Zaia: «Siamo nella parte alta della curva. Timida discesa»

Il punto stampa del Governatore Zaia dalla sede della protezione civile. Il bollettino di oggi mostra un aumento di 2427 positivi, più 29 i decessi e più 36 i ricoverati in area non critica.

Il bollettino. 2.921.028 tamponi molecolari, 73mila tamponi rapidi nelle ultime 24 ore. Superati i 4milioni eseguiti sino a oggi. 2.427 positivi in più rispetto a ieri, ricoverati totali 3.161, 346 in terapia intensiva, +1, 2.815, +36 in area non critica, +29 i decessi, i dimessi +71.

«Siamo nella parte alta della curva, trend di timida discesa. Abbiamo avuto una crescita graduale dall’inizio, non abbiamo avuto impennate iniziali, ora ipotizziamo di essere nella parte alta. Speriamo che pian piano continui a decrescere. Da un lato sappiamo che abbiamo meno di un terzo di positivi rispetto a marzo, ma abbiamo la certezza di avere 600 persone in più ricoverate. Il differenziale da tenere in considerazione è che non abbiamo avuto lockdown come a marzo».

«Continuo a ribadire che abbiamo molti positivi perché facciamo più tamponi di tutti. Ma mi sembra che questa cosa si continui a non capire. A noi interessa la percentuale di positivi sui tamponi: non il numero assoluto. La Regione del Veneto è fra le poche che presenta all’Istituto Superiore di Sanità un numero di tamponi che contempla anche i rapidi. Il dato deve essere omogeneo per tutti, lo stiamo chiedendo da tempo. Non ho mai detto che non siamo preoccupati o che non ci sia pressione negli ospedali, ma la strategia che stiamo seguendo è sempre la stessa ed è la stessa che stanno seguendo in tutto il mondo».

Dottoressa Russo: «È confrontabile ciò che può essere standardizzato. Finché abbiamo strategie diverse e diverse modalità di calcolo non si possono confrontare i dati. Il calcolo dell’Rt non è andato di pari passo con lo sviluppo della diagnostica, perché è stato introdotto da aprile ma da aprile in poi sono stati introdotti i test rapidi, che hanno consentito di portare avanti la possibilità di screening e di interruzione della catena di trasmissione, con l’isolamento precoce. Utilizziamo il tampone rapido non solo per il caso sospetto ma anche per i contatti stretti del caso: questo allarga il cerchio di indagine, facendoci trovare i positivi asintomatici. La Regione Lazio nella propria flowchart ha tolto il contatto stretto asintomatico, ovvero non si fanno i tamponi sui contatti stretti dei positivi se non presentano sintomi: questo fa capire come è diversa la strategia rispetto al Veneto, perché noi li tamponiamo tutti. Finché il sistema non è standardizzato non si può stimare la diffusione del virus sul territorio».

«A questo punto ci interessa l’incidenza – prosegue Russo – visto che i sistemi delle Regioni non sono standardizzati, e da questa vediamo che c’è una timida discesa sui nuovi positivi, mentre aumentano le terapie intensive perché sono la coda dei pazienti positivi già ricoverati. ».

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