stock iniziale li completeremo in una decina di giorni, quindici al massimo» (ANSA).

Commenta la nuova ordinanza regionale anche Confartigianato, che subito dopo la conferenza stampa di ieri, in cui il Governatore ha annunciato le restrizioni su cui la Regione stava lavorando, si è attivato per suggerire le opportune modifiche ed evitare il più possibile che certe categorie fossero completamente penalizzate.

Carolina Calmetta, Presidente Confartigianato Benessere Verona

«È garantita, dal 19 dicembre al 6 gennaio, la possibilità di raggiungere acconciatori, estetisti, pulisecco e altri servizi alla persona assicurati dalle imprese artigiane. Bene che nell’ultima ordinanza del Presidente della Regione Veneto, la n.169 pubblicata sul Bur nella serata di ieri, sia previsto al punto 2 che “E’ sempre possibile lo spostamento fuori comune per usufruire di servizi alla persona (lavanderia, acconciatura, estetista, ecc.)“». Questo il commento di Carolina Calmetta, Presidente di Confartigianato Benessere Verona, che rappresenta le attività di acconciatura, estetica, nail artist, tatuatori e piercer della provincia, ma che parla anche a nome dei colleghi artigiani delle pulitintolavanderie.

«Il nostro lavoro è fatto di appuntamenti, presi mediamente con 15 o 20 giorni di anticipo, e rivoluzionare le agende in questo periodo è improponibile – spiega Calmetta – ed imporre limitazioni allo spostamento delle persone rischiava di compromettere le nostre attività e il servizio garantito ai cittadini. Per questo motivo Confartigianato si è immediatamente attivata a livello regionale. A seguito della conferenza stampa di ieri, Confartigianato Imprese Veneto ha prontamente presentato la richiesta di concedere la possibilità alle persone di spostarsi anche al di fuori del proprio Comune dopo le ore 14, se motivato da un appuntamento preso con il parrucchiere o l’estetista di fiducia. Così è stato: il testo dell’ordinanza prevede questa facoltà ai clienti che sotto le feste di Natale hanno già preso appuntamenti presso i loro consulenti di bellezza: dovranno però avere con sé l’autocertificazione».

«Assieme a Roberto Boschetto Presidente di Confartigianato Imprese Veneto abbiamo subito interloquito con il Governo regionale e siamo felici che la nostra istanza sia stata prontamente accolta – spiega Tiziana Chiorboli, Presidente regionale del Sistema Benessere di Confartigianato Imprese Veneto – e ancora una volta è stata riconosciuta la professionalità delle nostre categorie: i nostri negozi non sono luoghi di assembramento e garantiscono misure di igiene e sicurezza ai massimi livelli».

A guardare con occhio critico le nuove misure +Europa Veneto: «Ci sono i fatti, ovvero i numeri drammatici, che vengono dagli ospedali veneti e dai risultati dei tamponi. C’è la propaganda, che viene dalle conferenze stampa e dalle ordinanze di Zaia.
Nelle nostra regione il numero dei morti è triplicato rispetto alla prima ondata della pandemia – quando in Italia è rimasto uguale tra la prima e la seconda ondata – con ospedali che si sono attrezzati con celle frigorifere per  per stivare le salme. Mentre perfino in Lombardia il numero dei contagi scende, in Veneto sale vertiginosamente. – dichiara Anna Lisa Nalin, Segreteria nazionale  +Europa  – Di fronte a questo, Zaia non trova di meglio che produrre un’ordinanza che è semplicemente una presa in giro, visto che – per forza di cose – lascia la libertà di spostarsi tra comuni al termine dell’orario di lavoro o per una serie infinita di eccezioni».

«La verità è che Zaia, per ottenere che il Veneto restasse regione gialla, con tutte le aperture possibili, ha fatto carte false: districandosi tra numero di tamponi rapidi e molecolari confondendo tutti, a partire da se stesso, e ha indicato disponibilità di terapie intensive che ora scopriamo essere solo sulla carta».

«Ora che i veneti stanno pagando tutto questo, che gli ospedali sono prossimi al collasso, ancora una volta finge di prendere decisioni, inventandosi una sorta di regione arancione alleggerita,  senza alcun effetto reale e senza assumersi responsabilità. Finge di voler decidere, ma rimanda tutto alle decisioni del Governo, che poi regolarmente contesterà. – continua Corrado Cortese, Portavoce +Europa Veneto – Se questa è la sua idea di autonomia, non tutela né la salute pubblica né l’economia. Ancora una volta  la voce da ascoltare è quella scomoda e per questo punita da Zaia, del prof.Crisanti, quando dice che per tutelare la salute pubblica ma soprattutto anche la ripresa dell’economia non servono misure di tamponamento del consenso ma un lockdown di 2/3 settimane e test molecolari».

«Serve serietà, collaborazione e soprattutto riconoscere quando si è sbagliato. – concludono Anna Lisa Nalin e Corrado Cortese – Concetti a quanto pare non molto sconosciuti al nostro Presidente».