Viabilità e Traforo. Alberti: «Gli enti sovracomunali prendano le redini»

Sindaci uniti ieri in Provincia per richiamare l'attenzione di Regione e Parlamento su un intervento infrastrutturale che tenga conto di una viabilità migliorata anche a nord di Verona, compreso l'atteso Traforo delle Torricelle.

Arturo Alberti, sindaco di Grezzana.
Arturo Alberti, sindaco di Grezzana
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L’agire congiunto di alcuni primi cittadini della Provincia Verona, chiamati a raccolta ieri nella Sala Rossa della Provincia di Verona dal sindaco di Grezzana Alberti, ha dato il là un dialogo critico sulla viabilità provinciale, con un’attenzione speciale al Traforo delle Torricelle. Questo impegno collettivo riflette un’esigenza profonda di modernizzazione delle infrastrutture stradali, essenziali per l’operatività imprenditoriale e il benessere dei cittadini, in particolare nei comuni e nelle vallate a nord di Verona.

I sindaci ieri in Sala Rossa assieme all'onorevole Flavio Tosi e al consigliere regionale Alberto Bozza.
I sindaci ieri in Sala Rossa assieme all’onorevole Flavio Tosi e al consigliere regionale Alberto Bozza.

L’incontro ha messo in luce la volontà di un’azione trasversale, superando i confini politici in nome di una prospettiva più ampia, quella di un tessuto urbano integrato e funzionale. «Non siamo qui per parlare di quale traforo costruire – afferma Alberti, raggiunto oggi nella sede della sua azienda a Lugo di Valpantena – ma per risolvere una questione vecchia di quarant’anni».

L’obiettivo è duplice: favorire il flusso commerciale e turistico e mitigare l’impatto ambientale. Il sindaco Zorzi ha sottolineato la necessità di collegamenti efficienti verso est per la Valpolicella, mentre Alberti ha enfatizzato l’importanza di collegamenti nord-sud per Valpantena.

«Dobbiamo riportare il dialogo a livelli sovracomunali – insiste Alberti – per evitare che ogni cambio di amministrazione azzeri il lavoro fatto fino a quel momento».

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In conclusione, la voce dei sindaci si alza unitaria: è tempo di costruire un futuro in cui la mobilità non sia più un ostacolo ma un’opportunità di crescita e sviluppo equilibrato. «Pensiamo a Verona del domani – chiosa Alberti – una città che i nostri figli e nipoti possano ereditare con orgoglio».

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