Vinitaly-Nomisma: cresce il mercato dell’export italiano

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Numeri positivi per l’Italia sulla produzione e vendita del vino. Secondo le ultime elaborazioni di Vinitaly-Nomisma, la penisola rimane ancorata alle superpotenze mondiali con un buon incremento della produzione. Tuttavia le vendite restano per il 50% all’interno del solo continente europeo.

L’Italia si conferma tra le superpotenze nell’export del vino. Sono le elaborazioni di Vinitaly-Nomisma realizzate sui dati ufficiali dei diversi Paesi produttori. Stando ai risultati, il mercato mondiale del vino avrebbe chiuso con la cifra record di 31 miliardi di euro.

Sono numeri in ascesa quelli registrati nella classifica per performance, dove vince l’Australia con un incremento del 15,1% e un controvalore di 1,8 miliardi di euro, seguita dalla Francia (+9,9%, 9,1 miliardi di euro), dalla Spagna (+6,5%, 2,8 miliardi di euro), dal Cile (+6,3%, 1,8 miliardi) e dall’Italia (+6,2%, 5,9 miliardi di euro), che traina la domanda mondiale per i vini frizzanti.

Mercato florido negli Stati Uniti soprattutto per Francia e Italia, ma volano anche i partner asiatici, che rappresenta, ormai, una fetta consistente del mercato vitivinicolo. Il continente europeo, invece, rimane la “gallina dalle uova d’oro” per il nostro Belpaese che, proprio in Europa, vende il 50% del totale della produzione.

«I dati definitivi sul nostro export di vino nel 2017 rilasciati oggi da Istat ci restituiscono un’Italia superpotenza enologica, ma il nuovo record commerciale (+6,2% a/a, 5,9 miliardi di euro) non rende ancora giustizia alla grande qualità delle nostre produzioni. – ha dichiarato Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere – Cresciamo più nella qualità in vigna e in cantina che nel valore sui mercati. Per questo al prossimo Vinitaly ci concentreremo su uno studio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor sui trend a 5 anni dei top buyer mondiali di vino e su un approfondimento dedicato agli Usa».