Zaia: «In Veneto non meditiamo sul lockdown»
Nel punto stampa di Zaia sulla situazione Coronavirus, il bollettino afferma la totalità di 2 milioni e 296 mila tamponi, tra cui 17 mila test rapidi e 10mila tamponi molecolari.
«Dall’inizio, il 21 febbraio, sono 42mila e 869 positivi, mille e 729 positività in più da ieri. I positivi di oggi sono 15mila e 621, +1587 da ieri» afferma Zaia. «Solo oggi, sono in isolamento 14mila e 958 persone, 73 i pazienti in terapia intensiva, 5 i negativi, 2mila e 317 i morti (+ 9), dimessi 4mila e 500, i sintomatici a casa sono 469, i positivi 15mila e 5. Si rispecchia una percentuale alta di asintomatici al 97%, un abbassarsi dell’età media dei positivi, dalla media di 60-65 anni ai 40-45 anni di oggi».
«C’è da ricordare però che i giovani con alta carica, dato epidemiologico in questa fase, non si traduce in tanti positivi sintomatici» continua Zaia. «Trovo strano comunque che nessuno abbia preso i dati di marzo e confrontato il numero dei tamponi di marzo con positivi i marzo. Dire che oggi ci sono 2mila positivi al giorno è da brividi, ma i numeri vanno visti bene. Al 22 marzo, giornata clou, erano 412 i positivi su 2mila e 703 tamponi, cioè il 15,2 % dei positivi. Al 21 ottobre, sono mille e 553 i positivi, ma su 20mila e 181 tamponi molecolari, cioè il 7,7 %, la metà dei positivi di marzo».
«A volte c’è la pigrizia di non fare confronti, nessuno l’ha mai fatto. Il virus c’è ma con i i tamponi di marzo, avremmo 3mila positivi. Oggi, rispetto a marzo, ci sono meno terapie intensive, questa è biostatistica, perché la storia insegna ad analizzare i dati» prosegue Zaia. «Comunque i dati sono in ascesa, ai cittadini perciò dico, portate le mascherine, perché l’emergenza coronavirus, per noi è in realtà emergenza ospedaliera. Questa battaglia è fatta per tenere aperti gli ospedali, perché se il virus colpisce gravemente necessità di cure ospedaliere».
«L’infezione nei dipendenti degli ospedali è lo 0.7%, 496 persone, si è mossa la curva. Per questo abbiamo pronto un nuovo piano: ogni 7 giorni un tampone a chi è in prima linea, ogni 20 giorni a tutti gli altri dipendenti» afferma il Presidente della Regione Veneto. «Abbiamo pronta un’ordinanza sostenibile e praticabile, su altri fronti, ma che non anticipo, perché devo prima aspettare il confronto con il governo, tra oggi e domani, comunque non si parla di lockdown».
«Voglio comunque ricordare con obiettività che il processo si sta evolvendo, ma ogni sanità ha storia a sè. L’incidenza della terapia intensiva sui ricoverati in Veneto è molto bassa. Per questo vorrei dei protocolli per la cura fossero calibrati su ogni regione» conclude Zaia.
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