Volantino “Arcobaleno nero”: «La sinistra chieda scusa». Benini (Pd): «Sboarina dica “Sono antifascista”»

Lega e sindaco chiedono le scuse alla città di Verona da parte del centrosinistra veronese, che aveva segnalato con timore la diffusione del volantino dai toni fascisti diffuso a Borgo Trento, poi rivelatosi una provocazione. Lo scontro continua.

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A inizio settimana è esplosa la questione dei volantini diffusi a Verona, in zona Borgo Trento, intitolati “Arcobaleno nero” e con l’immagine di Benito Mussolini. I toni erano enfatici al limite del caricaturale, ma il tempismo con la vigilia del Giorno della memoria e la storia dei movimenti di estrema destra a Verona aveva fatto levare diverse voci di sdegno, specialmente nel centrosinistra scaligero.

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Nelle ore successive in particolare Lega e sindaco Sboarina erano intervenuti nel dibattito con l’intento di circoscrivere a “ragazzata” o “provocazione” il fatto.

Quest’ultima fattispecie si è in effetti rivelata negli ultimi giorni. L’autore del volantino ha contattato il quotidiano L’Arena rivelando il proprio intento satirico – di stampo antifascista – e di aver inoltre dato spiegazioni in merito alla Digos, che sulla diffusione del volantino stava indagando.

La rivelazione ha infiammato ancor di più gli animi della politica scaligera.

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«Gli esponenti del centrosinistra veronese – La Paglia, Bertucco, Benini, Vallani e Ferrari –, alimentando l’ennesimo caso mediatico sulla “Verona fascista”, dimostrano di essere nemici della nostra città» dichiara il parlamentare e responsabile cittadino della Lega Vito Comencini. «Chiediamo al candidato sindaco di quell’area Damiano Tommasi di prendere ufficialmente le distanze da questo becero modo di fare campagna elettorale».

Nella nota inviata dal gruppo consiliare della Lega e firmata da Vito Comencini, Anna Grassi, Alberto Zelger, Laura Bocchi, Andrea Velardi, Alessandro Gennari e Andrea Bacciga si legge: «La sinistra aveva subito cavalcato l’onda per gridare al pericolo fascista. Ma evidentemente è andata a schiantarsi contro gli scogli: pur di fare campagna elettorale non ha esitato a gettare ancora una volta fango contro un’intera città, dando il via all’ennesimo caso nazionale in cui Verona viene etichettata come razzista».

«La Lega, invece, aveva prontamente messo in dubbio la veridicità di quel gesto, chiedendo prudenza e rispetto per i cittadini che non meritavano l’ennesimo assurdo processo mediatico».

«Ora Bertucco, Benini, La Paglia, Vallani e Ferrari chiedano scusa a Verona e ai veronesi e, dato il timing sospetto – i volantini sono stati distribuiti a ridosso del Giorno della Memoria – si dissocino» conclude il comunicato leghista.

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Sulla stessa lunghezza d’onda il sindaco Federico Sboarina (Fratelli d’Italia): «La sinistra veronese non perde il vizio. Ancora una volta con scellerato tempismo ha gettato fango sulla nostra città, facendo strumentalmente da amplificatore a una ‘bufala’ di cattivo gusto».

«Il bene di Verona si fa con l’amministrazione seria e non con una bassa politica fatta di attacchi pretestuosi e senza fondamento. Adesso almeno chiedano scusa a tutti i veronesi» conclude il primo cittadino.

Il consigliere del Partito Democratico Federico Benini replica così: «Ma Sboarina per non dare alibi a quelli che secondo lui ‘screditano la città’ non può semplicemente dire “Io sono antifascista?”».

Il capogruppo comunale dem continua: «Se davvero la preoccupazione del Sindaco, che se ne esce soltanto adesso, è quella di tenere al riparo la città da questo genere di polemiche, la strada maestra è di dichiarare la propria adesione ai valori costituzionali di antifascismo».

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