Zaia: «Da lunedì sperimenteremo 5mila test fai da te»
Nell’odierno punto stampa il Governatore Luca Zaia ha esposto i numeri della situazione della pandemia. «Il numero dei positivi al tampone è un terzo di marzo, con 60mila positivi in Veneto. Dei 98mila contagiati dal 21 febbraio, 60mila sono solo di adesso. Questo vuol dire che il 60% dei contagiati solo in questa seconda fase, perché si fanno molti tamponi e quindi si trovano molti positivi».
«In isolamento ci sono 26mila persone, di cui 5mila e 207 in più rispetto a ieri. I ricoverati sono mille e 976 persone, con un +29% di turnover importante, si sta di meno in ospedale con questa ondata, di circa 5-7 giorni in ospedale» continua. «Nelle terapie intensive ci sono 241 persone, i morti sono 2mila e 816, i dimessi sono 5mila e 613 persone, 105 persone in più rispetto a ieri».
«Il sistema tamponi è stato rivisto, 100mila tamponi verranno dati ai medici di base, distribuiti su richiesta. L’impegno è poi di rivedere l’accordo finiti i 100mila tamponi» prosegue. «Ieri l’Oms ha palato di tamponi in farmacia e la sperimentazione ci sarà anche in Veneto. Tra lunedì e martedì arriveranno 5.000 test ‘fai da te’: ne dovrà essere iniziata la sperimentazione e la validazione. Avete visto ieri che il prof. Guerra, dell’Oms – ha aggiunto – ha detto di aver già visto i primi test ‘fai da te’ che verranno distribuiti in farmacia. Quando lo dicevamo noi ci davano degli sprovveduti. Adesso che lo dice lo dice l’Oms qualcuno ci prende sul serio». Zaia ha spiegato che «verosimilmente la prossima settimana» farà vedere il test fai da te, e se ne capirà la praticità. «Poi ovviamente – ha concluso – dovrà essere sperimentato e autorizzato alla diffusione».
«I punti covid vorremmo portarli dalle 7 del mattino alle 7 sera, in network, rafforzati, per dare chiarezza alle persone. È vero Verona è stata in difficoltà, il nostro compito è investire nell’aspetto organizzativo. Stiamo anche lavorando sull’Unità di crisi protezione civile, in cui è stato deliberato un protocollo per le terapie intensive e le cure domiciliari».
«Siamo zona gialla “plus”, anche se non sono convinto che Emilia Romagna e Friuli siano situazioni diroccate, ma l’algoritmo è impietoso. Però la nostra ordinanza è stata ritenuta valida. Gli aspetti cruciali sono non fare assembramenti, passeggiare ma non andare in centro, nei viali principali, serve impegno perchè la zona arancione è dietro l’angolo. L’Rt è 1.29, la sfida è non fare assembramenti perché gli ospedali sono molti tirati nei numeri, cerchiamo di usare senso civico, avere rispetto per chi soffre e lavora come medico. Serve portare la mascherina dove non c’è distanziamento sociale e un ultimo appello lo ricolgo ai ragazzi, non dobbiamo abbassare la guardia, serve fare sacrificio per uscirne».
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