Verso il nuovo Bentegodi: «Innovazione, sostenibilità e valorizzazione». Ma arrivano le critiche
Il futuro dello Stadio Bentegodi si delinea con un «progetto ambizioso e innovativo, come evidenziato dalle indicazioni contenute nella scheda del Documento Unico di Programmazione (DUP)» secondo l’Amministrazione Tommasi, che torna sul tema dopo l’annuncio degli scorsi giorni. L’intervento di riqualificazione, fortemente sostenuto dalle recenti dichiarazioni del sindaco Tommasi, prevede la trasformazione dello stadio in una struttura all’avanguardia, capace di rispondere alle esigenze moderne sotto il profilo tecnologico, acustico e ambientale. L’obiettivo è rendere lo stadio Bentegodi un modello di sostenibilità e multifunzionalità, concepito non solo per eventi sportivi, ma come un centro polivalente per la comunità, con spazi dedicati a servizi e attività che valorizzino l’intera area circostante.
Dopo l’annuncio, arrivano le critiche dall’opposizione. In particolare da Flavio Tosi e Forza Italia: «Nuovo stadio? Tommasi pensa solo al pallone. Le priorità sono altre, per esempio intervenire sullo stato di degrado e insicurezza in cui versa la città. E comunque è sbagliato il progetto».
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La vision per la nuova struttura
La nuova struttura dello Stadio Bentegodi, secondo l’amministrazione Tommasi, dovrà essere progettata per essere all’avanguardia sotto diversi profili: tecnologico, dell’isolamento acustico, della sostenibilità ambientale e del contenimento dell’inquinamento luminoso. L’obiettivo è che lo stadio sia contemporaneo non solo al momento dell’inaugurazione, ma anche in prospettiva futura, al passo con i tempi fino al 2050. La struttura sarà polifunzionale e pensata per ospitare vari tipi di eventi, assicurando così la sostenibilità dell’operazione. «È ormai evidente, come dimostrano diverse esperienze in Italia e in Europa, che non è più pensabile avere uno stadio con un’unica funzione, utilizzato solo 20-25 giorni all’anno».
Multifunzionalità
La multifunzionalità della struttura, in linea con la scheda inserita nel DUP, «consente di prevedere eventuali spazi commerciali e di somministrazione di alimenti e bevande esclusivamente all’interno dell’impianto e riservati ai fruitori degli eventi. Non ci saranno quindi centri commerciali o negozi, ma spazi a disposizione della cittadinanza che riguarderanno l’erogazione di servizi, come sale civiche e palestre, ecc» precisa l’amministrazione.
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Riqualificazione del quartiere
Un altro punto fermo della riqualificazione dello stadio è per la giunta Tommasi l’attenzione al quartiere. «L’intervento sarà l’occasione per ripensare questa parte della città, includendo anche la riqualificazione della Spianà in chiave naturalistica e di valorizzazione della biodiversità, come previsto dalla revisione del PAT, migliorandone l’accessibilità con percorsi pubblici e trasformandola in un parco urbano al servizio del quartiere e della città».
Partecipazione della cittadinanza
Come indicato nella scheda, parte integrante e sostanziale del progetto è uno studio generale sul quartiere, con il coinvolgimento della cittadinanza, «per individuare le opere e le soluzioni tecniche e amministrative finalizzate a migliorare la mobilità, la viabilità e la vivibilità generale del quartiere. Particolare attenzione sarà posta sulla riqualificazione degli spazi pubblici secondo i criteri della transizione ecologica».
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Le critiche di Tosi
Flavio Tosi, europarlamentare e coordinatore veneto di Forza Italia, con i consiglieri comunali della Lista Tosi Antonio Lella e Anna Bertaia, attaccano: «Capisco che Tommasi è stato un ottimo calciatore, ma oggi vorrei ricordargli che fa il Sindaco e prima del calcio sarebbe opportuno concentrare l’attività amministrativa sui temi veri che interessano ai cittadini: sicurezza, decoro urbano, viabilità, infrastrutture. E il tema sport andrebbe affrontato sistemando gli impianti comunali in uso a tante associazioni e società dilettantistiche».
Tosi poi spiega che «comunque se proprio dobbiamo parlare di stadio nuovo, allora è pure sbagliato il progetto che ha in mente Tommasi. Costruire un nuovo Bentegodi dalle ceneri dell’attuale sarebbe impattante per l’intero quartiere sul piano cantieristico. Inoltre, uno stadio al centro di un quartiere così urbanizzato è un’idea superata e infelice, ha ragione l’architetto Cenna. Meglio fare lo stadio altrove, la Spianà sarebbe perfetta». Tosi ricorda che «il progetto di Tommasi non sta in piedi nemmeno sul piano finanziario. Difficilmente Verona sarà sede dell’Europeo 2032, dato che quattro delle cinque città italiane di fatto sono state già assegnate e almeno altre due sedi sono più avanti di noi sul piano logistico. Quindi inutile vendere fumo. Inoltre, con le metrature commerciali che si ricaverebbero nessun privato rientrerebbe facilmente da un investimento da decine e decine di milioni di euro».

Anna Bertaia dice che «pare di assistere a un dibattito surreale, mentre la città vive un drammatico stato di degrado e insicurezza, in centro storico come nei quartieri, e pesanti problemi di viabilità anche per le cervellotiche scelte dell’amministrazione, noi ci ritroviamo un Sindaco che è assente sui temi fondamentali, mentre è totalmente assorbito dal questa idea del nuovo stadio, senza peraltro che ci sia un finanziatore e un progetto definito, quindi evidentemente Tommasi e i suoi sono concentrati sul nulla cosmico».
Antonio Lella conclude: «Io vorrei un Sindaco e un’amministrazione comunale attenta alle periferie, ai quartieri e ai problemi della gente. Vorrei un Sindaco che tra la gente si faccia vedere e con la gente parli. Io giro ogni giorno i quartieri e lui non si vede mai. È assente e parla di cose che alla stragrande maggioranza dei veronesi interessa poco o niente».
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