Zaia: «Il nostro colore lo deciderà l’ISS. Zona rossa? Non penso»

Nel punto stampa di oggi, Zaia dopo il consueto bollettino giornaliero, afferma di affidarsi all'ISS per la scelta del colore del Veneto. Un commento su DAD e passaporto sanitario e un messaggio in merito ai fatti accaduti ieri negli Stati Uniti.

Il Presidente Luca Zaia in una delle sue conferenza stampa a Marghera

Il bollettino. I positivi nelle ultime 24 ore sono 3.596, il 14% di quelli effettuati, ma perché nelle giornate di feste si fanno quelli di conferma, non di screening. I ricoverati sono 3.367, dei quali 2.978 in area non critica e 389 in terapia intensiva, dove crescono di 15 unità, ma il trend è di discesa. Le terapie intensive non Covid occupate sono 250.

«Adesso abbiamo due giorni di zona gialla e il fine settimana, secondo decreto governativo, sarà arancione. Staremo a capire domani che zona verrà assegnata al Veneto, ma vedo difficile una zona rossa. Mi affido però alla decisione dell’ISS. Abbiamo un R-t attorno all’1. Verrà presa in considerazione l’introduzione di un nuovo indice di lettura: l’incidenza di positivi su 100mila abitanti. Dal prossimo bollettino, dopo il 15 gennaio, probabilmente questo parametro d’incidenza verrà recepito con il nuovo Dpcm, dipende dall’Istituto Superiore di Sanità farà con questo parametro».

«Domenica sera abbiamo fatto una riunione con il Governo dalle 21 a mezzanotte e mezza, a cui erano presenti anche il ministro Speranza e il ministro Bozza e tutti noi governatori abbiamo detto che ci affidiamo all’ISS. C’è sempre una domanda: cos’è cambiato rispetto alla prima fase? Nella prima fase non avevamo i DPI, oggi sì. Non avevamo la diagnostica, oggi sì. Dopo un mese facevamo duemila tamponi al giorno, oggi 60mila. Non avevamo né i protocolli di cura né le terapie intensive di oggi. Il virus non è più quello di marzo, oggi lo chiamiamo Covid ma quello di oggi è una mutazione. E non è neanche quello di quest’estate: oggi abbiamo otto mutazioni, una di queste è quella inglese, la più contagiosa, seppur non più dannosa, e due di queste varianti sono venete. Altra cosa che è cambiata è lo spirito di noi cittadini: a febbraio vivevamo le mascherine come una costrizione, oggi è la normalità. Siamo i primi in Italia per vaccinazione: oggi finiamo tutti i vaccini, per fortuna ne arriveranno di nuovi. Confidiamo inoltre nel vaccino Moderna, che si conserva in temperatura da frigorifero, a differenza di Pfizer. Se stringiamo i denti per le prossime due settimane, dovremmo vedere qualche risultato incoraggiante. Ho parlato con il Governo anche sul fronte dei ristori: ci sono aziende che fanno più sacrifici di altre e altre che hanno riflesso di un mercato che viene meno. Bisogna stare accanto ai nostri imprenditori».

Un commento sulla DAD: «Capisco i ragazzi. Chiudere la scuola è una sconfitta, ma non lo facciamo per velleità o puntiglio politico. Abbiamo tra i più autorevoli scienziati a livello nazionale che sono intervenuti su questo tema. Io ho provato a rovesciare lo scenario: se non avessi chiuso le scuole oggi ci sarebbe stata un’altra polemica. Non c’entra niente la questione trasporti: questa è sanità pubblica».

In merito all’ipotesi di un passaporto sanitario: «Non ho detto che bisognerà obbligare al passaporto sanitario, ma il vaccino diventerà una discriminante. Siamo in grado in tempo reale di predisporre la certificazione: ogni cittadino veneto ha la sua cartella vaccinale digitalizzata e informatizzata. Siamo pronti e qualora ci venisse richiesto noi siamo disposti a farlo».

Un messaggio anche in merito ai fatti accaduti ieri negli Stati Uniti: «Per noi gli USA sono la culla della democrazia e penso che questo sia un’attacco alla democrazia stessa. non c’è altro da aggiungere. Quattro morti e decine di feriti è inaccettabile. Noi siamo vicini agli USA ma questa è un’azione antidemocratica e ha un altro pesante risvolto, che è quello comunicativo. Il primo della classe non può permettersi di fare quello che farebbe l’ultimo della classe. Passa l’idea che tutto è possibile. Gli Stati Uniti ne escono male a livello di immagine istituzionale. Trump deve fare dichiarazioni che vanno in direzione opposta. Noi abbiamo il compito di indicare la via, ma quella giusta».

Leggi anche: Trump sempre più solo e isolato, chiusi i suoi canali social