Violenza e bullismo a scuola, la risposta di Verona: coinvolti genitori e studenti
Redazione
Il recente caso di cronaca in provincia di Bergamo riaccende l’attenzione sulla violenza nelle scuole. Per prevenire la violenza tra i banchi, affrontare l’emergenza educativa e affrontare i temi del bullismo, a Verona da tempo si lavora al progetto “LICA” presentato proprio oggi, giovedì 26 marzo, in Provveditorato: scuola, studenti, famiglie e istituzioni insieme.
Laboratori Integrati di Cittadinanza Attiva è l’acronimo sciolto di LICA, il progetto a cura dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Verona in collaborazione con le scuole capofila delle Reti provinciali “Scuola e Territorio” e “Cittadinanza e Costituzione”.
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La vera novità del percorso è il coinvolgimento diretto dei ragazzi e dei loro genitori, che non saranno più solo “fruitori” ma parte integrante del lavoro. Secondo Sebastian Amelio, dirigente dell’Ambito Territoriale di Verona (Ufficio Scolastico Regionale del Veneto), questo approccio è decisivo. «La novità rispetto a tanti altri progetti di messa a sistema delle attività – ha dichiarato Amelio – è quella di rendere protagonisti attivi in questo lavoro che durerà due anni, sia gli studenti che i genitori».
Il progetto si articolerà attraverso quattro tavoli di lavoro dedicati alla creazione di strumenti operativi e protocolli. La preside del liceo Medi di Villafranca, Paola Catanzaro, ha spiegato la natura operativa dell’iniziativa: «L’idea che abbiamo condiviso è quella di sviluppare dei laboratori di cittadinanza integrati, dove gli studenti della Consulta, i genitori in qualità di presidenti del Consiglio d’istituto, e i referenti al bullismo e cyberbullismo di tutta Verona e provincia, si incontrino in maniera operativa e concreta».
A guidare la validazione tecnica sarà l’Università di Verona. Il docente di Diritto penale, Ivan Salvadori, ha sottolineato come il bullismo e la devianza giovanile siano fenomeni in aumento, anche tra i cosiddetti “giovani adulti” (18-25 anni). «Occorre studiare e monitorare questi fenomeni per individuare le misure di prevenzione e di contrasto» ha spiegato Salvadori, citando anche il crescente coinvolgimento dei minori in bande giovanili.

Fondamentale sarà la partecipazione dei genitori, spesso inclini a “deresponsabilizzarsi” quando i figli raggiungono le scuole superiori. Per Marco Dal Forno, vicepresidente del Consiglio d’istituto del liceo Medi, «il supporto e l’apporto e l’attenzione che possono dare i genitori è sicuramente importante e fondamentale».
Anche gli studenti chiedono di essere ascoltati e guidati. Matilde Borgogno, presidente della Consulta provinciale studentesca, ha evidenziato il valore della formazione: «Per noi è fondamentale confrontarci con gli esperti, con chi ne sa più di noi su questi temi. La cosa più importante sarà conoscere ciò che già esiste e farne il meglio per noi e per la comunità studentesca e scolastica».
L’attenzione resta altissima anche sul cyberbullismo, un fenomeno definito “insidioso” da Andrea Rigoni, esperto dell’Atlantic Council. Rigoni ha lanciato un monito sulla dipendenza dai social network, ricordando che «ci sono dei meccanismi ormai scientificamente dimostrati, che creano dipendenza» e che possono essere utilizzati per minare la fiducia dei cittadini.
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