Zaia: «Rafforziamo punti accesso diretto per fare i tamponi»

Il Governatore del Veneto Luca Zaia, in diretta dalla sede della Protezione Civile, ha riportato il consueto aggiornamento con i dati del bollettino sanitario di oggi, sottolineando la volontà di rafforzare i punti di accesso diretto per effettuare i tamponi in tutte le Ulss regionali.

Bollettino di oggi. In totale i positivi sono 21.534, il 18 maggio erano 18.950: in 90 giorni 2584 positivi in più; in isolamento ci sono 6565 persone, rispetto alle 3870 di maggio; i dimessi 3808, mentre i ricoverati, in area non critica, 118. 8 sono i pazienti in terapia intensiva, di cui 3 sono a Padova: si tratta della bimba di 5 anni di cui si era data comunicazione qualche giorno fa, risultata positiva al Covid-19 ma ricoverata a causa di un’altra patologia, il secondo paziente è positivo ma è stato soccorso per un attacco cardiaco mentre il terzo, di 90 anni, è in terapia intensiva per l’aggravamento delle condizioni fisiche provocato dal Coronavirus. I decessi sono 2100, 297 in più rispetto al 18 maggio. I positivi in Veneto sono 1789, di cui i sintomatici sono 135, ovvero il 7,55%. Se paragonata al numero di persone isolate, la percentuale dei sintomatici scende ulteriormente, divenendo pari al 2.06%.

«Le vacanze stanno pesando in modo particolare sull’aumento dei contagi. La maggior parte dei nuovi positivi sono stati trovati fra i rientri dai Paesi a rischio, soprattutto Croazia. Stamattina insieme agli assessori Lanzarin e Bottacin abbiamo fatto una videoconferenza con direttori generali perché vogliamo rafforzare i punti di accesso rapido: ricordo, a questo proposito, ai veneti che tutte le Ulss hanno punti di accesso rapido, aperti tutti i giorni dalle 7 alle 13 per effettuare i tamponi».

«Ora sto valutando se fare un’ordinanza o una circolare per far fare i test a chi proviene da Agde, nella Francia meridionale, in cui al momento è presente un forte focolaio; allo stesso modo, penso sia necessario fare dei controlli anche a chi proviene da Gran Bretagna, Olanda e Austria».

Il Governatore del Veneto ha anche affrontato il tema scuole. «Vorremmo testare tutto il personale delle scuole prima della ripartenza, quindi è importante che i medici di base collaborino: sono 95mila i dipendenti della scuola in Veneto, se si riuscisse a creare un network si agevolerebbe il lavoro».

«Non aprire le scuole significa abdicare alla massima espressione della nostra civiltà. La formazione deve essere garantita, in sicurezza».