Viabilità, il futuro di Verona parte dal Pums: scontro sulle scelte – IL TEMA DEL GIORNO

L'approvazione del Pums, Piano urbano della mobilità sostenibile, insieme al recente annuncio della scelta di costruire la strada di gronda hanno riacceso il dibattito sulla mobilità a Verona. Le visioni fra l'attuale amministrazione e i predecessori sono molto diverse. Qual è la strada giusta? Cosa ne pensi?

Ciclabile lungo corso Porta Nuova - Verona
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Il tema del giorno: il Pums, Piano urbano della mobilità sostenibile

Durante il Consiglio Comunale del 12 ottobre scorso a Verona è stato approvato il Piano urbano della mobilità sostenibile (Pums), un documento fondamentale per pianificare la mobilità futura della città e partecipare ai bandi europei. Il percorso è stato avviato nel 2018 e nel 2020 è stato approvato dalla giunta dell’amministrazione Sboarina, poi in parte modificato dall’attuale amministrazione Tommasi.

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Cos’è il Pums

«I Pums sono stati promossi dalla Commissione europea, ad esempio con il “Piano d’azione sulla mobilità urbana” (2009) e con il “Libro bianco sui trasporti” (2011), come strumenti di pianificazione di nuova concezione, in grado di affrontare le sfide poste dai trasporti e le criticità che interessano le aree urbane in un’ottica maggiormente integrata e sostenibile, caratteristiche che fanno prevedere una permanenza stabile e duratura dei Pums sull’agenda politica della Commissione europea e degli stati membri».

Così si apre in premessa il documento “Linee Guida: sviluppare e attuare un Piano Urbano della Mobilità Sostenibile” redatto e pubblicato dalla Commissione Europea.

«Al contrario di quanto avviene con gli approcci più tradizionali alla pianificazione dei trasporti, il nuovo concetto introdotto dai Pums pone particolare enfasi sul coinvolgimento dei cittadini e dei portatori di interesse, sul coordinamento delle politiche e degli strumenti di piano tra settori (trasporti, urbanistica, ambiente, attività economiche, servizi sociali, salute, sicurezza, energia, etc.), tra enti, tra livelli diversi al loro interno e sul territorio e tra istituzioni confinanti. I Pums si basano su una visione di lungo periodo e su un approccio volto alla ‘sostenibilità’ in senso lato per un’area urbana, che prenda in considerazione anche costi e benefici sociali, nell’intento di internalizzarli, sottolineando l’importanza di una loro seria valutazione».

Ciclabile lungo strada Le Grazie (Borgo Roma) - Verona
Ciclabile lungo strada Le Grazie (Borgo Roma) – Verona

Il Pums: la definizione del Ministero

Il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibile definisce così il Pums: «Il Pums è uno strumento di pianificazione strategica che, in un orizzonte temporale di medio-lungo periodo (10 anni), sviluppa una visione di sistema della mobilità urbana (preferibilmente riferita all’area della Città metropolitana, laddove definita), proponendo il raggiungimento di obiettivi di sostenibilità ambientale, sociale ed economica attraverso la definizione di azioni orientate a migliorare l’efficacia e l’efficienza del sistema della mobilità e la sua integrazione con l’assetto e gli sviluppi urbanistici e territoriali».

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Le scelte dell’amministrazione Tommasi

Rispetto al Pums redatto in prima battuta dalla precedente Amministrazione, insieme alla Società Sintagma S.r.l. di Perugia che si è aggiudicata il bando, quello approvato dal Consiglio comunale la scorsa settimana presenta alcune modifiche, recepite in fase di raccolta delle osservazioni e delle segnalazioni delle circoscrizioni e attraverso il contributo delle associazioni del territorio.

Il percorso e il futuro della mobilità sostenibile e del trasporto pubblico sarà poi rimodificato in coerenza con il Piano di assetto del territorio, la cui revisione partirà a breve.

Le principali modifiche al Pums

  • aumento delle Zone 30,
  • un maggior sviluppo dei dell’abbattimento delle barriere architettoniche,
  • l’utilizzo dell’urbanismo tattico,
  • il potenziamento della sicurezza stradale davanti alle scuole con interventi di tipo strutturale,
  • l’attuazione di precise politiche di mobility management aziendale.

