Verso l’ok agli spostamenti, ma dentro le regioni

Autorizzare dalla metà di maggio prima l'apertura dei negozi al dettaglio, poi di bar e ristoranti. E' l'idea sul tavolo del governo, in vista della fase 2. L'ipotesi è che il 4 maggio queste attività restino ancora ferme ma con la possibilità di eccezioni, come consentire la vendita da asporto per la ristorazione, che si aggiungerebbe alle…

Autorizzare dalla metà di maggio prima l’apertura dei negozi al dettaglio, poi di bar e ristoranti. E’ l’idea sul tavolo del governoin vista della fase 2. L’ipotesi è che il 4 maggio queste attività restino ancora ferme ma con la possibilità di eccezioni, come consentire la vendita da asporto per la ristorazione, che si aggiungerebbe alle consegne a domicilio, già permesse. Non sarebbero ancora definite date, ma un’ipotesi sarebbe far riaprire i negozi dall’11 maggio, la ristorazione dal 18. 

Un’altra ipotesi è quella di permettere gli spostamenti anche fuori dal proprio Comune e all’interno delle singole Regioni dal 4 maggio, lasciando però in vigore i limiti alla mobilità intra-regionale. Niente di deciso, viene spiegato, ma questo sarebbe al momento l’orientamento prevalente.

Da Palazzo Chigi si apprende che il piano per la fase 2 «prevede una ripartenza sempre all’insegna della massima cautela, nella consapevolezza che si dovrà sempre tenere sotto controllo la curva epidemiologica e non farsi trovare impreparati in caso di una possibile risalita. Il piano prevede un allentamento delle misure restrittive, ma non uno stravolgimento. Sarà fondamentale, in questa fase, rafforzare il protocollo di sicurezza sui luoghi di lavoro già approvato nel marzo scorso e completare queste prescrizioni anche con riferimento alle attività del trasporto e della logistica». 

Intanto il prossimo 30 aprile alle 10 si terrà nell’Aula della Camera una informativa del presidente del Consiglio –  ha deciso la conferenza dei capigruppo di Montecitorio – sulle questioni attinenti alla programmazione per la ripresa delle attività economiche. 

Dal 4 maggio potrebbero inoltre ripartire i settori manifatturieri e delle costruzioni oltre ad alcuni esercizi commerciali, secondo quanto detto da Conte nella videoconferenza con i sindacati sulla fase due spiegando che ci sarà un allentamento delle misure restrittive «ma non in maniera indiscriminata perchè sarebbe da irresponsabili. Le regole non salteranno ma le raccomandazioni sarebbero adattate alla nuova fase».

L’allentamento delle misure restrittive per quanto riguarda il sistema economico dovrebbe coinvolgere al massimo 2,7 milioni di lavoratori, così come comunicato dal capo della task force Vittorio Colao nel corso dell’incontro in videoconferenza tra Governo e sindacati secondo quanto riferito da partecipanti alla riunione. 

Sulle aperture il 27 aprile – solo di alcune attività, quelle in condizione di rispettare i protocolli di sicurezza – si potrebbe essere anche pronti ma serve fare una riflessione: l’obiettivo è chiudere la fase 1 “in maniera armonica”, avrebbe detto, secondo quanto riferiscono diverse fonti presenti alla riunione, il premier nel corso della cabina di regia con gli enti locali.

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