Verso il Conclave, ecco i “nomi caldi” per il dopo-Francesco

Redazione

| 24/04/2025
Sono 135 i cardinali con diritto di voto che eleggeranno il successore di Papa Francesco: circolano però già alcuni nomi caldi.

Attualmente sono 135 i cardinali con diritto di voto per il Conclave che eleggerà il successore di Papa Francesco, scomparso il 21 aprile all’età di 88 anni. Resta incerta solo la posizione dello spagnolo Carlos Osoro Sierra, che il 16 maggio compirà 80 anni, limite massimo per partecipare come elettore.

Già si fanno strada i primi nomi tra i possibili successori: dal segretario di Stato Pietro Parolin all’arcivescovo di Bologna Matteo Zuppi, fino al patriarca di Gerusalemme Pierbattista Pizzaballa e al cardinale ungherese Péter Erdő. Tra i “papabili” anche il francese Jean-Marc Aveline, l’olandese Willem Eijk, il filippino Luis Tagle, volto della Chiesa asiatica, e il congolese Fridolin Ambongo Besungu, che potrebbe diventare il primo Papa africano. Di seguito, le loro biografie nel dettaglio.

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Pietro Parolin

Cardinale Pietro Parolin
Cardinale Pietro Parolin

Pietro Parolin nasce il 17 gennaio 1955 a Schiavon, in provincia di Vicenza, in una famiglia semplice e profondamente cattolica. Dopo la perdita prematura del padre, entra in seminario a 14 anni e viene ordinato sacerdote nel 1980. Dopo due anni come viceparroco, prosegue gli studi a Roma, laureandosi in diritto canonico e formando la sua carriera diplomatica nella Santa Sede a partire dal 1986.

Presta servizio nelle nunziature di Nigeria e Messico, quindi lavora nella Segreteria di Stato, occupandosi di relazioni internazionali, pace e diritti umani. È coinvolto in delicate trattative con Paesi come Vietnam e Israele, e partecipa a missioni in aree di crisi come il Rwanda. Nel 2002 viene nominato sotto-segretario per i Rapporti con gli Stati.

Nel 2009 diventa nunzio apostolico in Venezuela, impegnandosi per favorire il dialogo tra Chiesa e governo in un contesto sociale difficile. Papa Francesco lo nomina Segretario di Stato nel 2013, ruolo che assume ufficialmente a novembre di quell’anno. Creato cardinale nel 2014, viene successivamente cooptato tra i cardinali dell’Ordine dei Vescovi nel 2018.

Continua a essere una figura chiave nella diplomazia vaticana, partecipando al Consiglio di Cardinali e a numerosi dicasteri, tra cui quelli per i Vescovi, le Chiese Orientali, l’Evangelizzazione, il Culto Divino e la Dottrina della Fede.

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Matteo Maria Zuppi

Cardinale Matteo Maria Zuppi
Cardinale Matteo Maria Zuppi

Matteo Maria Zuppi nasce a Roma l’11 ottobre 1955, quinto di sei figli. Giovanissimo si avvicina alla Comunità di Sant’Egidio, collaborando a numerose attività sociali per emarginati, poveri, anziani, disabili e tossicodipendenti. Laureato in Lettere e filosofia alla Sapienza, entra poi in seminario a Palestrina, completando la formazione teologica alla Pontificia Università Lateranense.

Viene ordinato sacerdote nel 1981 per la diocesi di Palestrina, ma è a Roma che svolge gran parte del ministero, diventando vicario e poi parroco di Santa Maria in Trastevere, ruolo che ricopre per dieci anni. Parallelamente, è assistente ecclesiastico generale della Comunità di Sant’Egidio, partecipando anche alla mediazione di pace in Mozambico che pone fine a 17 anni di guerra civile.

Nel 2012 Benedetto XVI lo nomina vescovo ausiliare di Roma, con ordinazione episcopale lo stesso anno. Nel 2015 Papa Francesco lo promuove arcivescovo metropolita di Bologna, dove avvia importanti iniziative pastorali, tra cui il Congresso eucaristico diocesano, culminato con la visita di Papa Francesco nel 2017.

Creato cardinale nel 2019, riceve il titolo di Sant’Egidio. Nel 2022 è nominato Presidente della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), diventando una figura centrale nella Chiesa italiana. Nel 2023 è designato giudice della Corte di Cassazione dello Stato della Città del Vaticano, con decorrenza dal 2024.

