Zaia: «Primo caso di recidiva a Verona? Stiamo indagando»

Il governatore del Veneto ha parlato degli aggiornamenti sull'emergenza coronavirus nelle Regione e ha garantito indagini riguardo la notizia di una paziente dell'ospedale di Negrar che sarebbe risultata recidiva. Un'eventualità che, comunque, il nosocomio veronese ha giudicato improbabile.

Così il governatore della Regione Veneto Luca Zaia, che è intervenuto oggi a margine della consueta conferenza stampa di aggiornamento sulla situazione d’emergenza da coronavirus. La notizia, rimbalzata nelle scorse ore su diversi quotidiani, riguarderebbe una donna di origini cinesi ricoverata all’ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar risultata positiva al coronavirus dopo 10 giorni dalla dimissione.

Un invito alla cautela giunge però dal nosocomio veronese: «L’interpretazione più probabile è che i due tamponi eseuguiti pre dimissione fossero quelli che noi chiamiamo falsi-negativi, perchè aveva una carica virale talmente bassa che non è stata rilevata dal test. – ha spiegato il professor Zeno Bisoffi, Direttore Dipartimento di Malattie Infettive e Tropicali e Microbiologia di Negrar – Ritengo improbabile che un soggetto a distanza di dieci giorni possa reinfettarsi anche con un ceppo leggermente diverso».

Nel corso della conferenza stampa Zaia si è detto ottimista riguardo la situazione veneta: «C’è un lento recupero ma non dobbiamo abbassare la guardia: si confermano le scorse ordinanze che ho firmato: i cittadini possono uscire di casa con la regola dei 200 metri in linea d’aria e per fare la spesa, andare in farmacia o per motivi inderogabili» ha detto Zaia, che ha aggiunto: «I Veneti, secondo uno studio di Google, sono stati i più virtuosi per quanto riguarda gli spostamenti. Da 5 milioni di traffico siamo arrivati alla metà».

Anche per quanto riguarda i vivai, Zaia ha chiarito la situazione: «Andare a comprare le piantine al vivaio non è un motivo inderogabile. I florovivaisti possono fare consegne a domicilio e manutenzione e portare le piante nei supermercati, che restano comunque aperti. A breve faremo anche un’altra ordinanza per chiarire che anche tabacchini ed edicole possono vendere articoli di cancelleria». Confermata anche l’obbligatorietà di mascherine e guanti per le persone che si recano nei supermercati, spiegando però che non si tratta di un’ordinanza inderogabile: «È ovvio che va usato anche il buon senso nei controlli: se qualcuno sarà trovato senza guanti, perchè non è riuscito a reperirli, non gli verranno tagliate le mani, a maggior ragione se si tratta di un anziano».

Ieri sera il governatore ha poi avuto una videoconferenza con il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte: «Vorrei chiarire che rispetto all’apertura e chiusura delle aziende è una decisione che spetta al governo. Ma sono estremamente convinto che la riapertura sia necessaria, anche se deve essere vagliata prima da un comitato scientifico: non possiamo permetterci ricadute. Ho confermato al presidente del Consiglio che stiamo redigendo un piano per la riapertura, che sarà messo a disposizione del Governo». Firmato ieri anche lo stato di crisi per il settore primario.