Verso le elezioni 2022, Verona Civica confluisce in Traguardi

Il movimento civico Traguardi, nato un anno fa dopo l’esperienza elettorale a fianco di Orietta Salemi (come Verona Civica), oggi ha presentato il suo progetto politico per la città in vista delle prossime amministrative.

 

“Potrebbe sembrare un grande anticipo” ha dichiarato Tommaso Ferrari, consigliere comunale di Verona Civica “ma la città ha urgente bisogno di una visione, e per progettare il futuro di Verona senza sparate propagandistiche ma con serietà e competenza ci vuole tempo. Per questo noi rappresentanti di Verona Civica abbiamo deciso di confluire in Traguardi, per mettere al servizio di questo progetto la nostra attività quotidiana in Consiglio Comunale e nelle circoscrizioni”. “La Verona che Traguardi immagina per il 2022 – ha spiegato durante l’incontro Pietro Giovanni Trincanato, neo eletto presidente dell’associazione – è più giovane, dinamica, europea e aperta al futuro di quella attuale. Più capace, tra l’altro, di attrarre finanziamenti privati e fondi europei, una risorsa che altre città hanno già sfruttato per progetti ambiziosi e rivoluzionari, ma che Verona ancora snobba inspiegabilmente. Per questo siamo onorati che Carlo Calenda abbia accettato il nostro invito, venerdì 16 novembre al teatro di Ss.ma Trinità e per lo stesso motivo non vediamo l’ora di confrontarci domani con Pier Carlo Padoan (a Vicenza). Sarà l’occasione per riflettere insieme sulle grandi sfide che ci attendono per i prossimi anni”.

“Una città immobile e una maggioranza tutta ripiegata sull’ordinaria amministrazione, pronta a svegliarsi solo quando si tratta di portare avanti battaglie ideologiche fuori dal tempo e dannose per la città: è questa la Verona che vediamo tutti i giorni, e non ci piace”. È questa la premessa di Traguardi, movimento civico attivo da un anno a Verona, che in un incontro organizzato sabato mattina, al centro Tommasoli, ha invitato i cittadini a fare il punto sulla situazione di Verona proponendo la propria visione del futuro, in vista delle prossime elezioni comunali del 2022
“I dossier aperti sono molti: partecipate, fondi europei, ambiente, cultura e attrattività” ha proseguito Ferrari “perché a Verona c’è bisogno di respirare aria nuova, in tutti i sensi! Occorre una politica ambientale nuova e strutturata, che esca dalla logica degli interventi-spot e riduca in maniera sostanziale i folli livelli di inquinamento atmosferico e le nostre misere performance in fatto di raccolta differenziata. Così come bisogna dare nuovo slancio al settore culturale, che in città è al palo da troppo tempo, tra la perenne crisi di Fondazione Arena e una programmazione artistica troppo spesso di piccolissimo cabotaggio. E poi ci sono le partecipate, la cassaforte della città, che dovrebbero essere una risorsa al servizio dei cittadini e invece, a forza di opacità e clientelismo, rischiano di dilapidare un patrimonio di professionalità e valore aziendale”.

“Quello che vogliamo immaginare è come sarà Verona tra dieci, venti, trent’anni, per arrivare preparati alle sfide del domani, mettendo sempre al centro i cittadini, che troppo spesso sono i grandi esclusi dalle scelte dell’amministrazione” aggiunge Beatrice Verzè, consigliera in V circoscrizione con Verona Civica “ anche per questo abbiamo voluto trovarci qui, in uno di quei quartieri di Verona che rischiano di pagare un alto prezzo in termini di vivibilità se la città continua a non avere una guida. Lo vediamo nei quartieri, dove il traffico senza regole tiene in scacco i residenti, ma anche in centro, dove nessuno ha il coraggio di affrontare il tema dei grandi “contenitori” con una visione d’insieme, per conciliare le esigenze di chi abita in città con quelle di chi la visita. La pedonalizzazione di nuove zone della città e l’investimento sulle associazioni, che sono la sua vera linfa, possono essere il punto di partenza! Noi vogliamo una Verona sempre più attrattiva, e per questo puntiamo a un grande Museo di Castelvecchio allargato negli spazi del circolo ufficiali, ma libera dal turismo mordi e fuggi che ne prosciuga le risorse. Stiamo progettando itinerari decentrati per allungare la durata dei soggiorni turistici e portare ricchezza anche fuori dai soliti circuiti, ma pensiamo che la cultura debba essere in primo luogo al servizio dei veronesi, tanto nella grande programmazione, oggi assente, quanto nelle attività più quotidiane, come quelle che abbiamo promosso nelle biblioteche di quartiere.”