È membro di vari dicasteri vaticani, tra cui quelli per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, per le Chiese Orientali, e per l’Evangelizzazione. Inoltre, fa parte dell’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica.

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Pierbattista Pizzaballa

Cardinale Pierbattista Pizzaballa
Cardinale Pierbattista Pizzaballa

Pierbattista Pizzaballa nasce il 21 aprile 1965 a Cologno al Serio (Bergamo). Dopo aver frequentato il seminario minore e conseguito la maturità classica, entra nell’Ordine dei Frati Minori nel 1984, emettendo la professione solenne nel 1989 e venendo ordinato sacerdote nel 1990 a Bologna.

Trasferitosi lo stesso anno a Gerusalemme, completa gli studi con una licenza in Teologia Biblica presso lo Studium Biblicum Franciscanum. Parla italiano, inglese ed ebraico moderno e ha curato la pubblicazione del Messale Romano in ebraico, oltre a tradurre testi liturgici per le comunità cattoliche in Israele.

Dal 1999 è al servizio della Custodia di Terra Santa, diventando Custode nel 2004, incarico che mantiene fino al 2016 con vari rinnovi. In questo ruolo, svolge un’intensa attività pastorale e diplomatica in una delle aree più delicate del mondo, consolidando i rapporti con le diverse comunità religiose.

Nel 2016 Papa Francesco lo nomina Amministratore Apostolico del Patriarcato Latino di Gerusalemme, ricevendo l’ordinazione episcopale nello stesso anno. Il 24 ottobre 2020 diventa Patriarca Latino di Gerusalemme, primo italiano a ricoprire questo ruolo dal 1987.

Creato cardinale nel Concistoro del 30 settembre 2023, riceve il titolo di Sant’Onofrio. È membro dei Dicasteri per le Chiese Orientali e per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, confermando il suo impegno nei rapporti interreligiosi e nella promozione della pace in Medio Oriente.

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Péter Erdő

Cardinale Péter Erdő
Cardinale Péter Erdő

Péter Erdő nasce a Budapest il 25 giugno 1952, primo di sei figli in una famiglia di intellettuali cattolici. Ordinato sacerdote nel 1975, inizia come viceparroco a Dorog, mentre prosegue gli studi ottenendo due dottorati: in teologia a Budapest e in diritto canonico alla Pontificia Università Lateranense di Roma nel 1980.

Professore di teologia ed esperto di diritto canonico, insegna in diverse università tra Ungheria e Roma, diventando rettore dell’Università Cattolica Péter Pázmány dal 1998 al 2003, periodo in cui l’ateneo ottiene il riconoscimento pontificio e apre una facoltà di informatica.

Nel 1999 Giovanni Paolo II lo nomina vescovo ausiliare di Székesfehérvár e nel 2002 lo promuove arcivescovo metropolita di Esztergom-Budapest e primate d’Ungheria, nominandolo cardinale l’anno successivo, nel Concistoro del 21 ottobre 2003, con il titolo di San Balbina.

Erdő ha avuto un ruolo di primo piano nel panorama ecclesiale europeo: è stato Presidente della Conferenza Episcopale Ungherese (2005-2015) e Presidente del Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa (2006-2016). Ha partecipato attivamente a tutte le assemblee del Sinodo dei Vescovi dal 2003, ricoprendo il ruolo di Relatore Generale per i sinodi sulla famiglia del 2014 e 2015.

Studioso prolifico, ha pubblicato circa 250 saggi e 25 volumi su diritto canonico e storia del diritto medievale, oltre a opere di cultura e spiritualità. Ha ricevuto numerosi dottorati honoris causa da università europee e il Premio Galileo Galilei nel 1999.

Ha preso parte ai conclavi del 2005 e del 2013, che hanno eletto rispettivamente Benedetto XVI e Papa Francesco.

È membro di diversi dicasteri vaticani, tra cui quelli per le Chiese Orientali, per il Culto Divino, per i Testi Legislativi, il Consiglio per l’Economia e il Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica.

