Zaia: «Da lunedì il Veneto è in zona bianca»
«La regione Veneto ha i requisiti per il passaggio in Zona Bianca. Sono ormai 14 giorni che il tasso di occupazione dei posti letto in Terapia Intensiva è sceso stabilmente sotto il 10% e da nove giorni anche il tasso di occupazione dei posti letto in Area Medica è sceso stabilmente sotto il 15%». Lo ha comunicato ieri il Presidente della Regione Luca Zaia, avendo ricevuto dai tecnici regionali le ultime rilevazioni sull’andamento della pandemia.
I dati dell’ultima rilevazione dell’Istituto Superiore di Sanità, aggiornati a martedì 22 febbraio – come riportato dalla Direzione Prevenzione – vedono un indice di Rt sceso a 0,72 (settimana precedente 0,77), un’incidenza che è scesa nell’ultima settimana da 767,3 a 620,8 casi ogni 100.000 abitanti e i tassi di occupazione dei posti letto scesi dal 7% al 6% per la Terapia Intensiva e dal 15% al 13% per l’Area Medica (oggi questi valori sono ulteriormente scesi rispettivamente al 5% e al 11,5%). Si rimane in attesa della conferma da parte della Cabina di Regia. L’eventuale cambio di Zona avverrà comunque a partire da lunedì.
«Anche questa ondata – commenta Zaia – sembra avviata verso la fase finale di decrescita con la remissione del contagio. I dati di oggi di oggi lo confermano: abbiamo altri 33 ricoveri in meno in area non critica e altri 3 in meno in terapia intensiva. Su 1.107 ricoverati complessivi in area non critica 418 sono già guariti e in attesa di dimissione. Dei 97 ricoverati in terapia intensiva, 47 sono già guariti e ne stanno uscendo».
«Il virus è ancora presente – fa notare Zaia – e lo si vede anche dai 3.578 nuove positività di oggi, ma è anche vero che la pressione sugli ospedali è in calo. Non dobbiamo certo abbassare la guardia, ma gli indicatori ci dicono che siamo entrati in pieno nella cosiddetta fase di convivenza con il virus, per cui mi auguro che il Piano Nazionale di Sanità Pubblica possa essere modificato».
“Ringrazio – conclude Zaia – tutti i Veneti, perché questo risultato è legato all’impegno di tutti e di ognuno. Un grazie particolare a tutti i nostri sanitari che ancora lavorano al fronte e hanno affrontato due anni terribili, e a tutti coloro che, in un modo o in un altro, da volontari, si sono dati da fare”.
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