Zaia: «Si valuta l’apertura degli asili in estate»
Centri estivi e scuole paritarie aperte d’estate per dare una mano alle famiglie in difficoltà. È l’ipotesi che ha presentato oggi in conferenza il governatore del Veneto, Luca Zaia, che ha detto di aver inviato una lettera al premier Giuseppe Conte in merito al tema scolastico.
In Veneto, un quarto (25.673) dei bambini della fascia 0-3 anni, frequenta un nido o un servizio per la primissima infanzia. E nella fascia 3-5 anni, sei bambini su 10 frequentano una delle 1119 scuole d’infanzia paritarie (per un totale di 73.518 bambini), e 41.377 sono iscritti ad una scuola d’infanzia statale.
«Oggi l’assessore Lanzarin incontrerà il mondo delle scuole dell’infanzia per trovare una soluzione rispetto a quello che è il vero problema dell’emergenza: i genitori che tornano al lavoro senza poter accudire i figli. – ha detto Zaia – Qualche giorno fa ho inviato una lettera al presidente Conte nella quale sostengo che il tema delle aperture non può essere disgiunto dal tema della tutela dei minori e quindi della loro sorveglianza. Pensiamo ad un sistema virtuoso, per esempio per le scuole paritarie, in maniera che le scuole non abbiano più un fine prettamente educativo ma che sia anche ricreativo. – ha spiegato il governatore – Se avessimo i centri estivi e le scuole paritarie aperte durante l’estate, sarebbe un forte ammortizzatore sociale per le famiglie. Dall’altro c’è il tema della scuola, che è un tema importante perchè portare grandi masse nelle aule è un problema, ma il governo potrebbe pensare a qualche altra formulazione per usare gli edifici scolastici e dare una valvola di sfogo agli studenti».
«I bambini sono i primi ad aver bisogno di uscire, socializzare e ritrovare i loro coetanei – ha premesso Manuela Lanzarin – E i genitori, per poter rientrare al lavoro, devono risolvere in via prioritaria il problema a chi affidare i propri figli. Le scuole e i servizi per l’infanzia dovranno essere le prime a riaprire, non appena ci saranno le condizioni epidemiologiche per riprendere la vita di comunità. E non dovranno farsi trovare impreparate: già da ora dobbiamo studiare regole e protocolli per sperimentare un ritorno alla normalità nella scuola, a cominciare dalla prima infanzia».
Ma i gestori delle scuole chiedono indicazioni chiare e protocolli sanitari condivisi. I rappresentanti dei servizi per l’infanzia e delle scuole paritarie (Fism, AssoNidi, Aninsei Confindustria) e il presidente Anci Veneto hanno formulato le prime proposte per riorganizzare ambienti e vita educativa nelle scuole e nei servizi dell’infanzia secondo criteri di sicurezza: ambienti sanificati, la fornitura a tutti i dipendenti di mascherine e gel, la garanzia del monitoraggio sanitario, la misurazione della temperatura quotidiana, il cambio quotidiano del vestiario, l’igienizzazione delle calzature. I gruppi-classe non dovranno superare i 15 bambini, dovranno essere previste fasce orarie ‘allargate’ per ingresso e uscita in modo di evitare assembramenti, attenzione ai contatti, allontanamento immediato in caso di eventuali sintomi e riammissione sorvegliata accompagnata da presentazione del certificato medico.
Il confronto in Regione proseguirà la settimana prossima quando le proposte operative di Comuni e gestori delle scuole e servizi per l’infanzia verranno messe a confronto con i protocolli e i piani di salute pubblica già attivi in Veneto e si scriverà un documento di sintesi e di indirizzo per il riavvio di questo particolare segmento dei servizi scolastici.
Sul tema lockdown Zaia ha poi detto: «Ieri sera c’è stata una cabina di regia con il Governo e oggi avremo un incontro con tutti i governatori. Ormai si va verso il provvedimento per capire quale sarà l’indicazione definitiva del Governo. I dati del veneto ci dimostrano due cose: la civiltà e il rispetto delle regole che i cittadini hanno dimostrato e il fatto che siamo pronti alla riapertura dal punto di vista clinico e sanitario. Questo non vuole dire che si debba abbassare la guardia, ma con gli accorgimenti giusti, come indossare le mascherine, ci si mette in sicurezza».
Per quanto riguarda, invece, le elezioni regionali Zaia ha anticipato che insieme agli altri governatori è d’accordo per «programmare le elezioni nella finestra di luglio, perchè farle in autunno vorrebbe dire non farle più».
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