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Jean-Marc Aveline

Cardinale Jean-Marc Aveline
Cardinale Jean-Marc Aveline

Jean-Marc Aveline nasce il 26 dicembre 1958 a Sidi Bel Abbès (Algeria). Trasferitosi in Francia, segue gli studi teologici ad Avignone e poi a Parigi, presso il Séminaire des Carmes e l’Institut Catholique, dove ottiene il dottorato in teologia nel 2000. Ha anche una licenza in filosofia conseguita alla Sorbona.

Ordinato sacerdote per l’arcidiocesi di Marsiglia nel 1984, dedica gran parte del ministero alla formazione teologica e al dialogo interreligioso. È professore e direttore degli studi nel seminario di Marsiglia, vicario episcopale per la formazione permanente e responsabile per le vocazioni. Nel 1992 fonda l’Institut de sciences et de théologie des religions (ISTR), che guida fino al 2002, e dirige l’Institut Catholique de la Méditerranée fino al 2013, sviluppando il dialogo tra le religioni nel contesto mediterraneo.

Dal 2008 al 2012 è consultore del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, rafforzando il suo ruolo nel confronto tra le fedi.

Nel 2013 Papa Francesco lo nomina vescovo ausiliare di Marsiglia, con ordinazione episcopale nel gennaio 2014, e nel 2019 lo promuove arcivescovo metropolita di Marsiglia.

Creato cardinale nel Concistoro del 27 agosto 2022, riceve il titolo di Santa Maria ai Monti. È membro dei Dicasteri per i Vescovi e per il Dialogo Interreligioso, continuando a essere una figura di riferimento nella promozione del dialogo tra culture e religioni, soprattutto nell’area mediterranea.

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Willem Jacobus Eijk

Cardinale Willem Jacobus Eijk
Cardinale Willem Jacobus Eijk

Willem Jacobus Eijk nasce il 22 giugno 1953 a Duivendrecht (Paesi Bassi). Dopo gli studi in medicina all’Università di Amsterdam, si laurea nel 1978 e completa un tirocinio ospedaliero prima di entrare in seminario a Roermond nel 1980. Approfondisce la bioetica medica all’Università di Leiden, ottenendo il dottorato nel 1987 con una dissertazione sull’eutanasia.

Ordinato sacerdote nel 1985, esercita il ministero a Venlo/Blerick e prosegue gli studi con un secondo dottorato in filosofia presso la Pontificia Università San Tommaso d’Aquino (Roma) nel 1989, con una tesi sull’etica dell’ingegneria genetica. Nel 1990 ottiene anche la licenza in teologia.

Docente di etica e teologia morale nei seminari olandesi, partecipa attivamente al dibattito bioetico, fondando la Stichting medische ethiek per promuovere la riflessione sull’etica medica. È stato membro della Commissione Teologica Internazionale (1997-2002) e docente a Lugano.

Nel 1999 è nominato vescovo di Groningen-Leeuwarden, lanciando il progetto dei “luoghi della speranza” per rendere le chiese olandesi comunità vive e attive ogni giorno, favorendo così una rinnovata partecipazione dei fedeli e un incremento delle vocazioni.

L’11 dicembre 2007 Benedetto XVI lo promuove arcivescovo di Utrecht e primate dei Paesi Bassi, succedendo a una lunga tradizione di cardinali olandesi. Diventa presidente della Conferenza Episcopale Olandese nel 2011 e partecipa ai sinodi dei vescovi sulla famiglia nel 2014 e 2015.

Creato cardinale nel Concistoro del 18 febbraio 2012 con il titolo di San Callisto, partecipa al conclave del 2013 che elegge Papa Francesco.

È membro di vari organismi vaticani, tra cui la Pontificia Accademia per la Vita, la Congregazione per il Clero e il Pontificio Consiglio della Cultura, confermandosi voce autorevole su temi bioetici e pastorali.

Luis Antonio Gokim Tagle

Cardinale Luis Antonio Gokim Tagle
Cardinale Luis Antonio Gokim Tagle

Luis Antonio Gokim Tagle nasce il 21 giugno 1957 a Manila, nelle Filippine, e cresce a Imus, nella provincia di Cavite. Dopo gli studi in filosofia e teologia presso l’Ateneo de Manila University e la Loyola School of Theology, viene ordinato sacerdote nel 1982 per la diocesi di Imus. Inizia il ministero come vicario parrocchiale e rettore del seminario diocesano, oltre a insegnare filosofia e teologia in varie istituzioni.

