Violenza sulle donne, Briani: «Sensibilizzare al rispetto e al vivere le relazioni»

Ai microfoni di Radio Adige TV l'assessore alle pari opportunità Francesca Briani interviene sul tema della violenza femminile.

Dichiara Francesca Briani, assessore alle pari opportunità del Comune di Verona, dichiara: «Tutti gli anni dedichiamo nella mattinata del 25 novembre un evento dedicato alle scuole e agli studenti. Normalmente, proponiamo degli eventi nell’auditorium della Gran Guardia: quest’anno, grazie alla collaborazione con la rete “Scuola e Territorio” e “Educare Insieme”  e l’Ufficio scolastico territoriale, è in corso un incontro – sono circa 3000 gli studenti collegati in diretta streaming – sul tema “L’amore che non è”».

«Il tema è quello che non deve essere l’amore, perché purtroppo sappiamo dai dati che gli atti violenti sono normalmente manifestazioni che avvengono nell’ambito di una relazione di coppia, nell’ambito di una relazione ancora in essere o in una relazione terminata. Emerge anche che il fenomeno è completamente trasversale anche quanto all’appartenenza sociale e all’educazione scolastica delle vittime e degli attori della violenza: non sono fenomeni che riguardano contesti di povertà estrema, difficoltà sociale o degrado».

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«Sono le nostre famiglie, i nostri vicini, colleghi, amici e parenti. Non ci stanchiamo mai di ripetere come tutti noi dobbiamo essere attenti e sapere cosa dire alle persone in difficoltà o che supponiamo essere in difficoltà. Verona è una città eccellente dal punto di vista della rete multidisciplinare, che si è formata negli anni e che è capace di dare risposte alle donne che si trovano in una situazione di emergenza e che pensano di affrontare un percorso di rinascita».

«Noi diciamo anche alle donne in difficoltà che ci sono anche altri percorsi che si possono intraprendere nell’immediatezza, per poi maturare effettivamente la decisione della denuncia o anche per uscire da una situazione che diventano delle vere e proprie prigioni. Questi sono proprio i percorsi che si intraprendono, grazie a questi centri e ai centri antiviolenza che operano sui territori. A Verona il centro antiviolenza P.e.t.r.a è un centro pubblico, il Telefono Rosa è un centro antiviolenza privato, rispondono a numeri verdi e li si può contattare via mail o per telefono».

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«Quello che siamo in grado di fornire grazie a convenzioni che il Comune ha stretto con strutture adatte e autorizzate, è anche di poter accogliere le donne nell’emergenza: siamo in grado di poter accogliere la donna in fuga da un contesto familiare pesante, anche accompagnata da figli minori, e garantire la possibilità di un rifugio».

«Esiste poi un altro servizio, che è gestito sempre dal Comune ed è la casa di Petra, una casa di accoglienza per donne uscite dall’emergenza e che, anche accompagnate dai figli, devono riprendere il percorso di recupero e reinserimento sociale e professionale».

«L’ultimo nato è un servizio del 2013, dedicato agli uomini che agiscano atti violenti: è un servizio di sostegno psicologico a cui si accede gratuitamente e nell’anonimato  – come tutti i nostri servizi – e devo dire che da quando è nato le richieste sono cresciute. È nostra intenzione arricchire e implementare questo servizio perché la richiesta di sostenere percorsi di recupero da parte degli attori della violenza, sta aumentando. Oltre alle azioni di contrasto alla violenza, anche la prevenzione è importante: diverso è un litigio – che fa parte della vita quotidiana e anche delle persone che vanno d’accordo – altra cosa è l’aggressività che può arrivare fino all’atto violento».

«Con Petra andiamo anche nelle scuole cercando di testimoniare e sensibilizzare tutti al rispetto e al vivere le relazioni. Il Presidente della repubblica ha detto che la cultura della parità di genere in Italia non è ancora compiuta, purtroppo è vero e le conseguenze di atti violenti sono anche figli di questa cultura», conclude Francesca Briani, assessore alle pari opportunità del Comune di Verona.