Zaia: «Rt e soglie da zona gialla, ma i ricoveri sono in crescita»

Durante la conferenza stampa di oggi, il Governatore del Veneto Luca Zaia ha spiegato come i dati relativi alla diffusione del contagio siano in calo: l'Rt è 0.96 mentre i casi ogni 100mila abitanti sono 168. Eppure l'ospedalizzazione è ancora alta.

Il bollettino

I positivi nelle ultime 24 ore sono 1.111, l’incidenza è del 2,53% su quasi 44mila tamponi eseguiti. I ricoverati sono 2.298, +11, di cui 1.975, +3, in area non critica, e 323, +8, in intensiva. Il totale delle intensive, quindi comprendendo anche i pazienti non covid, sono 587. I decessi sono +67, ma bisogna tener conto del blocco del sistema che abbiamo avuto.

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Rt e soglie in calo, «da zona gialla»

«Facendo delle proiezioni, abbiamo 0,96 di Rt e 168,4 di incidenza, possiamo dire di avere dei dati da zona gialla, ma per legge non lo siamo perche all’Italia sono stati disposti solo i colori arancione e rosso fino al 30 aprile. Abbiamo pressione ospedaliera, in particolare a Padova e Verona, anche Treviso sta crescendo. La curva non si arresta, continua a salire. Ma dobbiamo venirne fuori, dobbiamo arrivare al giro di boa e poi cominciare la discesa, non sappiamo quando raggiungeremo l’apice. Il mese di aprile sarà tutto in trincea».

LE REGOLE IN ZONA ARANCIONE: ECCO QUALI SONO

Vaccini

«Nelle ultime 24 ore 27.835 vaccini, superato 1 milioni di dosi somministrate. Non sono fiducioso su quanto sta succedendo con Astrazeneca, perché si sta parlando di non somministrarlo a certe fasce d’età: in pratica si escludono tutti gli under 65, oppure c’è il rischio che si arrivi addirittura a una sospensione. Se prendiamo la via tedesca, cioè somministrando solo a over 65, c’è un controsenso per i cittadini, perché era nato come il vaccino per i giovani. Nel momento in cui Astrazeneca dovesse scomparire, ci troveremmo con un bassissimo numero di vaccini disponibili. È una tragedia. Jonhson&Johnson dovrebbe arrivare il 16 aprile, ma le forniture saranno molto basse».

Disguidi con i disabili per le vaccinazioni

«Se si riesce in via informatica a dimostrare, da parte di un cittadini che magari non è iscritto alle liste dell’Inps ma che è avente diritto, che rientra nelle categorie per ricevere il vaccino si riuscirebbe a risolvere il problema. Stiamo cercando di modificare il sito per fare in modo che il cittadino possa rispondere se rientra nella legge 104 oppure se, anche se non rientra, è un avente diritto, portando con sé una certificazione in sede vaccinale che lo dimostra: questo consentirebbe di risolvere tutti i disguidi».

Situazione delle terapie intensive

«659 letti attivi sui 1000 disponibili – spiega Rosi – Abbiamo ancora aumenti, non sono più ripidi come nel mese di marzo, ma c’è una ripresa significativa, più di 300 covid positivi, più altri 20 circa negativizzati. L’impegno quindi di metà di quelli attivi riguarda solo i pazienti covid. Nel giro di 8 giorni avremo 320-340 letti di positivi secondo una proiezione che abbiamo fatto con l’Università di Padova. Sembra diminuire invece la percentuale di mortalità in intensiva: da 43-44% a circa 35%,in parte legato alla riduzione delle classi di età dei ricoverati, sono più quelli della classe 60-70 rispetto alla classe 70-80. Quasi scomparsi gli 80enne in intensiva. Se i letti occupati dovessero superare i 700 posti, sarà necessario rivedere le attività ospedaliere e limitarci alle urgenze in senso molto stretto, il che significherebbe ridurre le attività nei punti nascita, concentrare le urgenze in alcuni ospedali e così via. Speriamo di non arrivare a questo».

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