La conclusione del percorso del PUMS consente inoltre di avanzare con progetti e opere a cui l’Amministrazione sta lavorando, come la creazione di nuove piste ciclabili, interventi di moderazione del traffico nei quartieri (zone 30), opere per la sicurezza stradale, misure di riorganizzazione della sosta e dei parcheggi in centro storico, nonché il provvedimento della ZTL dello Stadio.

«La cosa più importante è farle le cose, non disegnarle. Questo significa aprirli i cantieri, anche impattanti come possono essere quelli della Filovia, ma bisogna realizzarle le opere – ha spiegato l’assessore alla Mobilità Tommaso Ferrari –. A Verona si parla di Traforo da anni e nulla è mai stato fatto. In un anno questa Amministrazione ha già avviato un percorso che punta a fare e non solo a parlare delle infrastrutture di cui necessita il nostro territorio. La scelta della nuova Amministrazione di non azzerare l’iter già avviato in passato ma di proseguirlo modificandolo in corso d’opera va nella direzione non solo di dare alla città tutti gli strumenti per rivedere e migliorare la mobilità cittadina, spostamenti, mezzi e infrastrutture, al fine di promuovere gli spostamenti sostenibili, ma anche di metterla nelle condizioni di ottenere investimenti e accedere a fondi europei per realizzarne le opere, che devono far parte di una progettualità».

In questo percorso si inserisce la scelta dell’amministrazione Tommasi di spostare la destinazione dei 53 milioni di euro accantonati dalla società A4 Holding dal traforo delle Torricelle alla “strada di gronda”, annunciata negli scorsi giorni.

L’intervista all’assessore Ferrari

Le critiche

Proprio l’approvazione del Pums in consiglio comunale – con le novità rispetto al passato – e la scelta di puntare sulla strada di gronda invece che su altre opere, hanno sollevato critiche dall’opposizione.

Già l’ex sindaco Flavio Tosi pochi giorni fa ha criticato le scelte e le direttive dell’amministrazione in termini di viabilità. Ad anticipare la giunta sulla strada di gronda erano stati gli ex assessori della Lega Nicolò Zavarise e Luca Zanotto (il primo ancora in consiglio comunale), che avevano mostrato la lettera con cui il Comune di Verona, già il 14 agosto 2023, chiedeva all’A4 la nuova allocazione del finanziamento da 53 milioni.

«È la certificazione di una volontà discrezionale – ha dichiarato Nicolò Zavarise -, una scelta che non è stata comunicata ai Veronesi (ed in fondo sarebbero soldi loro), senza alcun approfondimento in Consiglio comunale dove dieci giorni fa è stato approvato un Pums (Piano urbano mobilità sostenibile) al buio. Zero dialogo, zero confronto. Una scelta ideologica, non basata su dati certi, che soprattutto non risolve i problemi della zona nord di Verona dove resterà l’imbuto del Teatro Romano».

Nicolò Zavarise
Nicolò Zavarise

Luca Zanotto, già vicesindaco, aggiungeva: «Il traforo, o traforino, cubava 110 milioni di euro. Dopo questa lettera di Tommasi & co. è un progetto morto. Morta è anche la soluzione della galleria sotto al central park, altri 20-25 milioni di investimento di cui ben 14 già garantiti da RFI. Ora ci dicono che vogliono superare i problemi di traffico nel collegamento casello di Verona sud e tangenziale sud non considerando che quel problema sarebbe già risolto dal ribaltamento del casello di Verona sud e che l’intervento sulla statale 12 già porta a sensibili miglioramenti».

«Ma, ancora – continua l’ex vicesindaco Zanotto –, nulla si fa per Verona nord dove via Mameli e la zona del Teatro Romano, manterranno i limiti attuali e resteranno intasate. E la situazione peggiorerà con la filovia: via Mameli passerà da 4 a 2 corsie. Dove andrà il traffico?».

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L'ex vicesindaco Luca Zanotto in bicicletta
L’ex vicesindaco di Verona Luca Zanotto in bicicletta

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