Zaia: «Ascesa terapie intensive inferiore rispetto a marzo»

Luca Zaia, durante il punto stampa delle 12.30, ha sottolineato che il numero di terapie intensive, a un mese di distanza dall'inizio della seconda ondata, rispetto a marzo, è molto inferiore. Tuttavia la preoccupazione è che la curva continui a crescere, anche se lenta, rischiando di mettere comunque in difficoltà gli ospedali.

Il bollettino. 26.547 i positivi, 3.012 i positivi nelle ultime 24 ore. 877 i pazienti ricoverati, 122 in terapia intensiva, più 20 rispetto a ieri. Dei positivi a domicilio sono 451 i sintomatici, quindi il 98% non presenta sintomi.

«Abbiamo una crescita esponenziale dei positivi, però è anche vero che il numero di tamponi è molto maggiore rispetto a marzo. Non sto giustificando nulla, però bisogna essere obiettivi: a marzo trovavamo il doppio dei positivi con meno tamponi».

«C’è anche un altro dato da considerare: durante la prima ondata, a un mese dall’inizio della pandemia avevamo raggiunto la punta massima di terapie intesive: 356 pazienti. Se ora consideriamo l’inizio di questa seconda fase di contagio a ottobre, in un mese siamo arrivati a 122 terapie intensive, che è inferiore rispetto a marzo. Non sto dicendo che sta andando bene, sia chiaro, anzi siamo molto preoccupati, perché anche se lenta la curva continua a salire: rischiamo comunque di finire a 10mila ricoverati se non comincia a scendere. Il problema dei pazienti covid è che sono infettanti, quindi se riempiamo gli ospedali con i casi di Coronavirus non possiamo più occuparci dei trapianti, delle emergenze sul lavoro, degli arresti cardiaci eccetera».

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«Stiamo attrezzando le strutture di riferimento provinciale per i pazienti covid, tra cui Sant’Orso, Villafranca di Verona, Trecenta, Villa Salus, Vittorio Veneto, San Camillo, Belluno».

«Qualora dovessimo avere una grave recrudescenza e avessimo bisogno di ulteriori letti, oltre agli ospedali di comunità, abbiamo dotato tutte le strutture dismesse dei tubi per l’ossigeno, ci sono 740 posti letto per dare residenza alberghiera a pazienti non critici».