“Ville Venete in tour” a Villa Rizzardi Pojega di Negrar
Il Giardino di Villa Rizzardi a Pojega di Negrar, a pochissimi chilometri dal centro di Verona e altrettanti dal Lago di Garda, ha festeggiato idealmente il suo progettista, l’architetto veronese Luigi Trezza (1752-1823), nell’anniversario dei duecento anni dalla morte, vincendo già nel 2022 il bando PNRR per il restauro e la valorizzazione dei Giardini storici italiani, giardino storico che oggi è in pieno fermento di lavori e attività.
Tra le varie iniziative che si stanno mettendo in campo, dal restauro arboreo e quello scultoreo, alla digitalizzazione e comunicazione, partneship e quant’altro anche l’Associazione per le Ville Venete ha fatto qui tappa per raccontare ai propri associati l’iniziativa “Giornata delle Ville Venete in Tour” in programmazione per l’autunno.
Un’occasione per spiegare, dopo i saluti istituzionali della Presidente Isabella Collalto, e dopo una prima tappa a Villa La Rotonda a Vicenza, cosa vuol dire valorizzare i grandi progetti per Ville e Giardini storici e in particolare in questa occasione il restauro e la valorizzazione dell’identità del Giardino settecentesco di villa Rizzardi.
Per farlo sono intervenuti l’Ingegnere Filippo Giustiniani, titolare del progetto per il bando, e il Conte Agostino Rizzardi proprietario del bene storico.
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L’obiettivo del progetto di valorizzazione del giardino di villa Pojega parte da un’attenta analisi delle sue caratteristiche, della storia e delle peculiarità, per poterle poi rendere uniche e speciali, lavorando verso un percorso di consapevolezza per la costruzione di una nuova reputazione del luogo in grado di attrarre persone, risorse e investimenti.
Il giardino “ascoltato” racconta infatti una storia fatta di relazioni, costituendo un unicum nella valorizzazione di un patrimonio, sia materiale che immateriale; il giardino consente anche di ampliare lo sguardo e, osservando la sua naturale relazione con il paesaggio circostante, permette di rivolgerci a temi estremamente contemporanei, come la biodiversità e la sostenibilità ambientale. Nel suo essere un ecosistema vivente caratterizzato da un naturale processo evolutivo, un microsistema urbano verde, il giardino è per sua stessa natura un sistema flessibile che guarda al futuro nel rispetto del passato, un luogo di incontro e di coinvolgimento a più livelli e di più generazioni.
Dalla Carta dei giardini di Firenze del 1981, e ancora prima da quella del restauro del 1964 (disposizioni del 1972), la definizione di “giardino storico” ci aiuta a disegnare la prospettiva dell’intera visione del progetto: “[il giardino] è un insieme polimaterico, progettato dall’uomo, realizzato in parte determinante con materiale vivente, che insiste su (e modifica) un territorio antropico, un contesto naturale”.
L’approccio progettuale e strategico che si è adottato lavora sulla molteplicità e stratificazione di racconti, significati e chiavi di lettura che il giardino stesso è in grado di suggerire, lavorando sui temi cardine del PNRR, mettendo la persona al centro.


Inoltre, senza dimenticare che il Giardino storico, soprattutto nell’Ottocento, è sempre stato un luogo di produzione e di sostenibilità, il tema “vigna e cultura” è un filo importante della valorizzazione, entrando in relazione con altre realtà affini sul territorio nazionale, dove il binomio giardino – vigna diventa tratto caratteristico e punto di partenza per tessere un racconto che mette al centro il territorio: si pensi ad esempio al fatto che nel network di Grandi Giardini Italiani (di cui il Giardino di Villa Pojega fa parte), per esempio, figurano ben otto proprietà che alla villa e al giardino storico affiancano un’azienda agricola che produce vino.
Il Giardino di villa Rizzardi a Pojega di Negrar vuole così diventare un giardino da vivere, offrirsi come luogo da gustare, partendo dagli abitanti del territorio a cui appartiene nel rispetto di una identità che diventa bene comune.
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