Nel 1985 si trasferisce negli Stati Uniti per completare gli studi, conseguendo una licenza e poi un dottorato summa cum laude in teologia sistematica alla Catholic University of America (Washington), con una tesi sulla collegialità episcopale sotto la guida di Joseph Komonchak.

Rientrato nelle Filippine, riprende l’attività di formatore, docente e pastore, diventando punto di riferimento per la formazione teologica nel Paese e partecipando attivamente alla Conferenza Episcopale delle Filippine e alla Federazione delle Conferenze Episcopali dell’Asia (Fabc).

Nel 1997 Giovanni Paolo II lo nomina membro della Commissione Teologica Internazionale, sotto la presidenza del cardinale Ratzinger, e nel 2001 lo elegge vescovo di Imus, dove avvia importanti iniziative pastorali, in particolare per i giovani, tra cui una versione asiatica della Giornata Mondiale della Gioventù.

Nel 2011 Benedetto XVI lo nomina arcivescovo di Manila, una delle sedi più importanti del cattolicesimo asiatico, dove si distingue per la sua attenzione ai new media e per il programma televisivo The Word Exposed, dedicato alla riflessione sulle letture domenicali.

Nel Concistoro del 24 novembre 2012, viene creato cardinale da Benedetto XVI con il titolo di San Felice da Cantalice a Centocelle. Papa Francesco lo nomina Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli nel 2019, e nel 2020 lo cooptano tra i cardinali vescovi, l’ordine più alto del Collegio cardinalizio.

È Pro-Prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione, Gran Cancelliere della Pontificia Università Urbaniana e membro di numerosi dicasteri, tra cui quelli per le Chiese Orientali, per il Dialogo Interreligioso, per il Culto Divino, per la Cultura e l’Educazione, oltre a incarichi nel IOR e nell’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica.

Figura di spicco nel panorama ecclesiale globale, ha partecipato a vari sinodi dei vescovi sulla famiglia e continua a essere una delle voci più autorevoli dell’episcopato asiatico.

Fridolin Ambongo Besungu

Cardinale Fridolin Ambongo Besungu
Cardinale Fridolin Ambongo Besungu

Fridolin Ambongo Besungu nasce il 24 gennaio 1960 a Boto, nella Repubblica Democratica del Congo. Entra nei Frati Minori Cappuccini, emettendo la professione perpetua nel 1987, e viene ordinato sacerdote nel 1988. Studia teologia morale a Roma presso l’Accademia Alfonsiana, consolidando una formazione accademica che lo porterà a insegnare teologia morale in diverse istituzioni del Congo, tra cui l’Università Cattolica del Congo e il Seminario Maggiore di Lisala.

Ricopre numerosi incarichi nel suo ordine e negli organismi religiosi africani, tra cui superiore maggiore dei Cappuccini in Congo e presidente dell’Assemblea dei Superiori Maggiori (Asuma), oltre che della circoscrizione africana dei Cappuccini.

Nel 2004 viene nominato vescovo di Bokungu-Ikela da Benedetto XVI e riceve l’ordinazione episcopale nel 2005. Il suo motto episcopale è “Omnia omnibus” (“Tutto a tutti”), che esprime il suo spirito di servizio. Ha anche amministrato la diocesi di Kole e, per anni, ha guidato le commissioni Giustizia e Pace e Risorse Naturali della Conferenza Episcopale Congolese (Cenco).

Promosso arcivescovo di Mbandaka-Bikoro nel 2016, gioca un ruolo chiave nel dialogo politico del suo Paese, contribuendo agli Accordi di San Silvestro che portarono alle elezioni del 2018, in un contesto segnato da crisi politica, conflitti armati e epidemie.

Nel 2018 Papa Francesco lo nomina coadiutore di Kinshasa, succedendo al cardinale Laurent Monsengwo Pasinya dopo il Sinodo sui giovani. Diventa così arcivescovo di Kinshasa, sede primaziale del Congo.

Creato cardinale nel Concistoro del 5 ottobre 2019 con il titolo di San Gabriele Arcangelo all’Acqua Traversa, è membro del Consiglio di Cardinali, incaricato di assistere il Papa nel governo della Chiesa universale e nella riforma della Curia Romana.

È anche membro del Dicastero per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, continuando a essere una figura di spicco nella Chiesa africana, particolarmente attento alle questioni sociali, politiche e ambientali del continente.

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