Zaia: «Il virus non è arrivato in Veneto, ma in Europa»

Ieri i rappresentanti di quattordici organizzazioni di categoria e imprenditoriali padovane hanno fatto pervenire in copia anche al Presidente Zaia la lettera inviata al Presidente del Consiglio, in cui esprimono la loro preoccupazione per il sistema economico della città e di tutto il Veneto.

Luca Zaia
Il presidente della Regione Veneto Luca Zaia

Ieri, mercoledì 26 marzo, i rappresentanti di quattordici organizzazioni di categoria e imprenditoriali padovane hanno fatto pervenire in copia anche al Presidente della Regione del Veneto la lettera inviata al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, al Ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli e al Ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri.

A questo ha fatto eco Zaia specificando che i vincoli messi in atto dai paesi europei nel mettere in quarantena i Veneti, i Lombardi e gli Emiliano-Romagnoli siano alquanto inopportuni. «Nel momento in cui tutti siamo giustamente preoccupati, dovremmo però essere consapevoli che ci troviamo di fronte ad un virus che dalla Cina, è arrivato definitivamente non nel Veneto, non nel Nord Italia, non in Italia, ma in Europa».

«Abbiamo consapevolezza che la salute pubblica è un bene primario, ma ci preoccupa la situazione di emergenza sanitaria per il futuro delle nostre imprese» affermano nella lettera i quattordici rappresentanti. «Dobbiamo iniziare a pensare al “giorno dopo” perché il sistema economico di Padova e del Veneto non si deve e non si vuole fermare».

«Le preoccupazioni del mondo dell’economia e dell’imprenditoria veneta di fronte a questa emergenza, sono le nostre preoccupazioni, le mie personali e voglio credere siano anche quelle di tutti» afferma in risposta a questa lettera il Governatore Zaia. Questa comunità non può vedere minacciato il suo più grande valore: l’impresa, forse il più identitario della nostra gente tra quelli nati dal sacrificio. Come per la salvaguardia della salute dei cittadini, la battaglia perché non sia danneggiato il nostro tessuto produttivo la combatteremo insieme».

«Colgo questi pensieri con la stessa apprensione di chi li esprime. Sono espressione di una comunità imprenditoriale impegnata e altamente internazionalizzata, connotazione questa che fa pagare ancora di più lo scotto di questa emergenza» prosegue il Governatore. «Se da un lato siamo chiamati ad applicare ordinanze in virtù di linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e dei decreti del Governo, dall’altro è corretto trovare il giusto equilibrio tra il valore primario e irrinunciabile della tutela della salute e le esigenze di un territorio che non accetta di vedere minacciata la sua realtà produttiva».

«Il vero problema – sottolinea il Presidente – è impedire che i nostri competitors internazionali si gettino come avvoltoi su una bestia ferita come ora può apparire a qualcuno l’economia veneta. Basta vedere cosa sta avvenendo con il turismo, la nostra prima industria con 18 miliardi di euro di fatturato, e la campagna di discredito ai confini della diffamazione sul piano internazionale».

«Come abbiamo già chiesto al Presidente del Consiglio dei Ministri in più occasioni – ribadisce Zaia – sono indispensabili più fondi a sostegno delle imprese. Non soltanto: è indispensabile anche una campagna forte e penetrante di promozione internazionale dei nostri territori e di riqualificazione dell’immagine paradossale di quella che oggi viene fatta passare per una regione quasi appestata». «Chiediamo misure straordinarie con rapidità e spero che il Consiglio dei Ministri se ne occupi già in questa settimana» conclude Zaia.