Veronafiere e Cariverona, le opinioni della politica

L'assemblea dei soci di Veronafiere Spa ha deliberato negli scorsi giorni l'aumento di capitale da 30 milioni di euro; Fondazione Cariverona ha fissato però delle condizioni. Da destra a sinistra, i partiti scaligeri si sono espressi in merito.

Veronafiere
Veronafiere

Dopo la vicenda degli scorsi giorni legata all’aumento di capitale della Fiera di Verona e della posizione di Fondazione Cariverona, sono arrivati i primi commenti.

Il presidente e fondatore di Verona Domani e coordinatore del gruppo consiliare Battiti per Verona Domani, Matteo Gasparato.
Il presidente di Verona Domani, Matteo Gasparato.

Matteo Gasparato, presidente di Verona Domani

«L’aumento di capitale della Fiera di Verona è un passaggio assolutamente fondamentale ed indispensabile per l’economia della città di Verona, visto che solamente con le sue manifestazioni genera un indotto annuo di 800 milioni di euro. Trovo incomprensibile mettere in discussione questo principio elementare e porre condizioni al suo sviluppo ed alla sua crescita».

«Bene fanno Comune e Camera di Commercio a difendere una delle principali realtà economiche veronesi. La Fiera non può essere terreno di scontro e polemiche e tantomeno di veti incrociati o pseudoricatti. Tutti devono avere a cuore il suo sviluppo e la sua crescita».

 Paolo Borchia, europarlamentare della Lega

Paolo Borchia
Paolo Borchia, europarlamentare della Lega.

Paolo Borchia, europarlamentare veronese della Lega, accoglie con favore le prospettive sull’aumento di capitale di Veronafiere da parte dei soci pubblici.

«Promozione del brand Verona e difesa delle manifestazioni principali: il futuro di Vinitaly, Marmomac, Fieracavalli e Motor Bike sia legato alla nostra città. L’ente fiera rappresenta una realtà fondamentale per la sopravvivenza delle nostre attività economiche e commerciali, oggi necessariamente da tutelare a causa della drammatica situazione che ha ristretto paurosamente le opportunità imprenditoriali. La fiera genera un indotto con ricadute dirette sui maggiori asset e deve essere considerata strategica per il rilancio del brand Verona, che la Lega da sempre ha tutelato e valorizzato ad ogni livello. Avanti con l’aumento di capitale, auspicando che questa indicazione venga seguita da tutti».

Michele Bertucco, consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune

michele bertucco
Michele Bertucco, consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune.

«A dimostrazione che l’aumento di capitale della fiera è una pagina ancora tutta da scrivere, spunta una decisione di giunta del 16 febbraio scorso che dimostra l’intenzione del Comune di contribuire almeno in parte “in natura” all’aumento di capitale dell’ente, tentando quindi di salvare in tutto o in parte il gruzzolo dell’avanzo di amministrazione, che allo stato si aggira sui 29,4 milioni di euro. Difficile, tuttavia, che la Fiera possa accettare una simile impostazione. Più facile ipotizzare che il contributo “in natura” possa finire in qualche modo all’interno dell’operazione più larga, che potrebbe costare al Comune di Verona, socio di maggioranza al 39%, qualcosa come 24 milioni di euro. Di fronte a tali cifre, è semplicemente ridicolo il teatrino inscenato dal Sindaco Sboarina contro la Fondazione Cariverona in difesa dei vertici di Verona Fiere i quali, al netto del crisi Covid, hanno gravissime e documentate responsabilità rispetto al deterioramento dei parametri economici dell’ente. In questa situazione l’ultima cosa di cui la città ha bisogno è di una rottura tra i soci, quindi è meglio che il Sindaco si dia una regolata e faccia il suo lavoro di mediazione».

Il commento del PD

«Lo stesso Sindaco che qualche settimana fa invocava l’intervento della Fondazione Cariverona per “mettere in sicurezza gli asset fondamentali della città” come fiera, aeroporto Catullo e Fondazione Arena, ora entra in contrasto con la stessa Cariverona sull’aumento di capitale della fiera cercando goffamente di fare passare la Fondazione per un ente insensibile che non ha a cuore futuro della città. Se Fondazione ha esposto le sue condizioni, il Consiglio comunale non ha ancora potuto esprimere le sue, quindi il sindaco sta parlando a titolo personale. Ci proponiamo di presentare un ordine del giorno da condividere con tutte le forze politiche rappresentate in consiglio a tutela di ente strategico per la ripartenza economica della nostra città».

«La fragilità finanziaria in cui si trova la fiera è certamente dovuta alla pandemia ma non solo. Solo per citare due esempi recenti di errori strategici che sono stati fatti: l’acquisto per 16 milioni di euro nel 2019 di società per allestimenti, in un periodo in cui tutte le altre fiere d’Italia e del mondo investivano in innovazione digitale e nuovi modelli di business; per non parlare poi delle consulenze onerose e di dubbia utilità; dei premi che la dirigenza si è assegnata per avere portato a pareggio o in leggero utile il bilancio soltanto grazie ad operazioni patrimoniali; degli accordi commerciali e delle collaborazioni con altre fiere annunciati ma mai concretizzati».

Al Sindaco chiediamo lucidità e condivisione: non è tagliando una testa che si rimedierà ad una situazione che va deteriorandosi da anni. Ma se il Consiglio non riflette sulle condizioni per migliorare le strategie dell’ente, si rischia di rivedere lo stesso film dell’aeroporto, in cui siamo arrivati a trattare alleanze con possibili partner industriali con il cappello in mano invece che da posizione solida e forte. La Fiera di Verona ha la vocazione strategica per rilanciare l’economia del territorio in ambito nazionale e internazionale, deve essere in grado di intercettare e anticipare le innovazioni dei mercati. Pur riconoscendo anche i successi raggiunti in questi enti, parlare di ricambio delle posizione di vertice non deve essere un tabù, ma un percorso fisiologico che garantisce innovazione e capacità di continuare a generare sviluppo. Il sacrificio chiesto ai veronesi per il salvataggio della fiera non può essere in bianco».

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